Prende forma la nuova fisionomia societaria dietro La Stampa nell’era Leonardis con la permanenza della famiglia Agnelli e l’ingresso dell’imprenditore Carlo Toto. L’incontro al Palazzo della Regione e i nomi in pole per la direzione del quotidiano
La Stampa si prepara al passaggio epocale dalle mani del Gruppo Gedi (e degli Agnelli) alla compagine guidata da Alberto Leonardis. Come riferisce Prima Comunicazione, ieri al Palazzo della Regione si sono incontrati i vertici del gruppo SAE, il presidente Alberto Cirio, sindaco di Torino Stefano Lo Russo e le rappresentanze sindacali. Ecco com’è andata e chi saranno i soci dello storico quotidiano torinese.
LEONARDIS PRESENTA LA NUOVA STAMPA
L’operazione, ormai prossima alla conclusione finanziaria, punta a integrare l’attività giornalistica tradizionale con una rete di progetti collaterali che spaziano dalla formazione agli eventi sul territorio. Il nuovo assetto delineato da Leonardis nell’incontro di ieri mira a consolidare il legame con il Nord Ovest attraverso una struttura societaria che aggrega investitori nazionali e rappresentanze istituzionali locali, definendo al contempo una linea editoriale ancorata al posizionamento storico di centro-sinistra.
CHI CI SARÀ NELLA COMPAGINE SOCIETARIA
La struttura della newco incaricata dell’acquisizione vede la SAE di Alberto Leonardis mantenere il controllo con una quota del 51%. Secondo quanto riportato da Dagospia, nella compagine ci sarà anche un altro imprenditore abruzzese, Carlo Toto, attivo nel settore delle costruzioni e delle concessioni autostradali e già attivo nel campo dei media con una quota rilevante de Il Tempo, a cui sarebbe destinato il 25% del capitale.
>Alla fine anche la holding Exor della famiglia Agnelli-Elkann resterà nel progetto con una partecipazione del 20% tramite la propria fondazione “9 febbraio 1867”, ente non profit volto a tutelare l’identità storica del giornale. Tra gli altri investitori di minoranza, ci sarebbero anche la Federtennis con il 6%, la Fondazione Cuneo e Confindustria Torino, con la Reale Mutua Assicurazioni che stanno valutando come e se partecipare all’operazione.
IL TOTO-DIRETTORE PER IL POST-MALAGUTI
Sul versante della direzione editoriale, la permanenza fino a luglio dell’attuale direttore Andrea Malaguti è data praticamente per certo.
Per il futuro, si fa invece il nome di Antonio Di Rosa, esperto giornalista ex vice del Corriere della Sera di Paolo Mieli ed ex direttore de Il Secolo XIX e de La Gazzetta dello Sport, nonché uomo di fiducia del Gruppo Sae, già a La Nuova Sardegna tra il 2017 e il 2023.
Nella composizione della squadra dei vicedirettori, sempre secondo Dagospia, verrebbe recuperata la componente abruzzese della proprietà. Probabile, dunque, che la redazione romana vada ad Alessandro De Angelis, ma tra i papabili vice c’è anche Luciano Tancredi, attuale direttore de La Nuova Sardegna e con un passato al Messaggero e in Fincantieri.


