Le Forze armate israeliane hanno intercettato in acque internazionali tutte le imbarcazioni della missione umanitaria diretta a Gaza. Tra i 430 attivisti trasferiti verso il porto di Ashdod figurano 29 cittadini italiani, tra cui il parlamentare del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto, oltre a giornalisti, medici e storici attivisti della solidarietà.
Ieri la Marina militare israeliana ha intercettato e bloccato a largo di Cipro l’intera flotta della nuova missione umanitaria della Global Sumud Flotilla, partita dalla Turchia con oltre 50 imbarcazioni civili e centinaia di attivisti di nazionalità diverse con l’obiettivo di portare aiuti e assistenza medica alla popolazione della Striscia di Gaza.
Le operazioni di abbordaggio avvenute in acque internazionali tra le zone Sar greca, cipriota ed egiziana a circa 250 miglia nautiche dalla costa palestinese – e quindi illegali dal punto di vista del diritto internazionale – hanno portato al fermo di tutti i partecipanti alla spedizione. Tra le persone attualmente trattenute a bordo delle unità militari dello Stato ebraico si contano 29 cittadini italiani.
FERMATA LA NUOVA FLOTILLA. 29 ITALIANI PORTATI AD ASHDOD
Come già accaduto in passato, la Marina israeliana ha interrotto il tentativo della flottiglia di rompere il blocco navale di Gaza. I militari hanno aperto il fuoco contro sei imbarcazioni pacifiche, tra cui la nave Girolama che batte bandiera italiana, utilizzando proiettili di gomma contro gli equipaggi che mostravano le mani alzate.
Sul piano diplomatico, il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha incaricato l’Ambasciatore d’Italia in Israele Luca Ferrari di esigere dalle autorità locali la piena protezione, l’incolumità e un trattamento dignitoso per tutti i connazionali fermati.
Parallelamente, la macchina legale della missione ha formalizzato un esposto-denuncia per il reato di sequestro di persona aggravato dall’uso delle armi, che si aggiunge ai fascicoli già aperti dalla Procura di Roma per i precedenti episodi di aprile e dello scorso ottobre. I 29 italiani e i tre residenti nel nostro Paese sono in viaggio verso il porto di Ashdod, dove i rappresentanti consolari attendono di incontrarli per gestire le procedure amministrative, che prevedono l’espulsione immediata o entro le 24 ore, salvo l’eventualità di prolungamenti legati a indagini e interrogatori.
CHI È DARIO CAROTENUTO
Il nome di maggior rilievo politico tra i connazionali prelevati dalle forze israeliane è quello di Dario Carotenuto, deputato del Movimento 5 Stelle e unico membro del Parlamento italiano a essersi imbarcato nella spedizione umanitaria durante lo scalo in Turchia. Nato a Napoli e diplomato come perito informatico, ha lavorato come musicista prima di intraprendere stabilmente la carriera di giornalista e documentarista in Italia. Ha collaborato come responsabile dei contenuti multimediali con la trasmissione televisiva “Atlantide TV” guidata da Jacopo Fo, con il coinvolgimento di Dario Fo e Franca Rame. Ha inoltre contribuito alla creazione di un inserto animato per la celebre soap opera di Rai 3 “Un posto al Sole” e ha firmato la regia del documentario d’inchiesta sull’inquinamento da microplastiche nell’isola di Pasqua intitolato “M(o)ai + plastica”. Attualmente ricopre anche il ruolo di direttore responsabile della testata specializzata MadeInMind Magazine.
Sul versante politico, Dario Carotenuto ha iniziato la sua militanza nel 2005 iscrivendosi al primissimo meetup Amici di Beppe Grillo di Napoli, specializzandosi presto nella gestione della comunicazione territoriale e della grafica web per il Movimento. Successivamente è divenuto consulente per l’ufficio comunicazione del gruppo parlamentare del M5S alla Camera dei Deputati, ideando nel 2013 il format informativo web “5giornia5stelle”. Dopo alcune candidature non elette nei consigli comunali partenopei e alle politiche del 2013, è stato eletto deputato nel 2022 nel collegio uninominale di Napoli San Carlo all’Arena con il 45,49% dei consensi.
All’interno di Montecitorio ricopre l’incarico di segretario della XI Commissione Lavoro pubblico e privato ed è componente della Commissione parlamentare di vigilanza Rai. Già nel marzo del 2024, come esponente dell’intergruppo parlamentare per la pace tra Israele e Palestina, aveva preso parte a una delegazione civile giunta fino al valico di Rafah per denunciare i blocchi ai carichi di aiuti umanitari nel Sinai.
CHI SONO GLI ALTRI ATTIVISTI FERMATI DALL’IDF
Come riporta il Fatto Quotidiano, la delegazione dei cittadini italiani rimasti bloccati nell’arrembaggio della Marina israeliana annovera inoltre figure della politica locale, professionisti dell’informazione, personale medico e rappresentanti del mondo sindacale. Insieme al deputato pentastellato, a bordo del peschereccio Kasri Sadabat viaggiava Alessandro Mantovani, giornalista professionista e inviato speciale del quotidiano Il Fatto Quotidiano incaricato di documentare la traversata, affiancato da Ruggero Zeni, un attivista trentino di 69 anni da tempo impegnato sul fronte dei diritti umani.
Sull’imbarcazione denominata Don Juan si trovavano invece due noti esponenti della sinistra politica e sindacale toscana, quali Antonella Bundu, già consigliera comunale a Firenze e candidata alla presidenza della Regione Toscana per la lista Toscana Rossa alle ultime regionali, e Dario Salvetti, delegato sindacale e volto storico del collettivo di fabbrica dell’ex stabilimento Gkn di Campi Bisenzio.
Dalla Toscana anche i livornesi Claudio Paganelli e Federico Paganelli e il senese Alfonso Coletta, medico anestesista di Siena nato nel 1948, il quale è riuscito a diffondere un video di denuncia sui social network pochi istanti prima del sequestro del suo equipaggio. Tra i fermati anche Vittorio Sergi, docente di liceo presso l’istituto Rinaldini di Ancona, i cui studenti hanno proclamato uno sciopero immediato in segno di solidarietà, e Simona Losito, giornalista freelance barese di 29 anni che ha trasmesso aggiornamenti costanti dalla motonave Alcyone fino alle fasi concitate dell’arrembaggio. Il gruppo dei connazionali si completa con Danilo Gallina, ventottenne specializzato in Relazioni internazionali, Ilaria Mancosu, quarantaquattrenne originaria di Olbia e attiva da anni nei comitati di solidarietà con la popolazione di Gaza, l’attivista sardo Gianfranco Frongia e, infine, la componente più anziana della spedizione, Giuseppina Branca, infermiera di 79 anni residente a Cannero Riviera, nel Verbano-Cusio-Ossola, che partecipava al convoglio via terra stoppato in Libia.


