L’eurodeputato milanese Pierfrancesco Maran succede ad Antonio Decaro e promuove solare, eolico e trasporti puliti per la crescita. Maran batte l’estrema destra austriaca e promette un’attuazione risoluta della transizione ecologica
L’agenda climatica dell’Unione Europea trova una nuova guida istituzionale nel segno della continuità e del rafforzamento della transizione ecologica. Pierfrancesco Maran, eurodeputato del Partito Democratico, è stato eletto ieri presidente della Commissione Ambiente (ENVI) del Parlamento Europeo, assumendo il mandato con una dichiarazione programmatica forte: il Green Deal non è un vincolo, ma “un accordo di libertà”.
Maran, che subentra nel ruolo ad Antonio Decaro, ha immediatamente tracciato la rotta del suo ufficio di presidenza, schierandosi apertamente con la visione della vicepresidente della Commissione UE, Teresa Ribera. Secondo il neo-eletto, la capacità di alimentare autonomamente il futuro del continente attraverso l’energia autoctona rappresenta l’unica strada percorribile per garantire un’emancipazione reale e duratura.
CHI È PIERFRANCESCO MARAN
Pierfrancesco Maran, nato a Milano nel 1980, è un eurodeputato del Partito Democratico. Laureato in Scienze politiche, ha svolto gran parte della sua attività politica a livello locale, ricoprendo per diversi anni incarichi amministrativi nel Comune di Milano, tra cui quelli di assessore alla Mobilità e Ambiente, all’Urbanistica e alle Politiche abitative in tre diverse giunte, occupandosi di settori nevralgici per la sostenibilità: dalla mobilità urbana all’edilizia abitativa, passando per l’urbanistica e la tutela ambientale.
Eletto al Parlamento europeo nel 2024, fa parte del gruppo dei Socialisti e Democratici. Il suo ingresso a Strasburgo è avvenuto quasi per un gioco di incastri elettorali, riuscendo a ottenere il seggio nella circoscrizione nord-occidentale dopo la rinuncia di un collega. Una volta insediatosi, Maran ha saputo accelerare la propria ascesa politica, focalizzandosi su temi di innovazione tecnologica e normativa.
INNOVAZIONE, TRASPORTI E MERCATO INTERNO: IL LAVORO A BRUXELLES
Tra i successi più significativi dei suoi primi mesi di mandato europeo si annovera la promozione di una diffusione più rapida dei veicoli autonomi sul territorio dell’Unione. Questa iniziativa ha trovato un riscontro diretto nelle linee programmatiche della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, la quale ha esplicitamente citato un progetto promosso dai sindaci italiani — e caldeggiato dallo stesso Maran — per accelerare l’innovazione tecnologica nel settore dei trasporti.
In qualità di membro della commissione per il mercato interno e la tutela dei consumatori (IMCO), Maran ha inoltre svolto il ruolo di negoziatore capo per il gruppo dei Socialisti e Democratici su dossier complessi, tra cui la riforma delle norme sui veicoli fuori uso e il disegno di legge per la semplificazione degli appalti e delle spedizioni di armi all’interno dell’UE.
IL GREEN DEAL COME MOTORE DI PROSPERITÀ ECONOMICA
Nel corso del suo discorso d’insediamento, Maran ha voluto sfatare il mito della transizione ecologica come ostacolo allo sviluppo industriale. “Dobbiamo dimostrare che i nostri obiettivi ambientali sono il motore della nostra prosperità, non un freno al nostro progresso”, ha affermato con risolutezza. Questa presa di posizione giunge in un momento simbolicamente rilevante, alla vigilia di un vertice industriale ad Anversa, città dove negli ultimi anni le lobby del settore hanno intensificato le richieste di deregolamentazione e di un cambio di rotta nelle politiche verdi. Maran, tuttavia, ha ribadito la necessità di restare fermi sugli impegni presi, suggerendo che l’attuazione del Green Deal debba proseguire senza esitazioni, pur prevedendo, laddove strettamente necessario, “soluzioni chirurgiche” per correggere eventuali distorsioni applicative.
L’AVVICENDAMENTO CON DECARO E LA VITTORIA SU HAIDER
L’elezione di Maran è avvenuta secondo il protocollo parlamentare che ha visto l’avvicendamento con Antonio Decaro, richiamato dalla politica interna italiana. Lo scrutinio segreto ha sancito una vittoria netta per l’esponente milanese del centro-sinistra, che ha raccolto 59 preferenze contro le 19 andate allo sfidante austriaco Roman Haider, rappresentante dell’estrema destra. Maran porta con sé a Bruxelles un profilo considerato centrista all’interno del Partito Democratico, caratterizzato da una solida esperienza amministrativa maturata sul campo.

