L’armatore greco Kyriakou si prende GEDI e la Repubblica: ecco come ne parlava la redazione del giornale a fine gennaio
Via John Elkann e fine dell’era Agnelli a GEDI: la trattativa per l’acquisizione del gruppo da parte del colosso internazionale Antenna Group è andata in porto.
Un’operazione che a Repubblica non hanno mai digerito, sia per le modalità con cui il vecchio proprietario ha gestito le trattative, improntate a una scarsissima trasparenza, sia per il profilo del nuovo. “Non perché avessimo preclusioni di sorta, ma con l’intento di capire i contorni esatti di questa operazione”, ricostruiva il comunicato sindacale apparso sul quotidiano a fine gennaio. “Perché un compratore invece che un altro?”, si chiedevano invano gli eredi di Scalfari.
IL DOSSIER SU KYRIAKOU REDATTO DAL CDR
Al presidente uscente “facemmo presente a stretto giro che in realtà non era facilissimo reperire informazioni affidabili” sul conto del nuovo compratore e che le rassicurazioni profferte al sindacato non erano dunque credibili. Così “per ovviare a questa sistematica mancanza di trasparenza (…) come Comitato di redazione abbiamo per intanto cercato delle risposte minime rispetto alla composizione aziendale del compratore. Lo abbiamo fatto attraverso un lavoro giornalistico, redigendo un dossier” a proposito del famigerato Theodore Kyriakou, cui erano destinati.
LA FOTOGRAFIA DEGLI AFFARI DI KYRIAKOU
Le perplessità sull’erede di una dinastia imprenditoriale attiva nello shipping e nei media, si fanno così esplicite: “Abbiamo di fronte quindi una controparte, la sola che ci è dato di avere, la cui affidabilità è prossima allo zero”.
La fotografia è la seguente: “Possiamo sinteticamente dire che le holding della famiglia Kyriakou sono collocate in Lussemburgo, come anche la capogruppo K Group, che ha depositato l’ultimo bilancio consolidato nel 2019, mentre quello del 2021 non è consolidato. Abbiamo estratto dai registri olandesi del commercio tre nuovi documenti del gruppo: un bilancio 2024 non consolidato della holding capofila Antenna Group, depositato a fine 2025, e due bilanci consolidati 2023 e 2024 di Antenna Greece Bv, la società operativa nei media di famiglia. La lettura di queste carte consente una fotografia più aggiornata del business dei Kyriakou. Il gruppo è formato da circa 90 società, la maggior parte site in Olanda (30), Cipro (23), Grecia (22), Romania (6), senza un coordinamento tra loro. Dall’analisi dei bilanci 2024 da noi rinvenuti affiora un’attività editoriale senza alcuna presenza nella carta stampata, grande circa un terzo di quella di Gedi. Per quanto riguarda Antenna Greece Bv, negli ultimi tre anni non ha mai distribuito dividendi e dunque, con questi numeri visionabili, non sembra che con l’attività televisiva i Kyriakou siano in grado di finanziare l’espansione internazionale“.
LA RICHIESTA DI TRASPARENZA
Nel frattempo la testata è passata definitivamente nelle mani di K Group. Il primo segnale lanciato dalla nuova compagine è di rispetto dell’autonomia della testate acquisite (Mario Orfeo e Linus sono stati confermati). Ma la richiesta della redazione a gennaio era ben più esplicita: “È importante per tutti coloro che lavorano nel gruppo Gedi che, prima di effettuare qualsiasi operazione in Italia, la famiglia Kyriakou dia effettiva trasparenza alle sue strategie pubblicando tutti i bilanci consolidati aggiornati al 2025”.
Condizioni che anche oggi vengono ribadite nella nota durissima con cui le rappresentanze sindacali salutano Exor ed Elkann e contestualmente ricevono il nuovo proprietario, chiedendo fermamente “rispetto dei livelli occupazionali, delle realtà delle redazioni locali, della storia di questo giornale” e promettendo battaglia qualora ancora una volta manchi trasparenza.


