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Oltreconfine

Scontri Pakistan-Afghanistan, blitz di Von der Leyen sul Mercosur, Carney in India. Notizie da Oltreconfine

Non solo la drammatica escalation tra l’asse Usa-Israele e l’Iran: Oltreconfine, la rassegna stampa internazionale di Policy Maker

PAKISTAN E AFGHANISTAN IN “GUERRA APERTA”: RAID RECIPROCI AL CONFINE

Tra giovedì sera e venerdì mattina scorsi Pakistan e Afghanistan si sono bombardati a vicenda oltre confine, in un’escalation che ha spinto il ministro della Difesa pakistano a parlare apertamente di “guerra dichiarata”.

Tutto è partito secondo l’Associated Press giovedì notte: Kabul ha colpito obiettivi militari pakistani, presentando i propri atti come risposta ai raid aerei che Islamabad aveva condotto domenica su zone di confine afghane, con diverse vittime.

La reazione pakistana non si è fatta attendere: nella notte l’aviazione ha bombardato Kabul e altre due province, mirando – secondo la versione ufficiale – a basi e installazioni militari.

Le tensioni tra i due Paesi montano da mesi. Già a ottobre c’erano stati scontri pesanti al confine, con decine di morti tra soldati, civili e presunti militanti. Il Pakistan accusa da tempo i talebani al potere di dare rifugio a gruppi armati che attaccano il suo territorio e di essersi pericolosamente avvicinati all’India, il nemico storico.

Un cessate il fuoco mediato dal Qatar aveva spento i combattimenti più duri in autunno, ma i negoziati in Turchia a novembre non hanno portato a un accordo stabile. Da allora le scintille non sono mai mancate, anche se meno intense. Adesso il Qatar torna in campo: venerdì il ministro Mohammed bin Abdulaziz al-Khulaifi ha parlato con i ministri degli Esteri di entrambi i Paesi per provare a fermare la spirale.

Il portavoce afghano Zabiullah Mujahid ha commentato gli attacchi con toni duri: “Abbiamo mandato un messaggio chiaro: le nostre mani possono arrivare alla loro gola. Risponderemo a ogni atto ostile del Pakistan, che non ha mai voluto davvero il dialogo”. Subito dopo, il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha scritto su X: “La nostra pazienza è finita. Ormai è guerra aperta”. Asif ha aggiunto che dopo il ritiro Nato del 2021 Islamabad sperava in un Afghanistan finalmente stabile, con i talebani concentrati sul benessere della loro gente e sulla pace regionale. Invece, secondo lui, Kabul si è trasformata “in una colonia dell’India”, con i rapporti tra afghani e indiani che si rafforzano sempre di più, anche sul piano economico e commerciale. Del resto Pakistan e India, entrambe potenze nucleari, si guardano in cagnesco dal 1947, con guerre, crisi e continue tensioni al confine.

UE APPLICA PROVVISORIAMENTE L’ACCORDO MERCOSUR, BYPASSANDO IL PARLAMENTO: CRITICHE DA FRANCIA E AGRICOLTORI PER “COLPO ALLA DEMOCRAZIA”

La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato l’applicazione provvisoria dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay), creando un’area di libero scambio che coinvolge circa 720 milioni di persone. Lo riferisce Politico, secondo cui la decisione, presa dopo ampie consultazioni con Stati membri e parlamentari europei, mira a garantire all’Ue un “vantaggio strategico di primo entrante” in un contesto di crescente competizione globale, dove Stati Uniti, Cina e Regno Unito corteggiano attivamente la regione sudamericana. Von der Leyen ha sottolineato che tale vantaggio deve però concretizzarsi rapidamente. L’accordo, tuttavia, resta altamente controverso perché non ha ancora ricevuto la ratifica definitiva del Parlamento Europeo.

A dicembre i deputati hanno votato per rinviare il testo alla Corte di Giustizia dell’UE per verificarne la compatibilità con il diritto comunitario, congelando di fatto l’approvazione finale per un periodo stimato fino a due anni. L’applicazione provvisoria bypassa quindi il processo legislativo ordinario, scatenando una dura reazione.

Il presidente francese Emmanuel Macron, che aveva guidato l’opposizione all’intesa fino a essere superato in minoranza a gennaio, ha definito la mossa “unilaterale” e “sbagliata”, un affronto al Parlamento. La potente lobby agricola francese FNSEA ha accusato la Commissione di “sacrificare” gli agricoltori europei e di commettere una “negazione della democrazia”, ignorando il rinvio alla Corte, gli Stati membri e gli eurodeputati. La parlamentare olandese Jessika van Leeuwen, dello stesso gruppo PPE di von der Leyen, ha parlato di “violazione dello stato di diritto” da parte di un’Ue che predica regole ma le aggira quando conviene. Tra i rischi concreti: l’applicazione provvisoria potrebbe irrigidire l’opposizione in Parlamento, alienare ulteriormente Paesi scettici come Francia e Polonia e compromettere il voto finale di ratifica, potenzialmente affossando l’intero accordo.

Tra i sostenitori, il presidente della Commissione sul commercio internazionale Bernd Lange (S&D) ha difeso la scelta come risposta necessaria alle continue violazioni delle regole commerciali da parte di altri attori globali. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha salutato con favore l’impulso alle esportazioni italiane. La Commissione ricorda che a gennaio gli Stati membri avevano dato il via libera all’applicazione provvisoria una volta completate le ratifiche sudamericane. Il commissario al Commercio Maroš Šefčovič ha ribattuto ai critici: non è Bruxelles a privare il Parlamento del voto, ma lo stesso Parlamento a scegliere il rinvio alla Corte. L’ultima volta che la Commissione ha applicato provvisoriamente un accordo commerciale senza il via libera parlamentare risale a oltre un decennio fa.

CARNEY IN INDIA: RESET PRAGMATICO DEI RAPPORTI E FOCUS SU COMMERCIO E URANIO

Il primo ministro canadese Mark Carney si è recato a Mumbai per la sua prima visita ufficiale in India, con l’obiettivo di rilanciare un rapporto bilaterale spesso teso e aprire la strada a nuove alleanze globali. Come riporta Reuters, in agenda Carney aveva svariati incontri con i principali leader aziendali nella capitale finanziaria, dove ha avviato i negoziati per un accordo di libero scambio completo, atteso entro novembre secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri alla stessa agenzia di stampa.

Nella successiva tappa di Nuova Delhi il premier ha avuto colloqui diretti con il premier Narendra Modi. La visita si inserisce in una strategia più ampia: rafforzare i legami con India, Cina e Medio Oriente per ridurre la pesante dipendenza economica dagli Stati Uniti, resa ancora più urgente dalla guerra tariffaria e dalle minacce di annessione lanciate dal presidente Trump.

Gli analisti leggono nella scelta un cambio di passo netto rispetto all’era Trudeau: “Mark Carney ha un focus laser sull’attrarre capitali in Canada, non sul compiacere la diaspora indiana a casa”, spiega Goldy Hyder, presidente del Business Council of Canada. “È un viaggio d’affari per rafforzare l’economia e conquistare maggiore sovranità economica”. A differenza dei predecessori, Carney ha evitato il Punjab – regione di origine di gran parte della comunità indiana in Canada e roccaforte dei separatisti sikh – per non irritare gli ospiti indiani. Le relazioni si erano deteriorate anni fa, dopo le accuse esplosive del predecessore Justin Trudeau sul presunto coinvolgimento indiano nell’omicidio di un cittadino canadese separatista sikh, smentite categoricamente da Nuova Delhi. Trudeau era stato ridicolizzato per i suoi outfit elaborati nel 2018 e criticato apertamente da Modi per aver tollerato “attività anti-India” legate ai sikh in esilio. Sul tavolo c’erano già risultati concreti: l’Alto Commissario indiano in Canada ha anticipato a gennaio la firma di un accordo decennale da 2,8 miliardi di dollari canadesi per la fornitura di uranio, insieme a intese su petrolio, gas, ambiente, intelligenza artificiale, quantum computing, istruzione e cultura.

Il recente accordo commerciale Ue-India, che abbatte le tariffe su gran parte dei beni, alimenta l’ottimismo su un’intesa simile tra Ottawa e Nuova Delhi. Non mancano però le critiche: la World Sikh Organization of Canada accusa il governo Carney di non aver chiesto conto all’India per le interferenze e la repressione transnazionale contro i sikh canadesi. La ministra degli Esteri Anita Anand ha risposto assicurando colloqui di alto livello su crimine transfrontaliero, flussi finanziari illeciti, minacce digitali e sorveglianza delle comunità della diaspora, sottolineando che “nessun paese avrà carta bianca” sulla sicurezza interna del Canada.

Dopo l’India, Carney è volato in Australia per un discorso in parlamento e discussioni su difesa, commercio e cooperazione militare, prima di incontrare in Giappone la premier Sanae Takaichi per approfondire scambi su auto, energia e minerali critici. L’agenda riflette la visione esposta da Carney a Davos: in un mondo incerto, le potenze medie devono seguire un approccio “basato sui principi e pragmatico” per difendersi dall’egemonia americana e diversificare il commercio. Come osserva l’ex consigliere Jonathan Kalles, “in tempi turbolenti il compito del premier è avanzare gli interessi nazionali, e Carney lo sa bene: diversificare il commercio e rafforzare l’economia”.

 

 

 

 

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