Napoli s’è svegliata senza uno dei suoi teatri più rappresentativi. Una storia che s’intreccia con i capolavori di Scarpetta e De Filippo, giunta ai giorni nostri grazie a Luisa Conte, storica compagna di Eduardo, e a sua nipote Lara Sansone, che dirigeva il Sannazaro dal ’94
All’alba di martedì 17 febbraio 2026, un vasto incendio ha devastato il Teatro Sannazaro di Napoli, storico presidio culturale situato nel cuore del quartiere Chiaia. Le fiamme, divampate intorno alle ore 6:00, hanno causato il crollo della celebre cupola sulla platea, rendendo la struttura completamente compromessa. Mentre le autorità indagano sulle cause del rogo, la città piange la perdita della “Bomboniera di via Chiaia”, un simbolo di resistenza artistica che per oltre un secolo e mezzo ha ospitato i più grandi nomi della tradizione teatrale italiana.
IL ROGO AL SANNAZARO, CHE COSA È SUCCESSO
L’incendio è partito dal tetto della struttura, incastonata nel cortile interno di uno stabile in via Chiaia, sprigionando una densa coltre di fumo che ha reso l’aria irrespirabile in tutto il quartiere. Sul posto sono intervenute tempestivamente cinque squadre dei Vigili del fuoco. Il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Napoli, Giuseppe Paduano, ha confermato la gravità dei danni, dichiarando che del teatro rimane ormai poco e che la struttura è gravemente compromessa.
L’operazione di messa in sicurezza ha richiesto lo sgombero di 22 unità abitative e l’evacuazione di circa 60 persone. Sul fronte sanitario, otto persone sono rimaste intossicate: quattro sono state assistite sul posto, mentre altre quattro sono state trasportate per accertamenti agli ospedali Vecchio Pellegrini e Fatebenefratelli. Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha immediatamente convocato il Centro Coordinamento Soccorsi per gestire l’emergenza, alla presenza dell’assessore regionale alla protezione civile Fiorella Zabatta, del direttore dell’Asl Napoli 1 Centro Gaetano Gubitosa e del direttore dell’Arpac Dario Mirella.
La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo per fare luce sulla dinamica dell’evento. Attualmente le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Antonio Ricci e affidate al sostituto procuratore Mario Canale, ipotizzano il reato di incendio colposo a carico di ignoti. Tuttavia, le prime indicazioni fornite dagli investigatori non escludono la matrice dolosa del rogo. Gli esperti attendono lo spegnimento degli ultimi focolai per effettuare i rilievi tecnici necessari a determinare l’origine delle fiamme che hanno divorato la cupola e l’auditorium.
UN SECOLO E MEZZO DI STORIA TRA SPLENDORE E RINASCITA
Costruito nel 1847 su progetto dell’architetto Fausto Niccolini e decorato da Vincenzo Paliotti, il Sannazaro era considerato un gioiello architettonico di ori e velluti. La sua importanza storica è legata ai successi di Eduardo Scarpetta e al leggendario incontro tra Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello.
Dopo un periodo di degrado all’inizio del Novecento, durante il quale fu trasformato in un cinema a luci rosse, il teatro rinacque negli anni Settanta grazie alla visione di Luisa Conte, storica compagna d’arte di De Filippo, e di Nino Veglia. Insieme fondarono la Compagnia Stabile Napoletana, trasformando la sala in un centro di resistenza culturale.
L’eredità era stata poi raccolta dalla nipote, Lara Sansone, che nell’incendio odierno ha visto distrutti non solo il palcoscenico ma anche i preziosi archivi della storica sartoria teatrale, oltre che decenni di storia familiare e artistica. Nel 2018, il Ministero della Cultura aveva riconosciuto la struttura come centro di produzione teatrale, confermandone il ruolo centrale nel panorama nazionale.
CHI È LARA SANSONE
Come detto, l’eredità artistica e gestionale del teatro era stata raccolta dall’attrice Lara Sansone, nipote di Luisa Conte, nota al grande pubblico per il ruolo di Bice Cerruti nella soap Un posto al Sole. Prima di approdare stabilmente in televisione, Sansone ha avuto la possibilità di respirare l’atmosfera del Sannazaro, dal cui palco passavano tutti i grandi del teatro napoletano, da Gennarino Palumbo a Nino e Carlo Taranto.
Alla scomparsa della nonna, nel 1994, lasciò gli studi universitari a Londra e prese in mano le redini del Sannazaro, mantenendo viva la tradizione del cafè chantant e valorizzando una programmazione che mescolava tradizione e contemporaneità insieme al marito Salvatore Vanorio.
Sotto la sua guida, il Sannazaro ha continuato a essere un punto di riferimento per la tradizione popolare partenopea, ospitando la Compagnia Stabile Napoletana che in seguito era stata intitolata proprio alla memoria della storica direttrice.

