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Barelli

Dove piazzare Barelli? Il risiko dietro le dimissioni del capogruppo di Forza Italia

Barelli si dimette controvoglia: quale incarico attende ora il presidente della Federnuoto? E perché Forza Italia ha scelto Costa per sostituirlo? Il riassetto di Forza Italia e gli incastri nel puzzle della maggioranza 

Dopo giorni di forti tensioni e trattative serrate, Paolo Barelli ha rassegnato le dimissioni da capogruppo di Forza Italia alla Camera, definendo “conclusa” la sua esperienza. L’operazione, che ricalca l’avvicendamento già avvenuto al Senato tra Maurizio Gasparri e Stefania Craxi, risponde alla necessità di cambiare volto alle cariche apicali del partito, esigenza manifestata chiaramente da Marina Berlusconi e Pier Silvio Berlusconi durante l’incontro con Antonio Tajani nella sede di Mediaset. Stasera alle 20 l’assemblea dei forzisti per eleggere il sostituto di Barelli, con l’ex Azione Enrico Costa già individuato come prossimo capogruppo degli azzurri a Montecitorio.

IL PASSO INDIETRO POLEMICO DI BARELLI

L’ex capogruppo, consuocero di Tajani e tassello fondamentale nello scacchiere del segretario forzista, andrà ora riallocato. Intanto non lesina stoccate sulle gestione “esterna” del partito: “normalmente i partiti si guidano dall’interno” ha detto ieri lasciando Palazzo Chigi, dove aveva incontrato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, segno che il partita coinvolge indirettamente anche gli alleati di Forza Italia. “A me non mi ha dimesso nessuno. Molti hanno parlato di firme (…). Ho sentito pure dire della romanità che non funziona…”. E rivendica: “Come capogruppo sono stato indicato da Silvio Berlusconi”, rivendica.

PERCHÉ È STATO SCELTO ENRICO COSTA

Di fatto, la successione era già stata definita venerdì scorso durante il vertice a Cologno Monzese tra il vicepremier Antonio Tajani, i figli di Berlusconi e il consigliere Gianni Letta. Il Foglio scrive che il segretario di Forza Italia si sarebbe presentato all’appuntamento con i Berlusconi portando “una rosa di nomi, dal portavoce nazionale Raffaele Nevi al deputato Alessandro Battilocchio, che sarebbero stati considerati subito poco inclini a una reale immagine di cambiamento. E visto che i “preferiti” dei Berlusconi, dal vicepresidente della Camera Giorgio Mulè a Deborah Bergamini, non sono stati neppure avanzati da Tajani, la risposta, in sintesi, è stata: “Allora se la veda il gruppo”.

Così è emerso il nome Enrico Costa, considerata una figura di compromesso. Anche perché, come rivendica lo stesso Barelli, è stato lui a portarlo da Azione dentro Forza Italia, favorendone anche la nomina a vicepresidente della commissione Giustizia.

DOVE PIAZZARE BARELLI

Trovata la mediazione sul successore, ora servirà piazzare Paolo Barelli, che sarebbe destinato a un ruolo nella squadra di governo. Il puzzle però è complesso e vede coinvolti diversi ministeri, anche perché Barelli non ha nessuna intenzione di lasciare la presidenza della Federnuoto.

Per questo una delle piste più accreditate porta ai Rapporti con il Parlamento, ministero senza portafoglio che non solleverebbe questioni di incompatibilità. Uno dei due sottosegretari del di Luca Ciriani è Matilde Siracusano, compagna del governatore calabrese Roberto Occhiuto, ossia il leader della minoranza interna forzista. Nel caso in cui dovesse cedere il posto a Barelli, il Corriere ipotizza per Siracusano un trasloco a via del Collegio Romano per occupare la casella lasciata libera da Gianmarco Mazzi, nominato Ministro del Turismo. Una soluzione, aggiunge il quotidiano di via Solferino che eviterebbe “di sacrificare Valentino Valentini, attuale numero due di Adolfo Urso al Mimit, stimato dagli alleati e caro alla famiglia Berlusconi”.

L’INCROCIO CON CONSOB

Ma la manovra per l’ingresso di Paolo Barelli nell’esecutivo si intreccia anche con le nomine nelle autorità indipendenti e le richieste degli alleati di governo. Per sbloccare la situazione e ottenere il via libera dei partner di coalizione sulla redistribuzione delle deleghe forziste, il segretario Antonio Tajani sarebbe pronto a cedere sulla presidenza della Consob.

Il candidato in pole position è Federico Freni, attuale sottosegretario all’Economia e figura su cui la Lega di Matteo Salvini punta da tempo. Finora la nomina di Federico Freni era rimasta in sospeso proprio a causa delle resistenze di Forza Italia, ma il via libera del Consiglio dei ministri appare ora funzionale a chiudere l’intera partita del riassetto interno a Forza Italia e a tutta la maggioranza.

IL PROSSIMO NEL MIRINO È MARTUSCIELLO

Con la sostituzione dei vertici alla Camera e al Senato, la prima fase del piano di rinnovamento sollecitato dalla famiglia Berlusconi può dirsi conclusa, e l’attenzione si sposta ora sulla delegazione europea. Il prossimo nel mirino è infatti Fulvio Martusciello, attuale capodelegazione di Forza Italia a Bruxelles

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