Il parlamento dello Stato di New York ha approvato un disegno di legge che sospende per 12 mesi i permessi per la costruzione di nuove infrastrutture su larga scala dedicate all’intelligenza artificiale: ecco perché
Un bilanciamento tra la rincorsa allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, la stabilità delle reti elettriche e la tutela delle risorse ambientali. L’assemblea legislativa dello Stato di New York ha approvato una misura che istituisce una moratoria di un anno sui permessi per i nuovi grandi data center, ponendo l’Empire State all’avanguardia in una potenziale stretta normativa nazionale.
La decisione finale spetta ora alla governatrice democratica Kathy Hochul, la cui firma potrebbe trasformare lo Stato nell’apripista di una regolamentazione rigorosa sulle infrastrutture critiche del futuro, sfidando le aspre critiche del mondo imprenditoriale.
IN COSA CONSISTE IL BAN DEI DATA CENTER
Il provvedimento legislativo, il “Responsible Data Center Development Act”, rappresenta una sintesi strutturata di precedenti iniziative ed è stato introdotto da Kristen Gonzalez, senatrice democratica e presidente della Commissione Internet e Tecnologia del Senato, con il supporto di Didi Barrett, membro dell’Assemblea e presidente della Commissione Energia.
La normativa blocca per dodici mesi il rilascio di autorizzazioni statali per i nuovi impianti che superano un picco di carico di 20 megawatt. Una pausa pensata, secondo Politico, per fornire il tempo necessario per definire regole precise senza la pressione di un mercato in espansione sregolata.
COSA SUCCEDE DOPO LA SOSPENSIONE
Al termine della sospensione, la legge impone requisiti strutturali particolarmente onerosi. Secondo il New York Post, per le strutture superiori a 20 megawatt sarà vietato ottenere sussidi dalle società di servizi pubblici per gli allacciamenti idrici o elettrici, e verrà imposto l’utilizzo prevalente di energie rinnovabili entro il 2040. Inoltre, i costruttori dovranno conformarsi a rigidi standard lavorativi: per i centri sopra i 5 megawatt sarà obbligatorio garantire i salari sindacali di settore, integrare programmi di apprendistato per la forza lavoro e utilizzare unicamente ferro o acciaio di produzione statunitense. Prima di ogni approvazione futura, gli operatori saranno vincolati a organizzare audizioni pubbliche nei territori interessati e a varare programmi di investimento a beneficio delle comunità ospitanti.
I DATA CENTER SONO SOSTENIBILI? PERCHÉ LE COMUNITÀ SI OPPONGONO
Malgrado lo scontento dell’industria tech, sarà difficile arrestare la mobilitazione pubblica contro il costo economico e ambientale di tali strutture. I grandi server dell’intelligenza artificiale sono infrastrutture altamente energivore, bisognose di elettricità costante e volumi immensi di acqua per raffreddare i processori. I residenti denunciano il sovraccarico delle reti elettriche, l’aumento vertiginoso delle bollette, l’inquinamento acustico costante e la scarsa creazione di occupazione a lungo termine. Un recente sondaggio della Quinnipiac University evidenzia l’irrigidimento dell’opinione pubblica, rivelando che il 65% per cento degli americani è oggi contrario all’apertura di un data center nella propria comunità.
Una sfida globale, che riguarda ormai anche l’Italia, come dimostra la legge regionale approvata dal Consiglio della Lombardia, volta a regolamentare i parametri urbanistici ed ecologici per la costruzione dei data center sul proprio territorio.


