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SME EnterPRIZE

SME EnterPRIZE 2026 di Generali: ecco chi sono gli 11 alfieri della sostenibilità tra le PMI europee

Torna SME EnterPRIZE di Generali, l’evento dedicato alle piccole e medie imprese europee leader nell’integrazione di strategie sostenibili: ecco chi sono i campioni della transizione e cosa emerge dall’analisi sull’approccio delle PMI europee alla sostenibilità

Presentata a Bruxelles la quinta edizione di SME EnterPRIZE, l’iniziativa del Gruppo Generali dedicata alla promozione della sostenibilità e della resilienza climatica tra le piccole e medie imprese del continente.

CHI SONO GLI 11 “EROI DELLA SOSTENIBILITÀ” SELEZIONATI

La manifestazione ha premiato l’eccellenza di undici realtà imprenditoriali europee selezionate per la capacità di tradurre la sostenibilità in un impatto misurabile e in valore di lungo periodo, i cosiddetti “Eroi della Sostenibilità”.

Tra i profili scelti, l’austriaca MyAbility, focalizzata sull’inclusione lavorativa e sociale delle persone con disabilità e la bulgara Monatex, specializzata nella rigenerazione delle bottiglie in plastica PET per la produzione di filati e fibre tessiliLa croata Linteo si distingue nella manifattura di prodotti tessili Fair Trade da materiali riciclati impiegando personale locale e gruppi marginalizzati, mentre la ceca Tierra Verde realizza detergenti e cosmetici ecologici applicando i canoni dell’economia circolare. In Francia, Neocem produce un cemento alternativo a basse emissioni di carbonio ricavato dall’argilla proveniente dagli scavi edili, mentre in Germania la Elschukom realizza fili metallici ultrasottili di alta qualità derivati da materiali di recupero per la sensoristica e il comparto medicale. L’ungherese Medencebaq si focalizza sul riuso creativo trasformando cartelloni pubblicitari dismessi in borse artigianali, l’italiana Diemmebi emerge per la circolarità applicata al design dell’arredamento contemporaneo e la portoghese Get2C offre e-consulenza qualificata sui mercati del carbonio e sui finanziamenti climatici. Chiudono la selezione la slovena Wild Green MAGIC Hub, un concept di ospitalità alberghiera eco-consapevole, e la spagnola Uraphex, che ha sviluppato una tecnologia brevettata per la rigenerazione delle acque industriali senza l’impiego di agenti chimici. Un riconoscimento speciale è andato inoltre alla tedesca Procedes per l’adozione di un approccio interamente circolare e privo di solventi nella stampa pubblicitaria di grande formato

QUALI SONO GLI OSTACOLI DELLA SOSTEaNIBILITÀ PMI

Durante l’SME EnterPRIZE 2026, sono stati inoltre illustrati contenuti i risultati del nuovo White Paper realizzato in collaborazione con lo SDA Bocconi Sustainability Lab basato su un campione di 1.100 PMI europee.

Dall’analisi emerge come oltre il 40% delle imprese integri ormai in modo strutturale le istanze green nei propri processi decisionali, con il 68% che vi riconosce un fondamentale vantaggio competitivo. Per la prima volta dal 2020, la natura degli ostacoli percepiti dalle PMI europee sta registrando un cambiamento significativo, spostandosi dai vincoli di bilancio interni a barriere di carattere prettamente istituzionale ed esterno. Mentre i freni di natura economico-finanziaria (46%) e la mancanza di competenze interne (39%) risultano meno pressanti rispetto ai picchi registrati nel 2025, oggi una quota compresa tra il 53% e il 56% delle imprese identifica i principali ostacoli nella complessità normativa, nell’eccesso di burocrazia, nella frammentazione delle regole e nella scarsità di incentivi pubblici chiari. Uno scenario che si riflette in modo particolare sulle aziende impegnate nella delicata fase di transizione, costrette a confrontarsi con requisiti poco trasparenti e obblighi sovrapposti, fattori che alimentano l’incertezza e rallentano l’esecuzione operativa dei piani industriali sostenibili.

COSA SERVE ALLE PMI PER ACCELERARE LA TRANSIZIONE

Per consentire un nuovo slancio ai modelli di business sostenibili, le piccole e medie imprese europee indicano la necessità di interventi strutturati capaci di rafforzare il business case della transizione sotto il profilo finanziario.
Diventa essenziale disporre di incentivi fiscali stabili, di fondi pubblici agevolati sia a livello nazionale che europeo e dell’applicazione di condizioni di accesso al credito bancario agevolate, legandole esplicitamente al raggiungimento di specifici target di sostenibilità e alla riduzione dei rischi operativi. Accanto alle leve economiche e alla necessaria semplificazione dei quadri regolamentari, le imprese richiedono programmi mirati di capacity building e accompagnamento formativo. Un supporto informativo e strategico che dovrebbe essere erogato in modo capillare sul territorio attraverso il coinvolgimento attivo di hub di competenza specialistici, camere di commercio e associazioni di categoria.

COSA POSSONO FARE I POLICYMAKER E IL SETTORE FINANZIARIO

Secondo lo studio, inoltre, un’efficace accelerazione richiede una stretta sinergia tra i decisori politici e il comparto del credito e delle assicurazioni. I policymaker devono adoperarsi per snellire la burocrazia tenendo conto delle reali dimensioni delle imprese, integrando la consapevolezza del rischio ambientale nella pianificazione pubblica e calibrando gli incentivi europei e nazionali in modo da premiare le aziende impegnate nella mitigazione dei rischi ambientali. Al contempo, il settore finanziario ha il compito di tradurre le performance ESG in un migliore accesso ai capitali e di mitigare il gap di protezione climatica attraverso formule innovative di trasferimento del rischio, agendo come un vero e proprio consulente strategico della transizione delle PMI.

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