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Borsa Italiana

Nomine Borsa Italiana, perché Cassa depositi fa causa ad Euronext

Cdp avvia un’azione legale ad Amsterdam per contestare la riconferma dell’amministratore delegato Fabrizio Testa

Come anticipato da Milano Finanza, la tensione tra Cassa Depositi e Prestiti ed Euronext sul rinnovo del vertice di Borsa Italiana sfocia in un contenzioso ad Amsterdam. Dopo un tentativo di mediazione per via epistolare rimasto inascoltato, Cdp Equity, titolare dell’8,08% del listino paneuropeo, ha deciso di citare la società presso il tribunale di Amsterdam, dove Euronext ha la propria sede legale.

L’obiettivo è bloccare il rinnovo automatico del mandato di Fabrizio Testa, attuale amministratore delegato di Borsa Italiana, per garantire all’azionista italiano un ruolo attivo nella selezione della guida operativa del mercato nazionale.

LA DISPUTA SULLE NOMINE E L’AZIONE LEGALE DI CDP

L’iniziativa intrapresa da Cdp Equity si fonda sulla presunta violazione del patto parasociale che regola i rapporti tra i soci di Euronext. Come ricostruisce oggi La Stampa, secondo la Cassa, gli accordi di governance conferirebbero all’istituzione italiana il diritto di avviare il processo di selezione per il nuovo amministratore delegato di Borsa Italiana, anziché subire una decisione unilaterale da parte del gruppo paneuropeo.

Euronext ha infatti espresso la volontà di confermare Fabrizio Testa, che ricopre l’incarico dal 2021, in vista dell’assemblea del 20 maggio ad Amsterdam che dovrà approvare i risultati del 2025. La società guidata da Dario Scannapieco, amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, mira a far valere un maggiore peso nelle scelte gestionali, opponendosi a una conduzione ritenuta eccessivamente sbilanciata verso gli interessi francesi.

Al momento, il braccio di ferro tra Cdp ed Euronext rischia di impantanarsi in uno stallo totale. Difficilmente il contenzioso potrà infatti chiudersi entro l’assemblea di maggio, né le due società sembrano inclini ad ammorbidire le rispettive posizioni.

I PROFILI AL CENTRO DELLA CONTESA

Il nome individuato dal management di Cdp per l’eventuale successione è quello di Marcello Sala, figura di lunga esperienza istituzionale già Direttore Generale del Tesoro.

Attualmente Sala ricopre la carica di presidente di Nexi, ruolo assunto solo da pochi mesi dopo aver seguito, durante la sua permanenza al Ministero dell’Economia e delle Finanze, dossier di rilievo come le prime fasi della scalata di Mps a Mediobanca.

Tuttavia, la sua candidatura troverebbe una sponda diversa al Mef, dove si ipotizzerebbe per lui un futuro alla guida della stessa Cassa nel 2027, alla scadenza del mandato di Dario Scannapieco. Sul fronte opposto, Euronext difende l’operato di Fabrizio Testa, sottolineando i risultati economici raggiunti sotto la sua gestione, con ricavi cresciuti del 57% tra il 2020 e il 2025.

L’IMPORTANZA STRATEGICA DI PIAZZA AFFARI E MTS

La resistenza di Cdp non riguarda esclusivamente i profili individuali, ma risponde a una logica di sicurezza finanziaria nazionale. Borsa Italiana è considerata un asset strategico dal governo italiano, specialmente per la presenza di Mts all’interno del gruppo. Mts è la piattaforma tecnologica dove avviene la negoziazione dei titoli di Stato e si determinano i prezzi del debito pubblico, un tassello fondamentale per la stabilità del Paese.

Il timore di via Goito è che il controllo effettivo sulle decisioni chiave scivoli progressivamente in mano francese, nonostante l’Italia possa contare, oltre alla quota di Cdp, anche sull’1,5% detenuto da Intesa Sanpaolo, pareggiando così il peso azionario della controparte d’oltralpe.

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