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Chi guiderà il centrosinistra? Campo largo verso le primarie

Il centrosinistra dopo il referendum: ora le primarie, parte la sfida nel campo largo. Conte scioglie le riserve, Schlein non si tira indietro, Manfredi si sfila

Dopo il successo inequivocabile riscosso alle urne, il campo largo si porta avanti e apre il cantiere delle primarie. Il primo a parlarne è Matteo Renzi – “Spero che il centrosinistra rapidamente vada alle primarie perché da oggi è chiaramente nelle condizioni di vincere le politiche”. Ma chi da mesi prepara il terreno per contendere la guida del centrosinistra alla segretaria del Pd Elly Schlein, pur non sciogliendo mai la riserva, è Giuseppe Conte.

CONTE APRE ALLE PRIMARIE

L’ex presidente del Consiglio subito dopo l’esito parla a La7 e rompe il silenzio, chiedendo “primarie aperte (…) sono il modo più democratico e le faremo in modo molto aperto e con partecipazione”, forte di una partecipazione massiccia al voto referendario, che risponderebbe, nella visione del leader dei 5 Stelle a una precisa richiesta dei cittadini che “vogliono scegliere e partecipare”.

E a Repubblica: “Non di qualche apparato, ma aperte anche ai cittadini. Serve una discussione ampia in tutto il Paese per individuare il candidato più competitivo per rappresentare il programma”.

SCHLEIN RACCOGLIE LA SFIDA

La leader dei dem conosce da tempo le aspirazioni del coinquilino di campo largo e non lo teme. Rivendica i risultati della linea “testadamente unitaria” e accoglie la sfida: “Discuteremo di tutto: modalità, tempi. Ho sempre detto che – sottolinea – in caso di primarie sarei stata assolutamente disponibile. Discuteremo di tutto insieme alle altre forze progressiste. Noi continuiamo a essere testardamente unitari”.

APERTURE ANCHE DA AVS

Anche da Avs arrivano segnali di apertura. “Io non ho mai messo un veto su nessuno” dice Nicola Fratoianni “magari qualcuno li ha messi su di noi e non gli è andata bene”.  Gli fa eco Angelo Bonelli, “da qui in avanti cambia la musica, mettiamo in campo un’alternativa. Da domani serve coraggio, poca ambiguità e stop tentennamenti: serve una proposta coraggiosa” per il Paese. Parole nuove per chi, finora, s’era mantenuto freddo sugli allargamenti del centrosinistra. A sera i quattro leader del campo largo “ufficiale” salgono insieme sul palco di Piazza Barberini, assieme al leader della Cgil Maurizio Landini. “Giorgia Meloni stiamo arrivando”, è il messaggio.

MANFREDI NON SI CANDIDERÀ

Mentre Massimiliano Manfredi, sindaco di Napoli – città che ha registrato numeri da record rispetto all’adesione al No, che è andato addirittura oltre il 75% – si sfila dalla corsa: “Non ci penso assolutamente a candidarmi alle primarie. Posso dare il mio contributo al progetto, questo sì, ma senza candidarmi alle primarie. Se i cittadini lo vorranno continuerò a fare il sindaco di Napoli”, pur ricordando adesso che bisognerà capire “se cambia la legge elettorale: lo scenario è molto fluido”.

Non è detto infatti che il centrodestra mantenga la linea tenuta fin qui: l’idea era di metter mano alle regole elettorali per blindare la prossima legislatura ed eleggere il presidente della Repubblica. Ma con 15 milioni e mezzo di italiani che hanno bocciato una delle riforme chiave per il programma di governo, il timore nel centrodestra è quello di consegnare il Paese nelle mani della sinistra con una legge elettorale che li affosserebbe definitivamente.

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