Vertici diplomatici e militari tra Italia, Stati Uniti e Libia per definire strategie comuni sull’impegno dell’Italia in Africa e la stabilizzazione del Sahel. Ecco chi sono Dagvin Anderson e Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh e i temi dei due incontri
Sono giorni di incontri e colloqui a Roma in ambito internazionale. In attesa del confronto tra il segretario di Stato statunitense Marco Rubio e Giorgia Meloni previsto per domani, il focus è sull’Africa.
Ieri il vertice con il comandante dell’Us Africa Command (Africom) Dagvin Anderson, l’uomo di Washington nel continente africano, oggi l’incontro con il premier libico Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh. Ecco chi sono e di cosa si discute a Palazzo Chigi.
LA STABILIZZAZIONE DEL SAHEL AL CENTRO DELL’INCONTRO CON ANDERSON
Ieri mattina il super generale dell’Us Africa Command Dagvin Anderson ha incontrato i consiglieri diplomatici e militari di Giorgia Meloni, Fabrizio Saggio e Franco Federici, oltre al capo di Stato maggiore della Difesa Luciano Portolano. Le principali tematiche discusse durante i colloqui sono state il Sahel e l’impegno dell’Italia in Africa. Particolare attenzione è stata rivolta al Sahel, che resta ancora oggi una delle aree più fragili del continente, attraversata dalla competizione tra governi e gruppi armati vicini a Mosca, interessi strategici americani e organizzazioni jihadiste. In questo quadro si inseriscono anche gli impegni militari italiani in Africa: Roma è infatti l’unica capitale occidentale ad aver mantenuto una presenza stabile in Niger, nel tentativo di contenere l’espansione dell’instabilità nell’area. L’avanzata jihadista in Mali e le tensioni crescenti in Niger e Burkina Faso rischiano infatti di propagarsi ai Paesi vicini, dal Ciad — nodo cruciale per gli interessi francesi — fino alla Libia, osservata con particolare attenzione dal governo italiano. La richiesta degli Stati Uniti agli alleati (in questo caso a Roma), quindi, riguarda un maggiore impegno militare e diplomatico nel continente africano.
COSA PREVEDE L’INCONTRO DI OGGI TRA MELONI E DBEIBEH
È previsto per oggi a Palazzo Chigi l’incontro tra Giorgia Meloni e il premier libico Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh. Il colloquio si inserisce in un contesto di rinnovamento di intese lungo l’asse Roma – Tripoli, puntando a consolidare il dialogo su energia, economia e sicurezza. Secondo stime diffuse dai media di Tripoli e riprese da Italpress, il volume degli scambi commerciali tra i due paesi ha raggiunto circa 8 miliardi di euro nel 2025, con l’Italia che rimane il primo partner commerciale della Libia. Nel quadro dell’interscambio, le importazioni italiane sono concentrate per lo più nel settore energetico (petrolio e gas). Tra i temi caldi che verranno discussi durante il colloquio c’è anche quello migratorio, poiché la Libia rimane la principale rotta di partenza dei migranti che sbarcano in Italia.
CHI È DAGVIN ANDERSON
Dagvin Anderson è un generale dell’Aeronautica militare statunitense e dal 2025 guida l’Africom, il comando delle forze armate Usa responsabile delle operazioni nel continente africano. In precedenza ha ricoperto incarichi di vertice nelle forze speciali e nelle operazioni congiunte, maturando esperienza nei teatri mediorientali e africani. È considerato uno degli ufficiali più esperti nelle strategie di sicurezza, contrasto al terrorismo e cooperazione militare internazionale. Laureato alla United States Air Force Academy, ha completato la propria formazione militare e strategica presso istituti di alta specializzazione delle forze armate americane, tra cui l’Air War College.
CHI È ABDUL HAMID MOHAMMED DBEIBEH
Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh, nato a Misurata nel 1959, è un imprenditore e politico libico alla guida del Governo di unità nazionale della Libia dal 2021. Laureato in ingegneria civile presso l’Università di Toronto, in Canada, ha costruito la propria carriera nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture durante il regime di Muammar Gheddafi. Considerato vicino agli ambienti economici e politici di Misurata, è stato scelto come premier nel quadro del processo sostenuto dalle Nazioni Unite per accompagnare la transizione politica libica e favorire la stabilizzazione del Paese.


