Il Cavallino tracolla in Borsa nel giorno dell’esordio della sua macchina elettrica: -7% a Piazza Affari e pioggia di critiche. All’orizzonte c’è il rischio concreto che si tratti della prima e ultima e-car Ferrari, dopo che anche Porsche e Lamborghini hanno abbandonato il mercato a causa della stessa domanda.
Stamattina al Quirinale Sergio Mattarella ha potuto vedere in anteprima la nuova Ferrari Luce, la prima macchina elettrica della casa di Maranello. Una rivoluzione per uno dei brand più identitari d’Italia, ma i commenti non sono affatto lusinghieri. E contro il nuovo modello si abbatte anche il giudizio negativo del mercato (-7%).
Quirinale, la Ferrari Luce viene presentata in anteprima al Presidente Mattarella pic.twitter.com/TO2qK9HC5s
— Quirinale (@Quirinale) May 26, 2026
SOLO UN PROBLEMA DI DESIGN?
Per gli appassionati una Ferrari senza il “rombo” del motore termico è già di per sé una contraddizione in termini. Se alle forme ben distanti dalla tradizione, affidate ai designer Ive e Newson, ci si può sempre abituare, difficile fare lo stesso di fronte al prezzo, 550.000 euro, ossia 90.000 in più del top di gamma, la Testarossa.
Considerazioni che portano tutte a un punto fondamentale: prezzo a parte, Luce riuscirà a imporsi come un prodotto davvero esclusivo? Se le curve ricalcano quelle della Tesla, con un allure di Apple, e il costo non è comparabile ai competitor cinesi, che senso ha l’operazione?
A CHI NON PIACE LA FERRARI LUCE
Fan a parte, tra i più scontenti si registra anche un tombale Luca Cordero di Montezemolo: l’ex presidente Ferrari boccia senz’appello: “si rischia la distruzione di un mito, spero che tolgano almeno il cavallino”
— Camilla Conti (@petunianelsole) May 26, 2026
Per Carlo Calenda, ex manager del Gruppo e un tempo vicino alla famiglia Elkann, si tratta addirittura di un “insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari”. Il leader di Azione, che non manca occasione per commentare le mosse dell’erede dell’avvocato Agnelli, spara a zero su John e passa all’elenco di tutte le recenti défaillance:
La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari o, come nel mio caso, ci ha lavorato. Complimenti a #Elkann che dopo aver semidistrutto o alienato Marelli, Comau, Iveco, Fiat, Alfa, Maserati, Lancia, Scuderia Ferrari, Juventus, Repubblica e Stampa ci… https://t.co/lAq8iEaeYm
— Carlo Calenda (@CarloCalenda) May 26, 2026
COSA MANCA ALLA FERRARI LUCE?
Ma a parte il motore, cosa manca davvero alla Ferrari Luce? Secondo l’ex direttore di Quattroruote Gian Luca Pellegrini, il problema non è lo stile, quanto il “rapporto che un oggetto di questo genere instaura con il tempo”. Se l’attenzione di tutto si concentra infatti sugli aspetti estetici, “La vera innovazione della Luce” scrive l’ex direttore di Quattroruote “non sono i millemila cavalli, né l’accelerazione, né la tecnologia di bordo, tutte cose replicabili a minor costo. La vera innovazione consiste nell’avere preso il problema più delicato dell’auto elettrica — il suo rapporto con il tempo — per provare a trasformarlo in modello industriale” (Pellegrini si riferisce nello specifico alla dotazione di batterie da 122 kwh sostituibili in modo da poter diventare ancora più efficienti in futuro).
Mentre per quanto riguarda lo stile, argomenta: “il problema non è che la Luce sia priva di identità. Anzi. Il problema è che quell’identità sembra provenire da un altrove culturale che Ferrari, storicamente, non ha mai abitato. Perché Ive e Newson non sono due designer ai quali chiedere una forma (…) E quando si applica una voce così potente a un marchio che possiede già una propria voce, il rischio non è l’assenza di identità; è l’eccesso di identità. Altrui”.


