Il colosso farmaceutico Roche ha fatto registrare una netta flessione alla Borsa di Zurigo nella giornata di lunedì dopo che lo studio clinico di fase 3 “persevERA” sul farmaco sperimentale giredestrant non ha raggiunto gli obiettivi primari.
Il titolo del gigante farmaceutico Roche ha registrato un brusca battuta d’arresto, piazzandosi tra le peggiori performance dell’indice Smi nella giornata di lunedì, a seguito della diffusione dei dati clinici deludenti relativi al giredestrant, una terapia destinata a pazienti colpite da specifiche forme di carcinoma mammario avanzato.
La notizia ha interrotto bruscamente il trend positivo che aveva caratterizzato il gruppo negli ultimi mesi, portando le quotazioni ai minimi dell’anno.
I DETTAGLI DELL’ESITO CLINICO
Il ribasso è scaturito dall’annuncio che lo studio di fase 3 denominato “persevERA Breast Cancer” non ha soddisfatto l’endpoint primario. La sperimentazione mirava a dimostrare un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza libera da progressione attraverso l’uso del giredestrant in combinazione con il farmaco palbociclib di Pfizer, l’Ibrance.
Il test coinvolgeva donne affette da carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico, positivo al recettore degli estrogeni (ER) e negativo al recettore del fattore di crescita epidermico umano (HER2).
Come riporta Start Magazine, “Roche ha precisato che la combinazione con Ibrance non ha migliorato in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione rispetto al regime di controllo, anche se è stato osservato un miglioramento numerico della PFS. Gli eventi avversi sono risultati gestibili e coerenti con i profili di sicurezza noti dei singoli farmaci”.
IL FLOP DI ROCHE ALLA BORSA DI ZURIGO
Sebbene l’azienda abbia segnalato l’osservazione di un miglioramento numerico, la mancanza di una rilevanza statistica pesa sul giudizio degli investitori. In merito, FiercePharma ricorda che le previsioni di TD Cowen ipotizzavano vendite annuali di giredestrant fino a 5 miliardi di franchi svizzeri (6,4 miliardi di dollari) entro il 2030, contro i 2 miliardi di dollari stimati per camizestrant di AstraZeneca nello stesso anno.
“Giredestrant aveva precedentemente ottenuto risultati positivi come trattamento adiuvante in tumori ER-positivi in fase iniziale e come farmaco di seconda linea, riducendo il rischio di recidiva. Questi risultati avevano contribuito ad aumentare le azioni di Roche e sostenere le aspettative di mercato per il farmaco”, sottolinea Start Magazine. Nonostante le attese, gli ultimi dati hanno però spinto le azioni Roche a scendere fino al 7,5% a Zurigo, registrando un calo di circa il 4% da inizio anno, invertendo completamente la dinamica positiva del titolo legata ai precedenti successi dei test clinici.


