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piano 10 punti

Tregua Usa-Iran in 10 punti: cosa c’è nel piano valutato da Trump

Washington concede due settimane all’Iran per trattare sul piano in 10 punti mediato dal Pakistan e Teheran riapre lo Stretto di Hormuz. Venerdì a Islamabad i negoziati: sono diversi i punti ancora da chiarire

Washington ha accettato di estendere l’ultimatum all’Iran per altre due settimane, dichiarandosi disponibile a lavorare alla proposta di tregua in 10 punti consegnata alla Casa Bianca dai mediatori del Pakistan. Secondo quanto riferito da Trump all’AFP anche la Cina avrebbe contribuito a portare l’Iran al tavolo dei negoziati.

Il primo e più importante risultato è la cessazione delle ostilità e la riapertura dello Stretto di Hormuz, ma sono molti i punti ancora poco chiari. Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, che ha contribuito a mediare il cessate il fuoco, ha scritto su X di aver invitato delegazioni iraniane e statunitensi a incontrarsi a Islamabad venerdì per fissare i dettagli.

COSA C’È NEL PIANO DI TREGUA USA-IRAN IN 10 PUNTI

Innanzitutto, non si sta parlando di una vera e propria pace, non ancora quantomeno. Secondo i media iraniani, Teheran accetterà la conclusione della guerra solo dopo che i 10 punti saranno effettivamente rispettati.  Secondo quanto reso noto il piano prevederebbe la revoca di tutte le sanzioni primarie e secondarie contro l’Iran, il mantenimento del controllo iraniano sullo stretto di Hormuz e l’imposizione di un pedaggio di due milioni di dollari per nave petrolifera, i cui proventi, divisi con l’Oman, saranno usati per la ricostruzione.

Tra i punti ci sarebbero anche il ritiro delle forze militari statunitensi dal Medio Oriente, la fine degli attacchi contro l’Iran e i suoi alleati, il rilascio dei beni iraniani congelati e una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che renda vincolante qualsiasi accordo.

È giallo invece sul diritto per l’Iran di arricchire l’uranio, punto presente soltanto nella versione in farsi del piano,

ISRAELE FA PARTE DELL’ACCORDO?

L’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele sostiene la decisione degli Stati Uniti di sospendere gli attacchi contro l’Iran per due settimane, ma che il cessate il fuoco non include il Libano. In precedenza, il primo ministro pakistano aveva affermato che il cessate il fuoco concordato copriva “ovunque, incluso il Libano”. Non è chiaro, dunque se Israele intenda cessare gli attacchi contro Hezbollah e contro il Libano.

 

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