Nonostante l’alto profilo tecnico, l’ingegnere ex dg dell’Enea Giorgio Graditi manca la nomina nell’organo competente sulla sicurezza nucleare. Il curriculum e perché il suo nome è stato respinto in commissione parlamentare
Colpo di scena alla Camera sulla nomina dell’ingegner Giorgio Graditi come componente della Consulta dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN). Le Commissioni Ambiente e Attività produttive di Montecitorio, che avevano audito l’ex dg Enea ieri, non hanno raggiunto il quorum necessario per approvare la nomina.
Per la parlamentare Pd Chiara Braga, “la maggioranza va sotto anche su una nomina indicata dal governo (…) una sconfitta parlamentare grave e politicamente evidente”
IL QUORUM MANCATO
Graditi non è riuscito a raggiungere la soglia minima di 31 preferenze richiesta dal quorum per la convalida dell’incarico, fermandosi a soli 28 voti favorevoli.
Un cortocircuito numerico non di poco conto, che mette a nudo le tensioni latenti sui dossier energetici. L’ISIN, ossia l’autorità indipendente preposta alla vigilanza sulla sicurezza degli impianti e sulla gestione dei rifiuti radioattivi, riveste infatti un ruolo fondamentale in un settore che l’esecutivo si propone di rivoluzionare, e non solo a livello di governance.
L’AUDIZIONE DI GIORGIO GRADITI
Soltanto ventiquattro ore prima della votazione, l’ingegner Giorgio Graditi era stato ascoltato in audizione presso le medesime commissioni parlamentari.
Durante il suo intervento, il candidato aveva delineato una visione operativa fondata sul massimo spirito di servizio e sulla propria competenza. “Credo che il mio contributo, maturato nel corso di molti anni come ingegnere e dirigente di ricerca e poi come direttore generale nel far dialogare ricerca, istituzioni e regolazione tecniche, potrà essere di ausilio alla Consulta, specialmente per garantire pareri basati su evidenze solide e indipendenti e sul rigore scientifico che viene richiesto per effettuare valutazioni di dossier tecnici complessi” aveva detto l’ingegnere, preannunciando l’intenzine di operare “senza alcun tipo di condizionamento, attraverso un approccio basato sul rigore del metodo scientifico” e supportando “l’indipendenza e l’eccellenza operativa dell’Ispettorato”.
CHI È GIORGIO GRADITI
Palermitano, 58 anni, ingegnere, Graditi vanta un profilo scientifico e gestionale di respiro internazionale. Da poco passato alla direzione generale dell’Area Science Park di Trieste, è stato Direttore Generale dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) per cinque anni, dopo aver guidato il Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili dell’ENEA.
Tra i suoi incarichi in essere, c’è anche la presidenza di Medener, l’associazione che riunisce le agenzie nazionali per l’efficienza energetica del Mediterraneo e quella di di SIET (Società informazioni esperienze termoidrauliche), azienda attiva proprio nel settore nucleare. Graditi è inoltre membro di prestigiosi organismi come il Consiglio Scientifico della Fondazione Rome Technopole e il Consiglio di Amministrazione della Fondazione NEST. Autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche con un H-index di 40, l’ingegnere è considerato uno dei massimi esperti italiani nella transizione energetica e digitale, avendo coordinato numerosi progetti nazionali ed europei in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.


