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 Zaia verso il no a Venezia: ecco perché non sarà sindaco e chi si candida

L’ex Governatore del Veneto sembra orientato a declinare l’offerta del centrodestra per la sfida lagunare. Tra ambizioni nazionali, veti dei dirigenti locali e la richiesta di garanzie finanziarie per la città, la coalizione valuta la convergenza su Simone Venturini per contrastare la candidatura già avviata del senatore dem Andrea Martella.

La suggestione del Doge a Ca’ Farsetti è destinata a rimanere tale. Nonostante il pressing dei vertici romani di Fratelli d’Italia e il sostegno esplicito della Lega, Luca Zaia, già Presidente della Regione Veneto, sarebbe prossimo a ufficializzare la rinuncia alla corsa per la poltrona di sindaco di Venezia.

Una scelta maturata dopo una serie di colloqui riservati e valutazioni strategiche che vedono il leader leghista proiettato verso un futuro nelle istituzioni nazionali, evitando di legarsi a un mandato amministrativo che gli impedirebbe di partecipare alla partita delle prossime elezioni politiche.

LE RAGIONI DEL POSSIBILE RIFIUTO E IL NODO DELLA LEGGE SPECIALE

La proposta formale è stata avanzata da Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia, il quale ha garantito all’ex governatore il massimo appoggio della coalizione. Tuttavia, per Luca Zaia, la candidatura a Venezia rappresenterebbe un ostacolo insormontabile per un imminente approdo in Parlamento o per un ruolo da ministro, considerando che le elezioni politiche si terranno tra circa diciotto mesi.

Secondo quanto ha ricostruito Il Nord Est, oltre ai calcoli di carriera, pesano le condizioni poste dal leghista per la salvaguardia della città: Zaia ha chiesto al governo garanzie su un rapido rifinanziamento della Legge Speciale per Venezia. A fronte di una richiesta comunale di 170 milioni di euro per il risanamento igienico-sanitario, lo Stato ne ha erogati finora solo 28. Nonostante l’impegno profuso dal senatore Raffaele Speranzon, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia e stretto collaboratore della premier, le incertezze sui fondi stabili rimangono un deterrente significativo per chi non intende gestire una città dalle criticità uniche senza strumenti finanziari adeguati.

IL CONTESTO POLITICO E LE TENSIONI NEL CENTRODESTRA

Il percorso verso la candidatura è stato ulteriormente minato dalle resistenze interne alla dirigenza locale veneziana. Il commissario di Fratelli d’Italia a Venezia, Fabio Raschillà, ha manifestato pubblicamente irritazione per l’attesa legata alle decisioni dell’ex governatore, sottolineando come il partito non fosse disposto ad attendere passivamente una scelta calata dall’alto.

In questo clima di freddezza locale, si inserisce il sostegno di Matteo Salvini, segretario della Lega e Ministro delle Infrastrutture, che vede con favore l’impegno veneziano del collega di partito, forse anche per allontanare la concorrenza interna ai vertici romani del movimento.

Anche Flavio Tosi, europarlamentare di Forza Italia e storico rivale interno, ha espresso parere favorevole alla forza elettorale di Luca Zaia, pur ipotizzando che l’ex presidente possa coltivare altre prospettive. Sullo sfondo restano le vicende giudiziarie che hanno colpito l’amministrazione uscente guidata dal sindaco manager Luigi Brugnaro, attualmente sotto inchiesta, e che hanno visto il rinvio a giudizio dell’ex assessore alla mobilità Renato Boraso.

CHI SI CANDIDA A SINDACO DI VENEZIA

Mentre il centrosinistra ha già consolidato la propria strategia puntando su Andrea Martella, senatore del Partito Democratico e già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il centrodestra deve ora trovare una sintesi alternativa. Con l’ipotesi Luca Zaia ridotta al minimo, la coalizione sembra destinata a convergere su Simone Venturini, attuale assessore al Turismo del Comune di Venezia e figura civica vicina al sindaco uscente.

Venturini dovrà però affrontare una sfida ostica in una città che, alle ultime consultazioni regionali, si è confermata come l’unica roccaforte veneta dove il centrodestra non è riuscito a prevalere.

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