Riccardo Magi esce mezzo sfiduciato dall’assemblea nazionale di +Europa: la corrente più radicale guidata da Hallissey e Della Vedova riesce a far passare una mozione per azzerare i vertici, e il segretario si salva solo grazie allo statuto
+Europa si spacca: malgrado le modeste dimensioni, l’unità nel partito guidato da Riccardo Magi sembra ormai un miraggio. Battuto nei numeri, ma salvato dal regolamento, il segretario esce infatti malconcio dall’assemblea nazionale di ieri, sebbene non ufficialmente sfiduciato.
Tutto nasce dal blitz ordito dalla corrente di Matteo Hallissey e Benedetto Della Vedova, che reclamano una linea più autonoma e meno appiattita sugli alleati del campo largo. La mozione per sfiduciare la segreteria passa a maggioranza semplice, ma per lo statuto si tratta di un atto illegittimo.
IL BLITZ DI HALLISSEY E IL SALVAGENTE DI MAGI
Il caos è esploso durante la votazione di una mozione presentata da Matteo Hallissey, presidente del partito e dei Radicali Italiani, sostenuto da Benedetto Della Vedova, già sottosegretario agli Esteri e figura di peso della formazione. Il documento, che chiede esplicitamente l’azzeramento dei vertici e la convocazione di un congresso immediato, è passato con 52 voti favorevoli su circa 100 schede scrutinate, mentre la mozione proposta dal segretario Riccardo Magi si è fermata a 45 preferenze.
Nonostante il risultato numerico, la presidente dell’Assemblea Agnese Balducci ha dichiarato l’atto non legittimo sulla base dei cavilli procedurali previsti dallo statuto. Secondo le regole interne, infatti, un congresso straordinario può essere indetto solo in caso di dimissioni del segretario o di una sfiducia votata dai due terzi dei componenti, soglia non raggiunta dai dissidenti. Uno stallo che ha generato accuse di dirigismo verso la segreteria, con la maggioranza dell’assemblea che ora reclama una fase di confronto autentica e libera da veti.
LE RAGIONI DELLO SCONTRO DENTRO +EUROPA
Le radici della frattura risiedono in una profonda divergenza sulla linea politica e sull’identità stessa di +Europa. Da un lato la segreteria di Riccardo Magi spinge per una collocazione chiara nel campo del centrosinistra, cercando di incidere sui temi radicali dall’interno di una coalizione con il PD e il Movimento 5 Stelle.
Dall’altro lato, la fronda guidata da Matteo Hallissey teme che un’integrazione eccessiva nel “campo largo” possa annullare la riconoscibilità del partito. Dentro al partito è infatti forte la componente di chi tende a privilegiare l’autonomia e la coerenza con la tradizione radicale pura, anche a costo di una testimonianza minoritaria, mentre i critici accusano la linea attuale di essere troppo schiacciata sulle posizioni degli alleati maggiori.
A spegnere il fuoco ci pensa Emma Bonino, che richiama il partito all’ordine e fissa le priorità: “non è questo il momento di dividerci e guardarci l’ombelico con un nuovo congresso (…) Sarebbe solo un favore a chi in questi anni ha provato ad assorbirci, proprio ora che il nostro apporto può essere decisivo per costruire un’alternativa al Governo Meloni. Ho fiducia nel segretario Riccardo Magi e nella tesoriera Carla Taibi e confido che sapranno accogliere le critiche costruttive e le istanze di tutti, concentrandosi sulla politica”.


