Dalla legge elettorale alle riforme istituzionali, passando per energia e sicurezza, ecco i principali dossier che il Governo e il Parlamento dovranno affrontare nel prosieguo della legislatura.
È iniziata la due giorni referendaria. La Premier Meloni ha da subito sgombrato il campo delle congetture: il Governo resterà in sella a prescindere dal risultato delle urne. Se questo è plausibile, al tempo stesso è vero che il 24 marzo, a urne chiuse e risultati elettorali consolidati, si aprirà una nuova partita per la maggioranza parlamentare nella quale le priorità dipenderanno, in parte, anche dall’esito della consultazione popolare.
LE ELEZIONI POLITICHE DEL 2027
Prima di tutto occorre considerare che il prossimo anno si terranno nuove elezioni politiche e il referendum, inevitabilmente, finirà per essere un test sulla salute dell’attuale maggioranza ma anche sulla capacità dell’opposizione di proporsi come un’alternativa plausibile.
LA LEGGE ELETTORALE
A tal proposito primo capitolo sul quale il Parlamento dovrà occuparsi, anche in vista del prossimo appuntamento con le urne, è la legge elettorale. La maggioranza aveva iniziato a discuterne già dalla scorsa estate per poi accelerare i lavori dopo le elezioni regionali in Puglia, Campania e Veneto. Alla fine di febbraio la maggioranza ha depositato il disegno di legge alla Camera e al Senato per la discussione. Un testo condiviso dalla maggioranza (con qualche compromesso) che ha lo scopo di garantire la stabilità. A lavorare alla nuova norma sono stati: Giovanni Donzelli e Angelo Rossi per FdI, Alessandro Battilocchio e Stefano Benigni per FI, Andrea Paganella e Roberto Calderoliper la Lega, Alessandro Colucci per Noi Moderati.
LA DISCUSSIONE SULLA LEGGE ELETTORALE
La discussione sulla norma è stata rimandata al prossimo aprile e nei desiderata della maggioranza c’è arrivare a un voto positivo della Camera entro luglio e a quello del Senato entro ottobre.
SICUREZZA ED ENERGIA: LE PAROLE D’ORDINE
Le parole d’ordine per il prossimo anno di legislatura sono tre: energia, sicurezza e crescita. Da qui al 2027 le misure allo studio vanno dalla piena operatività dei centri in Albania (tutt’ora campo di scontro con la magistratura) al taglio del costo dell’energia.
LA RIFORMA DEL PREMIERATO
La prevalenza del no potrebbe sollecitare il governo a mettersi al lavoro al fine di dare attuazione al programma elettorale, anche per dimostrare di essere ancora vitale. E qui arriviamo a quella che la Premier ha più volte definito come “la madre di tutte le riforme”: il Premierato. Questo capitolo, stante i tempi ristretti, dovrà essere ripreso nel corso della prossima legislatura. “Nei mesi scorsi a Palazzo Chigi è stata presa la decisione di mandare avanti per prima la riforma delle giustizia nella convinzione che fosse più condivisa – scrive il Sole 24 ore -. Ma se dovessero vincere i No, anche il percorso lento scelto infine per il premierato – ossia approvazione entro la fine della legislatura e celebrazione del relativo referendum solo dopo le elezioni politiche – potrebbe arenarsi definitivamente”.


