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Raffaele Cantone

Il procuratore Cantone verso Salerno. La contesa per Perugia e l’incognita referendum

Il procuratore Cantone sarebbe in procinto di trasferirsi a Salerno. La sfida per la successione a Perugia, procura competente sui magistrati romani, potrebbe essere l’ultima gestita con l’attuale impianto del Csm

La Commissione per gli incarichi direttivi del Consiglio Superiore della Magistratura ha proposto all’unanimità Raffaele Cantone come nuovo procuratore capo di Salerno. Il magistrato, attuale guida della Procura di Perugia, si appresta dunque a lasciare l’Umbria per fare ritorno nella sua terra d’origine, la Campania, in attesa della ratifica definitiva da parte del plenum dell’organo di autogoverno della magistratura.

Una trasferimento non da poco per un profilo di altissimo rilievo, negli ultimi sei anni a capo di una delle procure più importanti d’Italia.

PERCHÉ CANTONE LASCIA PERUGIA IN ANTICIPO

Il probabile trasferimento a Salerno è stato richiesto dallo stesso Cantone in anticipo rispetto alla naturale scadenza del suo incarico, fissata al 2028.

A Salerno c’è da colmare il vuoto lasciato da Giuseppe Borrelli, nel frattempo passato la guida della procura di Reggio Calabria: un’opportunità per Cantone per riavvicinarsi al territorio campano, da cui proviene.

LA SUCCESSIONE PER PERUGIA: ULTIMA BATTAGLIA CON L’ATTUALE CSM?

La successione per la sede di Perugia potrebbe essere una partita complicatissima per via della delicatezza dell’incarico, dal momento che Perugia è competente per i procedimenti riguardanti i magistrati romani, a cui si aggiunge il clima infiammato intorno al referendum sulla separazione della magistratura.

Come scrive Il Dubbio, “il bando per il posto di procuratore capo verrà pubblicato subito dopo la ratifica della nomina a Salerno, innescando una contesa tra le correnti (…). La corsa per questa poltrona sarà una delle ultime grandi manovre gestite con l’attuale assetto del Csm, prima che l’eventuale conferma referendaria della separazione delle carriere muti radicalmente le regole del gioco.”,

CHI È RAFFAELE CANTONE

Napoletano, 62 anni, Raffaele Cantone è una delle figure di maggiore autorevolezza della magistratura italiana degli ultimi vent’anni, con un curriculum lunghissimo che comprende ruoli di vertice sia in ambito giudiziario che istituzionale e una sfilza di indagini esplosive passate per le sue mani.

La sua carriera inizia nella Direzione distrettuale antimafia di Napoli, dove coordina le indagini che hanno portato alla condanna all’ergastolo dei vertici del clan dei Casalesi, tra cui i boss Francesco “Sandokan” Schiavone e Francesco Bidognetti. Successivamente, viene chiamato dall’allora presidente del consiglio Matteo Renzi alla presidenza dell’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, incarico ricoperto con un consenso bipartisan. Lascia nel 2019 e passa al Massimario della Cassazione. Dal 2020 è alla guida della Procura di Perugia, dove gestisce la complessa fase del dopo Luca Palamara e dirige inchieste di risonanza nazionale: dal caso dell’«esame farsa» del calciatore Luis Suarez all’indagine sulla Loggia Ungheria, fino al delicato fascicolo sul “dossieraggio” e sugli accessi abusivi del finanziere Pasquale Striano. Da ultimo anche le indagini sull’emergenza Fentanyl e l’individuazione dei vulnus all’interno dei propri uffici, mentre a Salerno, dove si appresta a succedere a Giuseppe Borrelli, si occuperà tra le altre cose del processo per l’omicidio di Angelo Vassallo.

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