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Trump Leone

Cosa ha detto Trump su Papa Leone e perché va allo scontro col Vaticano

Infastidito dai continui richiami al multilateralismo e alla pace di Papa Leone XIV, Trump va all’attacco del Pontefice, innescando una crisi diplomatica senza precedenti

Trump punta dritto contro Papa Prevost, accusandolo di debolezza in politica estera e rivendicando in qualche modo la “paternità”  della sua elezione al soglio di Pietro. Ecco cos’ha detto e le ragioni dello scontro

COS’HA DETTO TRUMP SU PAPA LEONE XIV

Le parole di Trump segnano un clamoroso scarto nelle relazioni tra Washington e la Santa Sede. L’attacco arriva, come spesso accade, a mezzo Truth: sulla sua piattaforma social, il tycoon scrive che Leone XIV “è debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera. Parla della paura nei confronti dell’amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la Chiesa cattolica — e tutte le altre organizzazioni cristiane — hanno provato durante il Covid (…). Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga”.

Quindi l’affondo sulla politica estera, dall’Iran al Venezuela, dossier su cui il Pontefice si è più volte espresso con fermezza, richiamando la comunità internazionale al multilateralismo e alla pace: “Non voglio un Papa che ritenga accettabile che l’Iran possieda l’arma nucleare (…). Non voglio un Papa che trovi terribile il fatto che l’America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e che, ancor peggio, stava svuotando le proprie carceri riversando nel nostro Paese assassini, spacciatori e criminali violenti”.  E sulle critiche ricevute per le campagne anti-migranti scrive: “Non voglio un Papa che critichi il presidente americano poiché sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante, vale a dire portare la criminalità ai minimi storici e creare il più grande mercato azionario della storia”. Infine, la provocazione suprema: “Leone dovrebbe essermi grato. È stato scelto dalla Chiesa solo perché americano, per gestire il rapporto con me. Senza la mia presidenza, non sarebbe in Vaticano”.

PERCHÉ TRUMP ROMPE COL VATICANO

Ma cos’ha scatenato una presa di posizione così netta e senza precedenti contro il Pontefice? Pur connazionali, Trump e Prevost non sono mai stati allineati e le avvisaglie c’erano già tutte.

La temperatura diplomatica è ai livelli critici da fine 2025, più o meno da quando la Santa Sede sceglie Ronald Hicks, profilo lontanissimo da Trump, per sostituire il conservatore Timothy Dolan all’arcivescovato di New York. A inizio anno arriva la stoccata del Pontefice sulle politiche muscolari della Casa Bianca, e in particolare sul Venezuela, di cui invita a “rispettare la sovranità nazionale”. Pochi giorni dopo, Leone rincara la dose durante il discorso al corpo diplomatico, esprimendo forte preoccupazione per la debolezza del multilateralismo e per il ritorno di una “diplomazia della forza” che ignora il diritto internazionale. A quel punto Washington decide di rispondere ufficialmente, convocando il nunzio apostolico negli Stati Uniti Christophe Pierre.

Ma il punto di non ritorno si raggiunge durante la Settimana Santa, quando il Papa condanna le minacce di distruzione rivolte a Teheran e indice una veglia di preghiera contro quello che chiama un “delirio di onnipotenza” aggressivo. Punto sul vivo e frustrato per la mancanza di risultati sul fronte della guerra, Trump decide così di scagliarsi contro il Pontefice, trattandolo alla stregua di un avversario politico: una messa in discussione clamorosa, non solo per ragioni di grammatica istituzionale, ma anche perché si tratta di un riferimento fondamentale per il suo stesso elettorato, la cui anima è cristiana e cattolica.

LA RISPOSTA DI PREVOST

Nel frattempo è arrivata anche la risposta del Papa durante il volo verso l’Algeria per la trasferta apostolica. Interpellato dai giornalisti a bordo dell’aereo, ha dichiarato di non avere paura dell’amministrazione Trump e di voler continuare a parlare contro la guerra. Ha inoltre precisato di non voler entrare in polemica politica, ribadendo però che la Chiesa ha il dovere di difendere la pace, il dialogo e il multilateralismo, sottolineando che troppe persone innocenti stanno perdendo la vita.

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