L’archeologo lucano ed attuale direttore generale Musei Massimo Osanna sarebbe in odore di nomina come guida del Dipartimento per le Attività culturali del MiC. Il profilo
Secondo quanto riporta la Repubblica, mancherebbe ormai soltanto l’ufficialità della firma del ministro Alessandro Giuli per la nomina di Massimo Osanna alla guida del DIAC, il Dipartimento per le Attività culturali del MiC. L’archeologo lucano, dal 2020 Direttore Generale Musei del Ministero, si appresta a sostituire Mario Turetta, giunto all’età della pensione.
DOVE ANDRÀ A LAVORARE OSANNA
Il dipartimento è una delle quattro macrostrutture nate dalla riorganizzazione degli uffici voluta dall’ex ministro Gennaro Sangiuliano tra la primavera e l’estate del 2024. In quella circostanza Massimo Osanna era rimasto a sorpresa escluso dalle nomine apicali, che avevano visto circolare anche il nome di Eike Schmidt, attuale direttore del Museo di Capodimonte. L’archeologo assumerebbe uno dei ruoli più rilevanti dell’architettura ministeriale, affiancando gli altri direttori di dipartimento: Alfonsina Russo, alla guida del Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale e il cui incarico è stato recentemente prorogato di un anno e mezzo nonostante il raggiungimento dell’età pensionabile, Paolo D’Angeli per il Dipartimento per l’Amministrazione generale e Luigi La Rocca per il Dipartimento per la Tutela del patrimonio culturale.
CHI È MASSIMO OSANNA
Nato a Venosa nel 1963, Massimo Osanna è archeologo, docente universitario e dirigente pubblico di lungo corso. Allievo dell’insigne archeologo Mario Torelli presso l’Università degli Studi di Perugia, dove si è laureato in Lettere Classiche nel 1985, ha perfezionato la sua formazione scientifica attraverso dottorati di ricerca e prestigiose borse di studio internazionali, formandosi sia presso la Scuola Archeologica Italiana di Atene sia in Germania, grazie alla collaborazione con la Fondazione Alexander von Humboldt presso le Università di Heidelberg e Berlino.
La sua traiettoria professionale unisce una costante attività di ricerca a rilevanti incarichi di gestione del patrimonio. Sul fronte accademico, ha operato a lungo presso l’Università degli Studi della Basilicata come professore e, in due differenti mandati tra il 2002 e il 2014, come direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera. In territorio lucano ha firmato anche il suo primo incarico dirigenziale di peso all’interno del Ministero, assumendo il ruolo di Soprintendente per i Beni Archeologici della Basilicata nel biennio 2007-2008. Nel 2015 ha consolidato la sua posizione accademica diventando professore ordinario di Archeologia classica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Il consolidamento definitivo all’interno della macchina ministeriale coincide con la stagione dell’autonomia museale inaugurata dall’ex ministro Dario Franceschini. Tra il 2014 e il 2020, Osanna viene nominato prima Soprintendente speciale e successivamente Direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, succedendo a Giuseppe Proietti. Sotto la sua guida, l’area archeologica campana sperimenta una profonda rinascita gestionale, coordinando la complessa macchina del Grande Progetto Pompei da 105 milioni di euro e firmando traguardi significativi come la riapertura della Schola Armaturarum.
Questo metodo operativo, basato sul connubio tra rigore scientifico e innovazione tecnologica, lo ha proiettato nel 2020 alla carica di Direttore Generale Musei del MiC. Negli anni successivi, lo spessore istituzionale e la trasversalità amministrativa gli sono valsi anche la gestione di delicate reggenze nei momenti di transizione ministeriale, come la direzione ad interim del Parco archeologico di Paestum e Elea-Velia nel 2021 e della Galleria dell’Accademia di Firenze nel 2024. Con il passaggio al DIAC, Osanna compie un ulteriore salto, spostandosi dalla gestione esclusiva dei parchi e dei musei alla cabina di regia delle industrie culturali e creative nazionali.
COS’È IL DIAC
Il DIAC, acronimo di Dipartimento per le Attività culturali, costituisce una delle strutture centrali e strategiche dell’architettura del Ministero della Cultura. Creato sotto la gestione dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano, questo super dipartimento accorpa competenze estremamente eterogenee e fondamentali per il Made in Italy. L’ufficio ha la responsabilità di governare settori che spaziano dal cinema e l’audiovisivo allo spettacolo dal vivo, includendo comparti come il teatro, il circo, la danza e la musica. Al DIAC spettano inoltre la gestione e la promozione delle biblioteche statali, la promozione del libro, lo sviluppo delle industrie culturali e creative, la creatività contemporanea, la cultura urbanistica e architettonica, nonché la tutela del diritto d’autore e della proprietà intellettuale. La struttura si trova oggi a dover affrontare dossier complessi, tra cui la gestione della crisi strutturale delle sale cinematografiche, il finanziamento delle attività dello spettacolo e la necessità di strutturare una visione complessiva sul rapporto tra il patrimonio culturale e le industrie creative.


