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Forza Italia Marche

Che succede in Forza Italia Marche

Il congresso regionale di Forza Italia nelle Marche finisce nel caos: un fronte di dirigenti e militanti del nord della regione chiede il rinvio dell’assise e vorrebbe bloccare la nomina del commissario Francesco Battistoni a segretario

Il partito azzurro nelle Marche vive ore di tensione a pochi giorni dal congresso del 15 maggio a Macerata, tra i pochi a ottenere il via libera di Marina Berlusconi, dov’è atteso anche il leader del partito Antonio Tajani.

La riconferma del segretario regionale uscente, il deputato Francesco Battistoni, è appoggiata dai forzisti della provincia maceratese, ma una fronda interna lamenta la marginalizzazione dei territori e la fretta di blindare le candidature per le politiche del 2027.

CHI NON VUOLE BATTISTONI SEGRETARIO GENERALE E PERCHÉ

Le critiche provengono principalmente dalle province settentrionali della regione e sono riassunte in una lettera inviata al vicesegretario nazionale Alberto Cirio, responsabile della gestione dei congressi. A firmarla, la consigliera di Urbino Laura Scalbi, la consigliera provinciale di Pesaro Urbino Fernanda Sacchi e l’assessora di Porto San Giorgio Alessandra Petracci, che sollevano dubbi sulla regolarità delle procedure e sulla trasparenza della raccolta firme: oltre al candidato segretario, nei moduli andrebbe indicata anche la composizione della futura segreteria, che invece manca.

Tra i critici più accesi figura c’è  l’ex sindaco di Amandola Domenico Eleuteri, il quale sostiene che l’accelerazione congressuale serva unicamente a blindare le candidature per le elezioni politiche del 2027,

FORZA ITALIA PERDE PEZZI NELLE MARCHE?

Nella lettera si segnalano inoltre diversi movimenti preoccupanti all’interno del partito regionale. Il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, ha lasciato il movimento per aderire alle posizioni di Vannacci, mentre l’ex sindaco di San Benedetto del Tronto, Pasqualino Piunti, è uscito dalla compagine azzurra. A Fermo i forzisti non hanno presentato il simbolo e sono confluite in un civica di centrodestra. E anche il mondo giovanile è in fermento, con l’uscita dal direttivo di Leonardo Capograssi e di altri esponenti di San Benedetto, confluiti in liste civiche. Critiche sono giunte anche dall’ex assessore regionale Stefano Aguzzi, che ha manifestato la propria insoddisfazione per la scarsa attenzione rivolta alla provincia di Pesaro Urbino rispetto ai collegi meridionali e minaccia anche lui di uscire da Forza Italia.

CHI DIFENDE BATTISTONI

La segreteria provinciale di Macerata, guidata dal segretario Gianluca Pasqui, ha invece formalizzato il proprio sostegno alla riconferma di Francesco Battistoni, definendo il suo operato come il naturale proseguimento di un percorso che ha restituito credibilità al movimento.

Secondo i dati diffusi dalla segreteria maceratese, Forza Italia ha registrato un incremento significativo nelle Marche, passando dal 5,89% delle regionali del 2020 all’8,60% del 2025. Nella sola provincia di Macerata, il partito è salito dal 7,33% al 9,57%, con punte di eccellenza in comuni come Civitanova Marche, Porto Recanati e Recanati.

CHI È FRANCESCO BATTISTONI

Francesco Battistoni è nato a Montefiascone, in provincia di Viterbo, il 23 febbraio 1967. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali e giornalista pubblicista, è alla seconda legislatura da parlamentare, prima da senatore e oggi da deputato della Camera, dopo aver mancato l’elezione nel  2008 e nel 2013.

A livello locale è stato sindaco e consigliere comunale a Proceno (VT) e ha ricoperto ruoli di vertice nella Provincia di Viterbo, tra cui quello di Assessore all’Ambiente e alla Pianificazione Territoriale. Eletto consigliere regionale nel Lazio nel 2010, gli vengono affidati la presidenza della Commissione Agricoltura e l’assessorato alle Politiche Agricole, incarico che manterrà per soli 3 mesi. Nel 2012 succede a Franco Fiorito come capogruppo in Consiglio e dà il via alla revisione dei conti del partito regionale, verifiche che contribuiranno alla contestuale inchiesta della Guardia di Finanza e alle dimissioni della presidente Renata Polverini.

Eletto al Senato nel 2018 nel collegio di Viterbo, l’anno successivo viene nominato commissario regionale del partito marchigiano. Durante il governo Draghi, tra il 2021 e il 2021, viene inoltre indicato come sottosegretario al Ministero delle politiche agricole. Presidente della Commissione Agricoltura nel Consiglio regionale laziale.

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