La guida spirituale e il pugno duro con nemici interni ed esterni: chi era Ali Khamenei, la autorità suprema dell’Iran ucciso da un attacco israeliano la notte scorsa
I raid israeliani hanno colpito e ucciso Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran da oltre 36 anni. Il governo iraniano ha annunciato 40 giorni di lutto pubblico per il “martirio” dell’ayatollah ottantaseienne.
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LA GUIDA DELLA REPUBBLICA ISLAMICA
La notizia della morte di Khamenei è stata confermata dal New York Times. Ali Khamenei era uno dei leader autoritari più longevi al mondo, ha assunto la guida della Repubblica Islamica nel 1989, dopo la morte dell’ayatollah Ruhollah Khomeini, il leader carismatico che aveva guidato la Rivoluzione Islamica il decennio precedente. Come guida suprema, aveva autorità sulla magistratura, sui media statali e su tutte le forze di sicurezza, tra questi il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie.
CHI ERA ALI KHAMENEI
Classe 1939, Ali Khamenei era originario di Mashhad, una delle principali città sante dell’islam sciite. Ha studiato presso una maktab, la scuola elementare tradizionale dell’epoca e ha proseguito gli studi religiosi nel seminario di Mashhad. La sua formazione prosegue con un viaggio-studio-pellegrinaggio a Najaf, città irachena di grande importanza per il mondo sciita e destinata a segnare profondamente il suo percorso religioso. L’anno successivo si trasferì a Qom, dove è rimasto fino al 1964, ed è qui che ha consciuto Ruhollah Khomeini, suo maestro e futuro fondatore della Repubblica Islamica iraniana. La relazione con Khomeini, di cui divenne un fidato consigliere, non si interrompe nemmeno durante l’esilio della guida spirituale iraniana prima in Iraq e poi in Francia. La rivoluzione iraniana lo porta nel cuore del potere iraniano: fu nominato membro del Consiglio della Rivoluzione e poi vice ministro della Difesa e rappresentante personale di Khomeini nel Consiglio Supremo per la Difesa.
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L’ATTENTATO E LA PERDITA DELL’USO DEL BRACCIO
L’81 è stato un anno cruciale nella vita di Khamenei. Fonda il Partito Islamico Repubblicano – Pri e, in quello stesso anno, fu vittima di un attentato (poi rivendicato dai Mojahedin del Popolo) mentre stava tenendo un discorso in una moschea di Teheran, l’esplosione di una una bomba esplose facendogli perdere l’uso del braccio destro. Sempre nel 1981 viene eletto deputato e poi presidente, incarico che ha ricoperto per due mandati di seguito fino al 1989.
LA GUIDA MILITARE
Mentre Khomeini fu la forza ideologica dietro la rivoluzione che pose fine al regno di Mohammad Reza Pahlavi e alla monarchia Pahlavi, è stato Khamenei a dare forma (e forza) all’apparato militare e paramilitare iraniano. Strumento con il quale l’Iran si difende dai suoi nemici, esercita influenza oltre i propri confini e esercita pressioni sulla popolazione. Negli anni le forze di Khomeini hanno più volte represso movimenti riformisti nel corso dei decenni. Ricordiamo che solo negli ultimi mesi migliaia di manifestanti sono stati uccisi sotto il suo governo durante le recenti rivolte nazionali.
NEL 1989 KHAMENEI DIVENTA GUIDA SUPREMA
La morte di Khomeini lo porta a essere eletto Rahbar dall’Assemblea degli Esperti. Il candidato più adeguato a succedere Khomeini doveva essere l’ayatollah Montazeri ma la rottura tra i due favorisce l’ascesa di Khamenei. Prima di diventare guida suprema, aveva guidato l’Iran come presidente durante la sanguinosa Iran-Iraq War negli anni Ottanta.
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LA CRISI DI SUCCESSIONE
La morte di Khamenei apre una crisi immediata di successione. Secondo la costituzione iraniana, come scrive Axios, un consiglio ad interim assume il potere mentre l’Assemblea degli Esperti, un organo composto da 88 religiosi islamici, sceglie una nuova guida suprema.
Tuttavia, Israele afferma che i primi attacchi hanno decimato la catena di comando, uccidendo sette alti funzionari della difesa e dell’intelligence e colpendo complessivamente 30 tra i principali leader militari e civili.
Tra i morti confermati ci sono:
- Ali Shamkhani, principale consigliere per la sicurezza di Khamenei
- Mohammad Pakpour, comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie
- Aziz Nasirzadeh, ministro della Difesa
- Mohammad Shirazi, segretario militare capo di Khamenei
- Saleh Asadi, capo dell’intelligence militare iraniana
- Hossein Jabal Amelian, presidente dello SPND (organizzazione di ricerca sulle armi nucleari iraniane)
- Reza Mozaffari-Nia, ex presidente dello SPND

