Dopo il referendum è cambiato il contesto nel quale avverranno le nomine di Eni, Enel, Poste, Leonardo, Terna…
Il clima mesto e impazzito post-referendario ha cambiato il contesto nel quale il Governo dovrà procedere ad effettuare le nomine di primavera, che riguardano alcune tra le società big partecipate dallo Stato: Eni, Enel, Leonardo, Poste Italiane, Terna, Enav, e poi da non dimenticare Consob e Antitrust.
COSA STANNO FACENDO I PARTITI E IL CASO BARELLI
In questi giorni sono stati fissati i primi incontri tra i rappresentanti dei partiti di maggioranza. Prima del cataclisma innescato dalla vittoria del No al referendum, intorno al tavolo si sarebbero dovuti sedere per FdI il ministro Francesco Lollobrigida, per la Lega Alberto Di Rubba, per Noi Moderati Maurizio Lupi e per Forza Italia Paolo Barelli, più Stefano Cuzzilla che sta seguendo il dossier informalmente.
Nel frattempo si sono verificati due fatti nuovi. Il primo, il terremoto dentro Forza Italia con le dimissioni di Maurizio Gasparri da capogruppo al Senato e in queste ore la raccolta di firma dei deputati di FI per spingere alle dimissioni il capogruppo Barelli, che è l’uomo che partecipa al tavolo delle nomine e che insieme a Tajani deve dare la linea del partito fondato da Silvio Berlusconi. Già basta questo primo elemento a mandare nel caos il tavolo delle nomine, dal momento che manca un riferimento chiaro in uno dei partiti della coalizione di governo.
IL CASO DI FOGGIA, AD USCENTE DI TERNA
L’altro caposaldo che è venuto meno è la stabilità del contesto che avrebbe portato come conseguenza ad un rinnovo più o meno unanime su tutti gli AD uscenti delle big, e i cambi dei presidenti dati per certi.
Più o meno unanime perché tra i nomi più in dubbio i giornali indicano quello di Giuseppina Di Foggia, AD uscente di Terna. Di Foggia fu l’unica donna voluta dal Governo Meloni tre anni fa a capo di una partecipata considerata tra le big: risulterebbe difficile, oggi, giustificarne la bocciatura (durante il suo mandato Terna ha visto aumentare il titolo quotato in Borsa a livelli record). Tutto si può fare, ma forse il Governo è già impegnato su molti fronti problematici.
MONTI “VOLA ALTO” SU TERNA?
Per il numero uno di Terna si fa anche il nome di Pasqualino Monti AD uscente di Enav, i cui vertici scadono in primavera. Monti ha buoni rapporti con la Lega, con Lollobrigida e anche con Andrea Giambruno. Ultimamente Forbes ha pubblicato la copertina con il suo volto e il titolo “volare alto”.

LA QUESTIONE LEONARDO, CINGOLANI FUORI?
Inoltre, come un fulmine a ciel sereno, è iniziato ad essere messo in dubbio anche il nome di Roberto Cingolani a capo di Leonardo, menzionando uno scontro tra Cingolani e Meloni sul sistema Michelangelo Dome.
Al posto di Cingolani – che due giorni fa ha nominato capo della comunicazione Helga Cossu, stando a quanto scrive Gianni Dragoni su Il Fatto quotidiano – si fa il nome di Pierroberto Folgiero di Fincantieri. L’assemblea di Leonardo è fissata per il prossimo 7 maggio.


