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Piano Casa

Cosa c’è nel Piano Casa del Governo

Atteso ogg in Cdm il Piano Casa del Governo: tutte le misure attese

Accanto al tema anche del caro carburanti, con una possibile proroga del taglio delle accise, dovrebbe approdare oggi in Consiglio dei Ministri l’atteso Piano Casa del governo, un’operazione che punta a mobilitare tra i 4 e i 5 miliardi di euro per trasformare le politiche abitative nazionali da una gestione emergenziale a una programmazione strutturale.

L’obiettivo dichiarato dall’esecutivo è quello di favorire il diritto alla casa attraverso la rigenerazione urbana, il contenimento del consumo di suolo e la valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente. Il provvedimento si rivolge in particolare a quella fascia grigia di cittadini che dispongono di redditi troppo elevati per accedere alle case popolari ma insufficienti per sostenere i prezzi del libero mercato delle locazioni e delle compravendite, in linea con i criteri che animano il Piano Casa Europeo.

ECUPERO DELL’EDILIZIA POPOLARE E MANUTENZIONI

Il primo pilastro del piano riguarda l’edilizia residenziale pubblica e si focalizza sul recupero di circa 50-60 mila alloggi attualmente inagibili. Per questa operazione saranno disponibili finanziamenti per circa 970 milioni di euro derivanti dalle ultime tre leggi di Bilancio.

Gli interventi previsti sono principalmente lavori di manutenzione straordinaria e messa a norma con un costo medio stimato tra i 20 mila e i 25 mila euro per singolo alloggio, con una concentrazione particolare nelle regioni del Nord dove il fenomeno degli immobili sfitti è più marcato.  La gestione di delle risorse potrebbe essere affidata a un Comitato di gestione guidato da un commissario, con la partecipazione delle Regioni, dell’Anci e dei sindaci delle grandi città per accelerare il flusso dei finanziamenti.

SOCIAL HOUSING E RISPOSTE PER IL CETO MEDIO

Una seconda parte del provvedimento d’urgenza è dedicata all’edilizia sociale e al cosiddetto affordable housing. Questo filone mira alla realizzazione di 100 mila nuovi alloggi in dieci anni, come annunciato da Giorgia Meloni già nella scorsa estate.

Gli interventi prevedono la costruzione di residenze per anziani, alloggi a canone calmierato e nuovi studentati. Per questi ultimi si intende replicare il modello di semplificazione già adottato nell’ambito del Pnrr, che permette deroghe all’approvazione preventiva dei piani attuativi. Ma sarà fondamentale l’apporto dei i capitali privati e il coinvolgimento di investitori istituzionali per promuovere la compartecipazione tra pubblico e privato e realizzare nuove abitazioni nei grandi centri urbani e nelle aree a forte vocazione produttiva.

SEMPLIFICAZIONI URBANISTICHE E RISORSE FINANZIARIE

Il successo del piano è strettamente legato all’alleggerimento delle procedure burocratiche per velocizzare i passaggi urbanistici necessari alla realizzazione dei progetti, un punto su cui batte da tempo Davide Albertini Petroni, Presidente di Assoimmobiliare.

Sul fronte finanziario, oltre al miliardo stanziato dal Mit, il piano potrà contare su 1,1 miliardi provenienti dalla revisione dei fondi di coesione operata da Raffaele Fitto. Ulteriori 1,2 miliardi potrebbero arrivare dalla rimodulazione del Pnrr prevista per giugno.

CONTRASTO ALLE OCCUPAZIONI E MISURE COMPLEMENTARI

Infine, rimane in valutazione l’inserimento di un disegno di legge dedicato agli sfratti veloci per contrastare le oltre 20 mila occupazioni abusive che gravano sul patrimonio delle case popolari.

Sebbene l’ipotesi di inserire questo provvedimento nel Consiglio dei ministri odierno sia tuttora in dubbio, l’obiettivo è quello di rendere più rapidi gli sgomberi per restituire legalità al sistema.

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