Leonardo Maria Del Vecchio, uno dei sei figli del fondatore di Luxottica, non sembra intenzionato a fare il semplice erede. Sebbene la sua quota nella holding di famiglia Delfin sia immensa, la sua strategia è chiara: consolidare il suo ruolo di investitore autonomo attraverso la LMDV Capita, diversificare e creare un impero personale che vada oltre gli occhiali, dalla ristorazione di lusso alla tecnologia passando per l’editoria
Tre anni e mezzo dopo la scomparsa di Leonardo Del Vecchio, fondatore del colosso Luxottica, l’assetto della cassaforte di famiglia Delfin si trova a un bivio. Secondo quanto anticipato da Repubblica e confermato da fonti a lui vicine, l’attuale Chief Strategy Officer di EssilorLuxottica e presidente di Ray-Ban ha manifestato formalmente l’intenzione di rilevare le quote dei fratelli Luca Del Vecchio e Paola Del Vecchio, pari complessivamente al 25% del capitale della holding. Un tentativo di risolvere le tensioni legali che congelano la successione e sbloccare una partita che gli aprirebbe la strada a un più massiccio investimento globale, lontano dai soli confini dell’ottica.
I DETTAGLI DELL’OFFERTA E IL NODO DELLE VALUTAZIONI
Il pacchetto azionario oggetto della proposta, composto dalle quote del 12,5% ciascuna in mano a Luca Del Vecchio e Paola Del Vecchio, avrebbe un valore di mercato stimato tra i 14 e i 15 miliardi di euro, considerando le partecipazioni di Delfin in realtà come EssilorLuxottica, Generali, Mediobanca, UniCredit e Covivio.
Tuttavia, le indiscrezioni suggeriscono che un’eventuale transazione tra soci avverrebbe “a sconto” rispetto ai valori di borsa, seguendo le prassi consolidate delle holding familiari. L’iniziativa di Leonardo Maria Del Vecchio punta a superare lo stallo generato dall’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario da parte di alcuni eredi, tra cui figura anche il fratello Clemente Del Vecchio, condizione questa che ha limitato l’operatività della compagine societaria dalla morte del fondatore.
L’ASSE PER IL COMPLETAMENTO DEL PASSAGGIO GENERAZIONALE
Nel tentativo di riorganizzare la governance e chiudere definitivamente il capitolo della successione, Leonardo Maria Del Vecchio sembra aver trovato un’alleata nella sorella Marisa Del Vecchio. Entrambi hanno accettato pienamente le volontà testamentarie del padre e mirano a una risistemazione patrimoniale che consenta a Delfin di operare con nuovi assetti. L’uscita dei soci dissenzienti permetterebbe di sbloccare la tesoreria e di stabilizzare il controllo della holding, garantendo al contempo ai fratelli uscenti la liquidità necessaria per gestire i propri interessi in totale autonomia, ponendo fine a una fase di incertezza che dura dal 2022.
LA STRATEGIA DI DIVERSIFICAZIONE ATTRAVERSO LMDV CAPITAL
Ma cosa vuole farne il il giovane manager di questo immenso capitale? Attraverso la sua struttura personale, la LMDV Capital, sta già muovendo risorse significative per costruire un polo focalizzato sul Made in Italy. L’obiettivo di Leonardo Maria Del Vecchio è creare un impero dell’accoglienza e del lusso che comprenda la ristorazione di alta gamma e l’hotellerie, con acquisizioni mirate di locali storici milanesi e strutture d’élite.
Nel 2025 Lmdv ha acquisito il 100% del marchio Twiga da Flavio Briatore, includendo le location storiche di Forte dei Marmi, Montecarlo, Baia Beniamin e il Billionaire di Porto Cervo, convertito in un nuovo Twiga. Nello stesso solco s’inserisce il lancio del nuovo format di ristorazione e lifestyle nella baia di Paraggi, Vesta Portofino, e le operazioni condotte attraverso la Triple Sea Food, controllata che gestisce locali di punta nel quartiere Brera a Milano, come Vesta, Casa Fiori Chiari e Trattoria del Ciumbia.
NON SOLO LUSSO E ACCOGLIENZA
Ma Del Vecchio si è aperto anche ad altri settori industriali come quello delle acque minerali, con il rilancio dello storico marchio delle Acque e Terme di Fiuggi, e a investimenti trasversali nella finanza (Qomodo), nell’editoria (Il Giornale e Quotidiano Nazionale), nelle nuove tecnologie (Esananotech) e nel real estate, con l’accordo per salire al 50% dell’azienda Impredo attiva sul versante dello sviluppo urbano e delle riqualificazioni
La finalità dichiarata è dimostrare la propria autonomia dalle dinamiche collettive della holding lussemburghese. Una volontà resa evidente anche dal punto di vista comunicativo, dopo l’ospitata di poche settimane fa da Lilli Gruber sconsigliata dai consulenti di Luxottica, ma su cui Lmdv ha scelto comunque di metterci la faccia .

