La partita del referendum sulla separazione delle carriere in magistratura si giocherà probabilmente al fotofinish: ecco gli appuntamenti in programma questa settimana e le diverse strategie dei due fronti
È iniziata la settimana decisiva per decidere le sorti del referendum del 22 e 23 marzo. I giochi non sono affatto decisi: in primis perché gli ultimi sondaggi parlano di un testa a testa ancora più serrato tra sì e no, specie se si prende in considerazione l’incognita dell’affluenza. E poi perché i referendum spesso si decidono all’ultima curva grazie al voto last minute degli indecisi.
Ecco allora che i palchi che chiuderanno le rispettive campagne referendarie assumono un peso specifico non indifferente. Una battaglia anche in questo caso asimmetrica, come del resto per tutto il dibattito, con il fronte del sì che cerca di tenere alla larga lo spauracchio della politicizzazione e il no, invece, che ne approfitta per trarne un’occasione di compattamento per tutto il campo largo.
IL FRONTE DEL SÌ: PRESENZA SUL TERRITORIO E MESSAGGI SOCIAL
Considerato l’evento del Teatro Parenti con Giorgia Meloni la vera chiusura politica della campagna, il fronte del “sì” non proporrà il classico comizio unitario con i leader del centrodestra insieme sullo stesso palco. Il modello, semmai, è quello di un fine corsa diffusa con il lavoro sui territori – soprattutto al Nord, dove la sensibilità sulle riforme della giustizia è maggiore – e in video. Una strategia meno appariscente, forse, ma più orientata alla mobilitazione. Così, se la Lega ha allestito 1500 gazebo in tutta Italia già da questo weekend, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scelto di affidare il proprio messaggio a un video tutorial di tredici minuti, online da diversi giorni, e stasera sarà ospite di Nicola Porro a Quarta Repubblica, per un’intervista che riguarderà – anche, ma non solo, visto il tema preponderante della guerra in Iran – il referendum.
LA CHIUSURA DI FDI A PALAZZO DEI CONGRESSI
Non che manchino i palchi. Fratelli d’Italia ne ha in programma uno il 19 marzo al Palazzo dei Congressi di Roma, a cui parteciperanno la responsabile della segreteria politica Arianna Meloni e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, insieme ad Antonio Di Pietro e al costituzionalista Nicolò Zanon, che occuperanno la casella “tecnica”.
IL MINITOUR DI NORDIO
Ma il portabandiera, inevitabilmente, sarà il ministro Carlo Nordio, impegnato in un mini-tour che lo vedrà oggi sui palchi toscani di Grosseto, Pistoia, Prato e Firenze. Domani l’appuntamento è in tv per il faccia a faccia con il testimonial del no Enrico Grosso su Skytg24 alle 17. E mercoledì c’è l’anniversario – il 209esimo – della fondazione del corpo di polizia penitenziaria.
LA SCELTA DEL NO: IL PALCO UNITARIO A PIAZZA DEL POPOLO
Speculare e opposta è la scelta delle opposizioni, che puntano a trasformare il referendum in una spallata politica al governo. Il prossimo 18 marzo Piazza del Popolo ospiterà la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il Presidente del Movimento 5 Stelle ed ex Premier Giuseppe Conte, impegnati in una sfida a distanza di popolarità nel mondo progressista.
Accanto a loro saliranno sul palco il portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli, il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni e il segretario della CGIL Maurizio Landini, insieme Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione Comunista e alle varie sigle del mondo associazionistico e sindacale impegnate per il sì, tra cui Arci, Acli e Anpi. Uno schieramento che mira a compattare le fila nel nome della difesa della Costituzione e della separazione dei poteri, contestando alla riforma del Ministro della Giustizia Carlo Nordio il rischio di una deriva che riduca l’autonomia della magistratura.
L’ultima parola spetterà probabilmente a Giuseppe Conte: teatro dell’evento sarà ancora una volta Palazzo dei Congressi per l’evento organizzato dal Movimento 5 Stelle “La risposta è No”, in programma il 20 marzo.


