Cosa prevedono le risoluzioni sulla guerra in Iran votate in Parlamento
Ieri il Parlamento ha dato il via libera alla risoluzione di maggioranza sulla crisi in Medio Oriente, delineando la strategia italiana di fronte alla guerra lanciata dall’Stati Uniti-Israele contro l’Iran.
Il documento della maggioranza è stato approvato in prima battuta alla Camera con 179 voti a favore, 100 contrari e 14 astenuti e confermato anche dal Senato della Repubblica, che l’ha approvata in serata con 94 voti a favore, 39 contrari e 8 astenuti.
La risoluzione di maggioranza impegna il governo a rafforzare i sistemi di difesa aerea a protezione degli interessi nazionali e a garantire il supporto agli alleati europei in caso di attacchi missilistici, confermando al contempo la piena operatività delle basi statunitensi sul territorio italiano secondo i trattati vigenti.
CHE COSA C’È NELLA RISOLUZIONE DI MAGGIORANZA
Il primo via libera è arrivato dalla Camera dei Deputati, al termine delle comunicazioni rese in Parlamento dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani e dal Ministro della Difesa Guido Crosetto. La risoluzione, sottoscritta dai gruppi di centrodestra e sostenuta anche da Futuro Nazionale, ha visto la netta opposizione del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi-Sinistra. Fotografia identica anche al Senato, che più tardi ha bissato le decisioni dell’aula di Montecitorio.
Il cuore del provvedimento autorizza il dispiegamento e il rischiaramento di sistemi di difesa antimissilistica e di sorveglianza per tutelare i cittadini italiani e le infrastrutture strategiche nell’area del Golfo, prevenendo ripercussioni energetiche sul mercato interno. Un passaggio cruciale della risoluzione riguarda la solidarietà comunitaria: l’Italia si impegna a partecipare allo sforzo comune dell’Unione Europea per proteggere gli Stati membri da minacce aeree iraniane (il riferimento è al recente attacco subito dalla base britannica di Akrotiri a Cipro).
Sul fronte logistico, la maggioranza ha ribadito la validità degli accordi internazionali che regolano l’uso delle installazioni militari concesse agli Stati Uniti, specificando che tali basi possono essere utilizzate per attività addestrative e di supporto tecnico-logistico nel quadro giuridico attuale.
BOCCIATE LE RISOLUZIONI DELLE OPPOSIZIONI
L’opposizione ha presentato una risoluzione alternativa, poi respinta in entrambe le votazioni, che chiedeva un immediato cessate il fuoco e una via diplomatica per limitare le ambizioni nucleari di Teheran.
La divergenza più profonda riguarda però l’impiego del territorio nazionale: i partiti di sinistra chiedevano esplicitamente di non autorizzare l’uso delle basi americane in Italia per attacchi diretti contro l’Iran, ricalcando la linea di neutralità operativa adottata in Spagna dal Presidente del Governo Pedro Sánchez.
OK A EMENDAMENTI DI ITALIA VIVA, AZIONE E PIÙ EUROPA
Al contrario, le forze centriste – Più Europa, Italia Viva e Azione – hanno presentato tre documenti autonomi focalizzati su temi differenti. Più Europa ha insistito sulla promozione della democrazia in Iran, Italia Viva ha chiesto una rendicontazione regolare del governo alle Camere, mentre Azione e il Partito Liberaldemocratico hanno sollecitato un aumento della spesa militare e una maggiore autonomia strategica europea, includendo il tema della deterrenza nucleare. Le tre mozioni sono state “assorbite” nel testo approvato alla Camera e presentate al Senato come parte integrante della risoluzione di maggioranza, poi ratificata anche da Palazzo Madama.


