L’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada introduce l’obbligo di identificazione per i veicoli della micromobilità elettrica. Ecco come adeguarsi alle nuove norme
Svolta per la micro-mobilità urbana: dal 17 maggio tutti i proprietari di monopattini elettrici sono tenuti a dotare il proprio veicolo di un contrassegno identificativo, dopo la stretta sull’uso obbligatorio del casco, in vigore dal dicembre 2024. La riforma nasce per arginare il crescente numero di sinistri registrati nei centri urbani.
TARGA MONOPATTINO: COME RICHIEDERLA E QUANTO COSTA
I cittadini hanno a disposizione una procedura digitalizzata per richiedere il supporto identificativo da applicare al telaio del mezzo. L’iter ha inizio sul Portale dell’Automobilista, al quale si accede tramite SPID di secondo livello o Carta d’Identità Elettronica. L’utente deve compilare il modulo di richiesta per il rilascio del contrassegno, disponibile in una versione per maggiorenni e una per minorenni. In quest’ultimo caso l’istanza deve essere presentata e firmata da chi esercita la responsabilità genitoriale, fermo restando che l’età minima per guidare un monopattino elettrico è di 14 anni.
Successivamente, il richiedente deve effettuare il pagamento della tariffa N174 tramite la piattaforma PagoPA e caricare sul portale la documentazione richiesta, che include il modulo firmato, la ricevuta di versamento, la fotocopia di un documento di riconoscimento in corso di validità e, per i cittadini extra-UE, la copia del permesso o carta di soggiorno. Completata la verifica telematica, l’utente riceve una comunicazione via e-mail e può prenotare il ritiro del contrassegno presso l’Ufficio della Motorizzazione Civile selezionato.
In alternativa alla procedura online, la richiesta può essere presentata presso le agenzie di pratiche automobilistiche o gli uffici territoriali dell’Automobile Club d’Italia.
QUANTO COSTA LA TARGA PER IL MONOPATTINO
Il costo complessivo della pratica si aggira tra i 33 e i 35 euro. Nel dettaglio, il prezzo del contrassegno è pari a 8,66 euro (comprensivo di costi di produzione, Iva e maggiorazione per la sicurezza stradale), a cui vanno aggiunti 10,20 euro per i diritti di motorizzazione e 16,00 euro per l’imposta di bollo. Chi possiede più monopattini può ottimizzare la spesa presentando un’unica istanza cumulativa, pagando così un solo bollo per l’intera richiesta, fermi restando i diritti di motorizzazione e i costi di produzione per ciascuna targa.
COME FUNZIONA IL TARGHINO E DOVE METTERLO
Il sistema centrale genera una combinazione alfanumerica univoca stampata su una targa adesiva e catarifrangente. Il “targhino” è nominale e legato al codice fiscale del proprietario, non al mezzo fisico; pertanto, in caso di vendita del monopattino, il venditore deve rimuovere il contrassegno. La targa va applicata rigidamente sulla parte posteriore del mezzo, sul parafango o sul piantone dello sterzo, in modo da garantirne la massima visibilità. È necessaria la massima attenzione durante l’applicazione: il contrassegno è progettato con microtagli che ne determinano la frammentazione e il danneggiamento in caso di tentativo di rimozione o riposizionamento errato, obbligando l’utente a richiedere una nuova targa sostenendo nuovamente i costi.
COSA SI RISCHIA: LE SANZIONI
Per gli utenti che circolano sprovvisti del regolare contrassegno identificativo o della copertura assicurativa sono previste sanzioni pecuniarie severe che partono da cento euro e possono raggiungere i quattrocento euro, come stabilito dal Codice della Strada. A tale multa si associa il sequestro amministrativo del veicolo nei casi di mancata regolarizzazione o di alterazione dei dati della targa. I controlli possono essere effettuati da tutte le autorità competenti, tra cui Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizie locali, con la possibilità di una riduzione della sanzione in caso di pagamento entro cinque giorni dal verbale.
Il quadro sanzionatorio si estende anche alle altre regole di circolazione introdotte di recente. Chiunque guidi un monopattino elettrico è obbligato a indossare il casco protettivo, indipendentemente dall’età e anche sui mezzi a noleggio, per i quali l’utente deve dotarsi di una protezione propria. La violazione di questo obbligo comporta una multa compresa tra i 50 e i 250 euro. Restano infine sanzionabili tutti i comportamenti che violano i limiti di velocità fissati a 20 km/h (ridotti a 6 km/h nelle aree pedonali), l’assenza di dotazioni tecniche obbligatorie quali segnalatore acustico, frecce, freni, luci e l’uso di giubbotto o bretelle retroriflettenti ad alta visibilità durante le ore buie. Permane infine il divieto assoluto di circolare contromano, trasportare altre persone, oggetti o animali, e farsi trainare da altri veicoli.


