La mossa di Casalino che gli apre la strada per le politiche 2027: cosa c’entra il Codice etico M5S
L’ex portavoce di Giuseppe Conte, ora direttore della testata sintesi.online, scende in campo e si candida come consigliere comunale nella cittadina da cui proviene la famiglia, Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi.
Capofila della comunicazione pentastellata per anni, Rocco Casalino correrà in una lista di centrosinistra a sostegno della candidata sindaca Angela Scarofilo, in una coalizione che aggrega il Movimento 5 Stelle e figure della società civile. Colpo di fulmine per la politica locale o calcolo politico?
CASALINO SCENDE IN CAMPO
Ufficialmente Rocco Casalino ne fa una questione di contrasto all’egemonia delle destre. Nella nota ufficiale diffusa per annunciare la candidatura, l’ex portavoce sottolinea l’impossibilità di restare neutrali, invitando a lavorare per indebolire i blocchi conservatori partendo proprio dal territorio. “Sono convinto – spiega – che questo sia un momento storico in cui non si può restare neutrali né sottrarsi: bisogna scegliere se limitarsi a osservare la crescita di queste destre o lavorare per indebolirle. Credo che si debba partire dal livello locale”.
E del resto Ceglie Messapica, comune d’origine della sua famiglia – lui è nato in Germania – non è neanche poi così periferica nella geografia politica: da anni è la meta fissa delle vacanze estive della premier Giorgia Meloni, che risiede abitualmente a Masseria Beneficio.
PERCHÉ CASALINO SI CANDIDA A CEGLIE MESSAPICA
A domanda se si tratti di un trampolino per le politiche del 2027 per il momento svicola.
Ma al di là delle motivazioni ideali, la discesa in campo risponde a una precisa necessità pragmatica dettata dai regolamenti interni del Movimento 5 Stelle, spiega oggi Luca de Carolis sul Fatto Quotidiano.
Il Codice etico dei pentastellati, aggiornato nel giugno dello scorso anno, stabilisce infatti un requisito vincolante: per poter ambire a una candidatura in Parlamento o alle elezioni europee, è necessario essere stati precedentemente candidati in una lista locale, ottenendo un numero di preferenze non inferiore alla media dei candidati della propria lista.
Insomma, un adempimento tecnico indispensabile per rendere possibile una futura corsa legislativa.


