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Gravina

Disfatta Nazionale, chi può sostituire Gravina alla Figc

L’Italia resta fuori dai Mondiali dopo la sconfitta contro la Bosnia, ma il vertice della Federcalcio non arretra. Le ipotesi per sostituire Gravina, che intanto conferma Gattuso e Buffon e prova a tenere botta 

Nonostante l’ennesimo fallimento della Nazionale di calcio, il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha annunciato in conferenza stampa l’intenzione di rimanere al suo posto, rimandando ogni valutazione ufficiale al consiglio federale convocato per la prossima settimana.  Il numero uno di Via Allegri conferma l’area tecnica e prova a blindare se stesso. Ma stavolta l’aria è davvero pesante: la politica e i vertici dello sport iniziano a valutare profili alternativi per la guida del calcio italiano.

LA DIFESA DI GABRIELE GRAVINA

Dopo la disfatta con la Bosnia, Gravina s’è presentato in conferenza stampa e ha subito respinto l’ipotesi di dimissioni immediate, a suo dire ormai diventate “un esercizio”.  Loda e conferma Rino Gattuso e Gianluigi Buffon e rimette le valutazioni sul suo operato al consiglio federale che annuncia di aver convocato per la prossima settimana. A chi invoca la rifondazione, risponde che ll calcio professionistico è ingessato da normative nazionali e internazionali che impediscono riforme strutturali rapide, come l’obbligo di impiego dei giovani. La Federcalcio del resto compie una sintesi di ciò che il campionato offre, niente di più, e ci sono tanti attori coinvolti. Per gli altri sport il contesto è totalmente diverso – cita lo sci – perché gli atleti sono dipendenti pubblici.

I PRECEDENTI E IL PRESSING DELLA POLITICA

Nel  2018 il fallimento mondiale portò all’uscita di scena di Carlo Tavecchio, allora presidente della FIGC, e del CT Gian Piero Ventura. A quel punto la FIGC fu commissariata, finché non fu eletto Gabriele Gravina. Le nostre sorti, com’è noto, non si risollevarono. Sopravvissuto miracolosamente ai fallimenti con Roberto Mancini prima e Luciano Spalletti poi, appare davvero incredibile che riesca a uscire indenne anche da questo seconda esclusione mondale consecutiva con lui alla guida della Figc, la terza per il movimento. La politica sembra voler entrare a gamba tesa. Dalla maggioranza le richieste di dimissioni si sprecano. Per Licia Ronzull (FI) “Il Sistema Calcio è da azzerare, i vertici della Figc dovrebbero avere la decenza di farsi da parte”. Le fa eco Galeazzo Bignami (FdI) “Gravina deve semplicemente dimettersi. Il calcio italiano va rifondato e le sue dimissioni sono imprescindibili”. Tranchant anche la Lega su X:

COMMISSARIAMENTO O ELEZIONI?

Secondo il Corriere l’ipotesi del commissariamento per adesso rimane sullo sfondo. Qualora ne emergesse l’esigenza ci sarebbe pronto il nome dell’attuale segretario del Coni Carlo Mornati, ma l’orientamento è quello di affidarsi alle elezioni.

Per strappare la presidenza della Figc serve convincere le sei componenti che la informano – Lega serie A, Lega serie B, Lega serie C, Lega Dilettanti, Sindacato calciatori e Associazione allenatori – quindi un profilo capace di mettere d’accordo tutti. Chi allora?

I NOMI PER IL DOPO-GRAVINA

La situazione è monitorata con estrema attenzione dai club di Serie A, alcuni dei quali (vedi Aurelio De Laurentis) hanno già iniziato a suggerire Giovanni Malagò, reduce dai successi olimpici alla guida del Coni, come possibile candidato in caso di nuove elezioni federali. Ma non è l’unico nome che si fa. C’è Giancarlo Abete, attuale presidente della Lega Dilettanti, dirigente di lungo corso. E c’è il nuovo rappresentato da Matteo Marani, ex giornalista di Sky e non solo e oggi presidente della Lega Pro. Due soluzioni, o meglio due poli, utili anche in caso si andasse alla ricerca di una mediazione.

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