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Human Data referendum

Sì e no, chi e cosa pesa di più nella comunicazione sul referendum: il report Human Data

Referendum, il braccio di ferro tra sì e no online: ecco chi pesa di più nelle interazioni online e perché il fronte dei contrari è in rimonta

Il primo rapporto Human Data delinea uno scenario di profonda incertezza per il prossimo referendum sulla riforma della giustizia, evidenziando come la forbice tra i due schieramenti si sia ridotta di ben 14 punti nell’ultimo mese.

L’analisi dei volumi digitali mostra un vantaggio significativo per il fronte contrario alla riforma, che raccoglie 21,7 milioni di interazioni (55%) contro i 17,7 milioni (45%) della narrazione favorevole.

Sebbene il fronte del Sì mantenga ancora un moderato vantaggio nelle intenzioni di voto, il trend di recupero del No appare costante, supportato da una netta prevalenza nelle interazioni sui social network che anticipa un possibile sorpasso nelle urne.

CHI DOMINA LE INTERAZIONI ONLINE SUL REFERENDUM

La top 5 degli opinion leader capaci di generare maggiori interazioni ai propri post vede in testa Alessandro Di Battista, che supera i 5 milioni di interazioni, e l’attore Giovanni Storti, che ne totalizza oltre 2 milioni, entrambi schierati apertamente per il no alla riforma.

Sul fronte opposto, il leader delle interazioni è l’avvocato Giuseppe Di Palo, che si piazza al terzo posto assoluto con circa 1 milione e 200 mila interazioni, seguito dai canali social di Welcome to Favelas (1.100.000 circa) e dallo youtuber e giornalista Andrea Lombardi.

SÌ E NO: CHI SONO LE FIGURE PIÙ CITATE

Interessante anche il dato relativo ai personaggi più citati, in quanto considerati più autorevoli. ll podio vede tre sostenitori del no di primo piano: il magistrato e procuratore Nicola Gratteri in testa con oltre 66.000 menzioni, seguito dallo storico Alessandro Barbero con 53.000 e dal giornalista Marco Travaglio con quasi 25.000 citazioni.

Con numeri decisamente inferiori, al quarto e quinto posto, si trovano invece due alfieri del sì, Nicolò Zanon, presidente del comitato nazionale “Sì Riforma”  ed ex giudice dell’Alta Corte (18.000 citazioni), e il costituzionalista Augusto Barbera (16.500).

QUALI SONO I TEMI DOMINANTI

La divergenza tra i due schieramenti si riflette anche nelle tematiche dominanti: mentre i sostenitori del Sì puntano su argomenti tecnici come la separazione delle carriere, la terzietà del giudice e la responsabilità dei magistrati, il fronte del No adotta una strategia basata sul coinvolgimento emotivo e sulla contestazione politica.

Le ragioni dei contrari alla riforma costituzionale si concentrano sul rischio di un controllo politico sui pubblici ministeri e sulla politicizzazione della consultazione contro l’attuale esecutivo, un’impostazione che risulta efficace nel mobilitare l’elettorato attraverso la percezione di un pericolo per l’indipendenza giudiziaria.

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