Paolo Mereghetti e Massimo Galimberti lasciano la Commissione Esperti del MiC che ha negato il finanziamento al docufilm su Giulio Regeni: chi sono e perché si sono dimessi
Il mancato sostegno economico al docufilm Giulio Regeni, tutto il male del mondo diretto da Simone Manetti sfocia in un caso: in due si dimettono dalla commissione ministeriale incaricata di valutare e finanziare le opere cinematografiche. Si tratta del critico cinematografico del Corriere della Sera Paolo Mereghetti e dello story editor Massimo Galimberti.
Il progetto, che ricostruisce il sequestro e l’uccisione del ricercatore friulano avvenuti in Egitto nel 2016, è stato giudicato non meritevole di fondi pubblici dagli esperti nominati dal ministro Alessandro Giuli.
Nonostante il lavoro abbia già ottenuto il Nastro della Legalità 2026, i criteri di qualità artistica e identità culturale adottati dal Ministero hanno portato a una valutazione negativa.
“Una scelta politica”, accusa senza mezzi termini il produttore, Domenico Procacci di Fandango. sono già 3 le interrogazioni parlamentari richieste dall’opposizione al ministro Giuli, mentre due prestigiosi membri della Commissione di Esperti del MIC per il finanziamento a Cinema e Audiovisivo si sono già dimessi. Ecco chi sono
PERCHÉ MEREGHETTI E GALIMBERTI SI DIMETTONO
La decisione di negare i contributi a un’opera di forte impatto civile come quella su Giulio Regeni ha spinto due dei quindici membri della commissione a lasciare i propri incarichi: Paolo Mereghetti e Massimo Galimberti hanno inviato stamattina una lettera formale a Carlo Giorgio Brugnoni, capo della Direzione Cinema e audiovisivo, per comunicare la fine della loro collaborazione e prendere le distanze dalle linee valutative emerse durante l’ultima sessione di assegnazione dei fondi selettivi.
Come scriveva la Repubblica pochi giorni fa, “Ci sono i fondi pubblici per il documentario su Anema e Core, il locale di Capri. Quello su Gigi d’Alessio. C’è il racconto di Angelo, il principe del Vintage. E di Gabriele D’Annunzio, ça va sans dire. Ed è stato anche finanziato con centomila euro il lavoro per raccontare la vita di Alfredo, il re delle fettuccine. Per Giulio Regeni, invece, nemmeno un euro. Zero. Bocciato”.
CHI È PAOLO MEREGHETTI
Paolo Mereghetti è una delle figure più autorevoli della critica cinematografica italiana. Giornalista professionista dal 1978, dal 2006 ricopre il ruolo di critico titolare per il Corriere della Sera. Dopo aver conseguito la laurea in Filosofia con una tesi dedicata alla figura di Orson Welles, ha collaborato con testate di prestigio come Ombre Rosse, Positif, Segnocinema e Linus. La sua fama professionale è legata in particolare alla cura de Il Mereghetti, il dizionario dei film più diffuso in Italia, pubblicato regolarmente dal 1993. Insignito del Premio Flaiano nel 2001, Mereghetti è anche un volto e una voce nota del servizio pubblico, grazie alla sua attività per Rai 3 e Radiotre. All’interno della Commissione del Ministero della Cultura, si occupava specificamente della sezione dedicata alle sceneggiature per il cinema, la televisione e il web.
CHI È MASSIMO GALIMBERTI
Massimo Galimberti è un esperto di lungo corso nel settore dell’audiovisivo, attivo sia in ambito accademico che istituzionale. Dottore di ricerca e docente di cinema presso le università Roma Tre e La Sapienza, fa parte dell’Accademia del Cinema Italiano con il ruolo di giurato per i premi David di Donatello. La sua carriera lo ha visto impegnato per quasi un decennio nella direzione artistica del Festival del Cinema di Roma e nella gestione della programmazione per il canale Rai Movie. Oltre a svolgere l’attività di story editor e consulente per diverse Film Commission, Galimberti ricopriva nel Ministero della Cultura la carica di coordinatore generale e componente della commissione per i finanziamenti selettivi e per le coproduzioni minoritarie.
DI COSA SI OCCUPA LA COMMISSIONE ESPERTI DEL MIC
La commissione di esperti del Ministero della Cultura è un organismo tecnico composto da quindici professionisti del settore con il compito di valutare e selezionare i progetti cinematografici che richiedono l’accesso ai fondi pubblici.
Questi contributi, definiti selettivi, sono destinati a sostenere la produzione di opere che si distinguono per il valore artistico, il merito tecnico e la capacità di rappresentare l’identità culturale. L’attività della commissione è suddivisa in diverse aree che coprono l’intera filiera produttiva, dalla scrittura delle sceneggiature per il grande schermo e il web fino alla realizzazione di cortometraggi, serie televisive e documentari. Il giudizio di questi esperti è determinante per stabilire quali narrazioni e quali autori debbano essere supportati finanziariamente dallo Stato per favorire lo sviluppo culturale e l’industria audiovisiva nazionale.


