Sulla data del derby tra Roma e Lazio si apre uno dei casi organizzativi più delicati degli ultimi anni per il calcio italiano. Ecco le ragioni dello scontro tra Lega Serie A e Prefettura della Capitale e quando si potrà giocare la partita
A Roma il derby non finisce mai. Il punto, stavolta, è capire quando inizia. Al momento la partita è fissata per lunedì 18 maggio alle ore 20.45: la Prefettura ha infatti ribaltato la decisione della Lega Serie A per motivi di ordine pubblico legati alla concomitanza della partita con la finale degli Internazionali di tennis.
Ma sul caso si attendono nuovi colpi di scena: l’amministratore delegato della Lega Luigi De Siervo ha annunciato infatti che ricorrerà al Tar contro la decisione del Prefetto Lamberto Giannini.
CALENDARIO CONTRO SICUREZZA: LA PREFETTURA RIBALTA LA DECISIONE DELLA LEGA SERIE A
Ricapitolando: inizialmente gli organizzatori del campionato avevano inserito la stra-cittadina Roma-Lazio tra le cinque gare in contemporanea da giocarsi alle 12.30 di domenica per rispettare la simultaneità di risultati delle squadre coinvolte nella lotta Champions. La posizione della Lega è dettata dalla difesa della regolarità sportiva: a soli 180 minuti dalla fine del campionato, la contemporaneità delle gare per gli obiettivi sensibili come la zona Champions è considerata un principio inderogabile.
Per il Prefetto Lamberto Giannini esiste però un problema di ordine pubblico: la data della finale degli Internazionali è nota da anni, fanno notare, e non si può ignorare il rischio legato alle tempistiche di afflusso e deflusso degli spettatori. La gestione del traffico nella zona del Foro Italico rappresenta da tempo una criticità per le autorità romane, specialmente quando eventi di massa si sovrappongono. Lo Stadio Olimpico e il campo del Foro italico in cui si disputerà la finale di tennis distano appena 450 metri, e per la giornata di domenica è prevista un’affluenza di oltre 20.000 spettatori, un carico che la Prefettura ritiene incompatibile con la gestione di un derby calcistico ad alto rischio.
A rendere ancora più delicato il quadro è il precedente dell’aprile 2025, quando a seguito di gravi scontri tra le tifoserie il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi stabilì il divieto di disputare la stracittadina in orario serale per le stagioni successive. Paradossalmente, dunque, l’attuale disposizione della Prefettura sembra scavalcare proprio quella direttiva per motivi di necessità logistica immediata.
QUANDO SI GIOCA E QUALI PARTITE POSSONO SLITTARE
Allo stato attuale, l’ordinanza della Prefettura dispone che il derby tra la Roma di Gasperini e la Lazio di Sarri venga disputato lunedì 18 maggio alle ore 20:45. Questo spostamento non è però un caso isolato e rischia di generare un effetto domino sull’intero palinsesto televisivo e sportivo. Per mantenere la contemporaneità, dovrebbero slittare al lunedì sera anche le sfide che vedono coinvolte le dirette concorrenti per l’Europa, ovvero Como-Parma, Genoa-Milan, Juventus-Fiorentina e Pisa-Napoli.
Incertezze che rischiano di infiammare la protesta dei tifosi, molti dei quali hanno già acquistato biglietti e prenotato viaggi per la domenica, con il rischio concreto di perdere centinaia di euro in spostamenti e alloggi non rimborsabili. Fino alla decisione del Tar, attesa non prima di giovedì, il calendario rimane un rebus che mette a dura prova la pazienza dei sostenitori e l’organizzazione dei club.
IL BOTTA E RISPOSTA SARRI-GASPERINI
Sul punto, già la settimana scorsa s’era consumato un primo botta e risposta tra gli allenatori delle due squadre, con il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri che s’era spinto a chiedere le dimissioni dei vertici della Lega: “È un insulto alla città di Roma e alle due squadre romane. Già abbiamo dovuto giocare la partita di andata alle 12.30 a settembre con 37 gradi e adesso di nuovo hanno deciso di farla alla stessa ora. Che quel giorno ci fosse la finale degli Internazionali di tennis lo si sapeva da due anni, che nelle ultime due giornate ci fosse la contemporaneità tra le partite pure. (…) Chi in Lega ha fatto il calendario e previsto il derby alla penultima giornata dovrebbe dimettersi. Spero che qualcuno paghi per questa decisione. Io non la accetto e per protesta diserterò le interviste pre e post gara, me ne andrò subito negli spogliatoi”. Parole dure, che potevano valere per entrambe le squadre. Peccato che Gian Piero Gasperini abbia preferito dribblare la questione, deviandola sul sarcasmo: “Le parole di Sarri? Patisce il caldo. Magari piove. Non ci sono altri orari. Nessuno è felice di giocare alle 12:30, ma mi hanno spiegato che gli altri orari sono indisponibili. Tranquilli, che ci viene”.


