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Candidati parenti di

Elezioni comunali: tutti i “parenti di” candidati alle amministrative

Fitto, Cuffaro, Cuomo, Battaglia, Schifone e l’eterno ritorno degli stessi cognomi: per le amministrative del 24 e 25 maggio in tanti feudi si punta alla continuità per via dinastica. Ecco tutti i candidati “parenti di” e “figli di”

Da che mondo è mondo, il potere è un affare di famiglia. Le cronache politiche sono zeppe di casi in cui la trasmissione del potere avviene tra parenti stretti e lontani, a seconda del grado di fiducia e del prestigio del ruolo: cognati, cugini, generi e suoceri, mogli e mariti, di ogni appartenenza e colore. Per verificare quanto inveterato e radicato sia questo assioma nel panorama italiano, nulla di meglio che le elezioni locali: basti dare un’occhiata alla lunga lista di figli d’arte e parenti in corsa per le amministrative di fine maggio.

SFIDE TRA CONIUGI E INCROCI NELLE ISOLE E NEL LAZIO

In Puglia e Sardegna si registrano i casi più singolari. A Maglie, in provincia di Lecce, è scoppiata una competizione interna alla famiglia Fitto: il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele sostiene il candidato Ernesto Toma, mentre lo zio dell’ex ministro, Antonio, già tre volte sindaco, corre per la quarta volta sotto l’insegna della Lega.

In provincia di Bari, a Corato, la sfida è invece matrimoniale: Pietro Zona e Nica Testino, marito e moglie, competono entrambi per la carica di primo cittadino. Invece, Eugenio Lai e Stella Marceddu, anch’essi coniugi hanno scelto di candidarsi alla carica di sindaco rispettivamente a Escolca e Nurri, i loro paesi d’origine in provincia di Cagliari.

I FORTINI DEL SUD TRA EREDI E PASSAGGI DI CONSEGNE

In Sicilia e Campania le dinamiche familiari seguono percorsi consolidati. A Raffadali, nell’agrigentino, il sindaco uscente Silvio Cuffaro prepara l’ascesa della nipote Ida Cuffaro, mentre l’altro zio Totò osserva dai domiciliari.

A Bronte, il senatore di Forza Italia Pino Firrarello ha optato per la continuità familiare attraverso il genero Giuseppe Castiglione, attuale deputato nazionale ed ex sottosegretario, pronto a correre per la poltrona di primo cittadino.

In Campania, il Partito Democratico presenta a Portici Pietro Cuomo, figlio dell’assessore regionale Enzo Cuomo, mentre la sorella Annamaria Cuomo ha recentemente assunto un incarico nella segreteria metropolitana dem a Napoli. Sempre a Portici, per Fratelli d’Italia, corre Ione Abbatangelo, figlia dell’ex parlamentare Massimo Abbatangelo, mentre a Ercolano la deputata Marta Schifone ha promosso la candidatura a sindaco del padre Luciano Schifone, veterano della politica missina.

A Pompei, dopo la rinuncia di Massimo Malafronte, la candidatura è passata alla moglie Margherita Cretella. Niente da fare a Pagani, dove il Comune è stato sciolto per mafia, il che impedirà al cognato di Edmondo Cirielli e fratello della dirigente del ministero della Salute Maria Rosaria Campitiello, Nicola, di correre per la carica di primo cittadino:  candidatura che peraltro aveva rischiato di terremotare l’intera coalizione di centrodestra nella regione. 

IL PESO DEI COGNOMI NELLE ROCCAFORTI LOCALI

La Calabria e la Toscana confermano la tendenza alla discendenza diretta. A Reggio Calabria, il centrosinistra candida Domenico Battaglia, figlio dell’ex sindaco Pietro Battaglia, affiancato in lista da Maria Stella Granillo, figlia di Oreste Granillo, storico amministratore e presidente della Reggina. Nello schieramento opposto si trovano Giuseppe Bilardi, figlio dell’ex senatore Gianni Bilardi, e Vincenzo Albanese, il cui padre Rocco Albanese è stato assessore comunale.

In Toscana, ad Arezzo, si assiste al consolidamento della dinastia dei Ghinelli: dopo l’esponente del Msi Oreste Ghinelli e il figlio Alessandro Ghinelli, attuale sindaco uscente, è il turno del nipote Lorenzo Ghinelli, candidato per la prima volta nelle liste di Fratelli d’Italia per garantire la prosecuzione della tradizione politica familiare nel capoluogo.

Diverso il caso di Santa Marinella, nel Lazio. Qui il cognome non suggerisce molto, il legame non è con i leader locali e la parentela è soltanto figurata, seppure di sicuro peso: Forza Italia punta infatti sull’ex senatrice Mariarosaria Rossi, già senatrice e storica collaboratrice di Silvio Berlusconi.

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