Da solo o dentro la maggioranza? Insieme al Popolo della Famiglia o con Afd? Roberto Vannacci studia la strategia per conquistare campo e non si chiude nessuna porta, mentre la Lega prova a mettergli i bastoni tra le ruote
Secondo i sondaggi di Youtrend per Agi, Futuro Nazionale oggi varrebbe il 2.9% dei consensi. Un margine rosicchiato a danno della Lega (-0,7%), ma in prospettiva una minaccia concreta per Fratelli d’Italia, che da sempre tenta di neutralizzare il rischio di un’infilata a destra.
Per il momento, il generale si tiene stretta la linea ondivaga cristalizzata nel voto a doppio binario – sì alla fiducia, no agli aiuti a Kiev – dell’altro ieri alla Camera. E rinvia la discussione sul suo posizionamento interno o esterno al centrodestra “all’approssimarsi delle politiche 2027”. Tutte le strade rimangono percorribili, compresa quella di una corsa solitaria. Gli ex alleati, col Carroccio in prima fila, provano a fare muro, al Parlamento come a Bruxelles.
DENTRO O FUORI LA MAGGIORANZA?
Per Tajani è un problema tutto della Lega: “Deciderà Matteo Salvini”. Per i vannacciani – ma chiameteli “futuristi”, lo preferiscono – è un problema della leader Giorgia Meloni.
Sul punto, il leader di Futuro Nazionale si mantiene attendista: l’ingresso nell’alleanza di governo dipenderà da tutta una serie di fattori di là da da definire, a cominciare da un esplicito invito a farne parte. Nell’intervista di ieri a SkyTg24, il generale tira in ballo le regole elettorali e le soglie di sbarramento, oltre all’ampiezza della coalizione, che quanto più sarà vasta tanto più renderà strategici i suoi consensi.
E nel frattempo, si muove in maniera fluida: ha già anticipato un programma di interventi sulla sicurezza che verrà presentato il 4 marzo a Roma. Misure pensate “con precisione e efficacia”, in contrasto con quelle ritenute “insufficienti” dall’esecutivo.
IL FINANZIAMENTO DI FUTURO NAZIONALE
Nel frattempo smentisce la presunta intesa con Mario Adinolfi per il “prestito” del simbolo del Popolo della Famiglia.
La questione ha molto a che fare con le esigenze di finanziamento di Futuro Nazionale, dal momento che a ciascun parlamentare riconosciuto parte di una componente autonoma del Gruppo Misto – e per questo serve un simbolo presentato alle ultime elezioni politiche – andrebbero circa 33mila euro.
LA LEGGE CONTRO I CAMBI DI CASACCA UNO SGAMBETTO A VANNACCI?
Adinolfi o no, un assist agli avversari di Futuro Nazionale potrebbe arrivare dalla legge anti-cambio di casacca, su cui non a caso la Lega spinge forte: l’intervento richiede una modifica dell’articolo 67 della Costituzione, ma già lunedì potrebbe arrivare una revisione del regolamento della Camera.
La misura prevede che i parlamentari che passano a un partito diverso da quello con cui sono stati eletti trasferiscano al nuovo gruppo solo la metà dei contributi economici previsti. Inoltre, il cambio di gruppo comporterà la decadenza dagli incarichi nell’Ufficio di Presidenza.
VIA AL TESSERAMENTO
Insomma, meglio concentrarsi sul tesseramento, almeno nella fase iniziale. La gestione della macchina delle iscrizioni è affidata alla dinamica Annamaria Frigo, ben addentro al mondo delle realtà produttive in Toscana, da sempre roccaforte dei vannacciani.
L’obiettivo dichiarato è quello di attrarre il sostegno di “imprenditori generosi” interessati al progetto, mentre si cercano sponde nel network della destra europea. E a sentire Massimiliano Simoni, ras del generale nel lucchese, la campagna di adesione starebbe già portando i primi frutti: “A oggi, sono 310 persone che vogliono entrare, di cui 53 sindaci. Da Lega, FdI, M5S”
LA BATTAGLIA IN EUROPA
Il fronte precipuo del generale del resto è all’Eurocamera, dove Vannacci occupa il seggio conquistato nelle liste della Lega. E anche qui il Carroccio prova a sbarrargli la strada. Sbattuto fuori dal gruppo dei Patrioti, l’europarlamentare sta provando a concretizzare i suoi abbocchi con l’estrema destra e Afd.
Il Carroccio ha però una carta da giocare per far saltare la trattativa: i nazional-conservatori tedeschi puntano al governo federale in Germania e l’appoggio della Lega potrebbe fargli molto comodo. Ma le convergenze, a partire dal tema della remigrazione sono tante e forti.

