Vannacci punta a costituire una componente autonoma alla Camera dei Deputati e sbloccare i finanziamenti parlamentari per la sua nuova forza politica. Per farlo serve un simbolo presentato alle elezioni del 2022: ecco perché ora l’avvicinamento ad Adinolfi è davvero possibile
Se n’era parlato tra il serio e il faceto, e forse anche troppo, durante i giorni caldi della rottura tra Vannacci e la Lega. I più fantasiosi davano per imminente addirittura un trio in cui, oltre all’improbabile coppia formata dal generale e dal giornalista e leader del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi, avrebbe trovato posto anche Fabrizio Corona.
Un fantapartito più mediatico che reale, per il momento destinato a rimanere una suggestione giornalistica. Non lo è però quella relativa all’abbocco tra il generale e Adinolfi: secondo quanto riporta il Corriere della Sera, sarebbe in corso una trattativa per l’utilizzo del simbolo del Popolo della Famiglia, essenziale per sbloccare i fondi parlamentari destinati alle componenti autonome del Gruppo Misto.
IL SIMBOLO DI ADINOLFI PER SBLOCCARE I FONDI PARLAMENTARI
Fattosi partito, adesso Futuro Nazionale punta a diventare a tutti gli effetti una forza parlamentare. Il minimo dei deputati è già raggiunto: la trimurti Sasso-Ziello-Pozzolo basta per situare la forza politica come componente autonoma del Gruppo Misto.
Il nodo però è ancora una volta il simbolo. No, non c’entra la querelle con Nazione Futura di Francesco Giubilei, né la vicenda, su cui s’è fatta molta confusione, legata al marchio.
Secondo i regolamenti della Camera, per essere riconosciuti come componente autonoma e avere accesso ai contributi parlamentari serve infatti un simbolo elettorale che sia stato presente alle ultime elezioni politiche del 2022. Si parla di circa 33mila euro a ciascun deputato, per un totale di 100.000 euro che entrerebbero nelle casse di Futuro Nazionale.
VANNACCIANI IN PARLAMENTO CON IL SIMBOLO DEL POPOLO DELLA FAMIGLIA?
Ecco perché il generale starebbe pensando sul serio di chiedere in prestito il simbolo del Popolo della Famiglia. La suggestione di un’accoppiata con Mario Adinolfi c’era già. Un po’ per il profilo eccentrico che accomuna i due leader, un po’ perché effettivamente alcune posizioni intransigenti sul tema dei diritti portate avanti dal Popolo della Famiglia coincidono con la linea vannacciana.
Ora arriva anche la conferma sulla trattativa del diretto interessato. Adinolfi ci tiene però a precisare che la sua apertura all’utilizzo del simbolo non è un assegno in bianco e si è dichiarato disponibile a cedere il simbolo in cambio di un progetto politico di ampio respiro, rifiutando l’idea di dare vita a una formazione minoritaria.
LE ALTERNATIVE PER VANNACCI
Qualora l’accordo con il Popolo della Famiglia non dovesse andare in porto, il generale Roberto Vannacci avrebbe già individuato altri possibili partner elettorali. Tra i nomi citati figurano Gianluigi Paragone, giornalista e fondatore di Italexit, e Marco Rizzo, esponente di Italia Sovrana e Popolare. La priorità resta comunque quella di assicurarsi una “sponda” legale per incassare il bottino parlamentare necessario a sostenere le attività politiche del movimento.

