Il magnate della Silicon Valley inaugura a Palazzo Taverna un ciclo di seminari su democrazia, religione e tecnologia. Tra i presenti molti volti della comunicazione e della finanza, ma spicca l’assenza dei vertici politici del centrodestra italiano.
Domenica pomeriggio, la storica cornice di Palazzo Taverna a Roma ha ospitato la prima di quattro lezioni tenute da Peter Thiel, cofondatore di PayPal e Palantir Technologies, nonché influente finanziatore del movimento Maga negli Stati Uniti.
L’evento, organizzato dall’Associazione Vincenzo Gioberti di Brescia, si è svolto in un clima di estrema riservatezza, riunendo circa 165 invitati selezionati tra accademici, giornalisti, manager e seminaristi. Nonostante le iniziali restrizioni sui dispositivi elettronici e gli accordi di riservatezza con penali di ben 10mila euro, qualche indiscrezione su chi ci fosse è trapelata.
CHI C’ERA AL PRIMO EVENTO DI PETER THIEL A ROMA
Complice la mezza scomunica di Papa Leone XIV, l’evento è praticamente disertato dalla politica. Qualcuno però c’è: l’elenco, confermato da vari media comprende vede qualche sparuto referente mandato in missione dai partiti. Per FdI va l’assistente di Marco Osnato, il Carroccio manda il responsabile esteri dei Giovani, Davide Quadri e un collaboratore di Lorenzo Fontana, Cristiano Cerasani. Per l’occasione riappare anche Pietro Dettori, ex esponente del Movimento 5 Stelle e già collaboratore della Casaleggio Associati.
Tra i volti più noti c’è Daniele Capezzone, direttore de Il Tempo, e un paio di i giornalisti Rai Oliviero Bergamini e Barbara Carfagna. Ci sono il finanziere e scrittore Guido Maria Brera, il direttore dell’Istituto Bruno Leoni Alberto Mingardi, Paolo Messa e Roberto Arditti. Presenti anche il politologo e storico Giovanni Orsina e Antonio Zanardi Landi, ambasciatore dell’Ordine di Malta presso la Santa Sede ed ex consigliere diplomatico del Quirinale.
IL DISCORSO DI THIEL TRA GEOPOLITICA E TRASCENDENZA
Durante l’intervento, durato quasi tre ore e introdotto da Peter Robinson, studioso della Hoover Institution ed ex autore dei discorsi di Ronald Reagan, Peter Thiel ha affrontato temi eterogenei, spaziando dalla stagnazione tecnologica alla denatalità, quest’ultima citata come una priorità condivisa con Elon Musk. Il fondatore di Palantir ha dichiarato che il mondo non sta vivendo una terza guerra mondiale, bensì una “seconda guerra fredda” dominata dal dualismo tra Stati Uniti e Cina, criticando le politiche che frenano l’innovazione scientifica.
Il nucleo del seminario, intitolato “The Biblical Antichrist”, ha attinto a citazioni di Papa Benedetto XVI e dell’autore russo Vladimir Solovev, con l’obiettivo di stimolare una riflessione sul ruolo della tecnologia nella società contemporanea. Peter Thiel, pur riconoscendo i rischi dell’intelligenza artificiale, ha messo in guardia contro l’eccessiva regolamentazione, sostenendo la necessità di un progresso accelerato per garantire la prosperità dell’Occidente. Non è mancato un esplicito sostegno politico a Donald Trump, nonostante l’imprenditore abbia ammesso che l’ex Presidente non goda di particolare popolarità negli ambienti romani frequentati per l’occasione.


