32 deputati di Pd, M5S e AVS sospesi per aver boicottato l’evento sulla remigrazione alla Camera
L’ufficio di presidenza della Camera ha deliberato a maggioranza sospensioni dall’attività parlamentare per 32 deputati delle opposizioni, rei di aver impedito lo svolgimento della conferenza sulla remigrazione ospitata dal leghista Domenico Furgiuele, in programma lo scorso 30 gennaio e poi annullta.
I sanzionati rivendicano l’occupazione della sala come un atto necessario per impedire che le istituzioni della Repubblica offrissero una tribuna a ideologie incompatibili con i valori nati dalla Resistenza e sanciti dalla Costituzione.
L’EVENTO PER LA REMIGRAZIONE ALLA CAMERA
L’episodio risale al 30 gennaio scorso, quando il deputato della Lega Domenico Furgiuele si apprestava ad aprire le porte della sala stampa della Camera a vari esponenti e sigle tacciati di neofascismo e neonazismo per una conferenza sulla “remigrazione”.
Tra gli ospiti invitati figuravano esponenti di spicco di movimenti della destra radicale, tra cui il portavoce di CasaPound Luca Marsella, il membro di Veneto Fronte Skinheads Giacomo Sogari (noto anche come Ivan Sogari), l’ex esponente di Forza Nuova Jacopo Massetti e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti.
CHI SONO I DEPUTATI SOSPESI
Le sanzioni sono state graduate in base al ruolo svolto durante la contestazione. L’ufficio di presidenza ha comminato cinque giorni di sospensione con interdizione dai lavori a 22 deputati accusati di aver materialmente impedito l’avvio della conferenza sedendosi al banco degli oratori. Tra questi figurano gli esponenti del Partito Democratico Ouidad Bakkali, Gianni Cuperlo, Matteo Orfini, Andrea De Maria, Marco Sarracino, Arturo Scotto (capogruppo Dem in commissione Lavoro), Roberto Stumpo, Roberto Morassut, Laura Boldrini e Enzo Casu.
Per il Movimento 5 Stelle sono stati sanzionati Gilda Sportiello, Riccardo Ricciardi, Enrica Auriemma, Antonio Caso, Francesco Ferrara, Arnaldo Lomuti, Andrea Quartini e il capogruppo Francesco Silvestri. Per Alleanza Verdi e Sinistra figurano il leader Nicola Fratoianni, Filiberto Zaratti, Angelo Bonelli e Francesco Mari.
Un secondo gruppo di 10 deputati ha ricevuto quattro giorni di sospensione per aver saturato i posti disponibili in sala: si tratta di Enrica Alifano, Paola Di Biase, Valentina D’Orso, Chiara Gribaudo, Patty l’Abbate, Claudio Mancini, Anna Laura Orrico, Marianna Ricciardi, Paolo Ciani e Erika Romeo, appartenenti a PD e M5S. Molti degli interessati, come Nicola Fratoianni e Gianni Cuperlo, hanno dichiarato di essere orgogliosi del gesto e pronti a ripeterlo in difesa della democrazia.
CHI C’È NELL’UFFICIO DI PRESIDENZA DELLA CAMERA E DI COSA SI OCCUPA
L’Ufficio di presidenza è l’organismo preposto a garantire il corretto funzionamento della Camera, la regolarità delle procedure e delle votazioni, nonché, come nel caso in questione, la condotta del singolo deputato all’interno delle sedi istituzionali.
Sanzioni come quelle comminate ai 32 deputati vengono votate a maggioranza dei membri. L’organismo è presieduto dal Presidente della Camera Lorenzo Fontana e comprende i Vicepresidenti Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia), Giorgio Mulé (Forza Italia), Anna Ascani (Partito Democratico) e Sergio Costa (Movimento 5 Stelle). La struttura include anche i Questori Paolo Trancassini (Fratelli d’Italia), Alessandro Manuel Benvenuto (Lega) e Filippo Scerra (Movimento 5 Stelle). Il corpo dei Segretari, che rappresenta i vari gruppi parlamentari, è composto da Fabrizio Cecchetti (Lega), Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia), Riccardo Zucconi (Fratelli d’Italia), Annarita Patriarca (Forza Italia), Gilda Sportiello (M5S), Roberto Traversi (M5S), Filiberto Zaratti (AVS), Roberto Giachetti (Italia Viva), Alessandro Colucci (Noi Moderati), Benedetto Della Vedova (Misto – +Europa), Maria Carolina Varchi (Fratelli d’Italia), Stefano Vaccari (Partito Democratico), Francesco Battistoni (Forza Italia) e Antonio D’Alessio (Azione). Questo organo ha il compito di deliberare provvedimenti disciplinari,


