Skip to content

Autostrada a4 brescia-padova

A4 Brescia-Padova, perché Conftrasporto contesta la concessione senza gara all’in house del MEF

La confederazione della mobilità presenta un esposto contro il progetto di affidamento dell’Autostrada A4 Brescia-Padova a Concessioni Autostradali Venete, paventando rincari sulle tariffe. 

Conftrasporto si oppone alla concessione senza gara dell’Autostrada A4 Brescia-Padova alla società Concessioni Autostradali Venete, in house partecipata da Mef e Regione Veneto. Un progetto a cui lavorano da tempo il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e il neogovernatore Alberto Stefani, con l’obiettivo di consegnare l’autostrada (e quindi l’incasso dei pedaggi) alla Regione alla scadenza dell’attuale concessione, fissata per fine anno.

Ma secondo la principale associazione di categoria del settore logistico, l’esclusione di una procedura pubblica minaccia la trasparenza del mercato e rischia di scaricare sui pedaggi autostradali la mancanza di dinamiche competitive, con pesanti ricadute economiche su autotrasportatori e automobilisti.

LA RICHIESTA DI CONFTRASPORTO AD ANAC E BRUXELLES

In teoria, le regole comunitarie privilegerebbero le procedure di gara per la gestione di asset strategici a lungo termine. E la stessa Autorità anticorruzione ha recentemente inviato una nota ufficiale al governo sollecitando il tempestivo bando di una gara pubblica e segnalando il rischio latente di una perdita di benefici economici diretti per lo Stato. L’intera operazione è ora sottoposta all’attenzione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e agli organi della Commissione Europea su iniziativa di Conftrasporto.

IL MIT ESCLUSO: IL NODO SULLA COMPAGINE DI CAV

A essere contestata è anche l’architettura societaria di CAV, che renderebbe controverso l’esercizio di un controllo diretto e sostanziale da parte del dicastero concedente, configurando un potenziale vizio di legittimità.

Infatti, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ossia il soggetto che dovrebbe affidare la tratta, non detiene alcuna partecipazione azionaria in Concessioni Autostradali Venete ed è estraneo alla compagine. Il capitale sociale della società autostradale è ripartito pariteticamente tra la Regione Veneto e Autostrade dello Stato S.p.A., entità quest’ultima integralmente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

IL MODELLO IN-HOUSE È APPLICABILE?

La contestazione di Conftrasporto si concentra anche sul rispetto dei requisiti del modello “in house”, una formula eccezionale che richiede per legge il cosiddetto controllo analogo da parte dell’ente concedente. “È evidente che la scelta annunciata per l’affidamento delle tratte autostradali è in contrasto con il diritto comunitario e rischia di alterare profondamente il mercato”, spiega a Policy Maker Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto. “Non ravvisiamo i requisiti che possono giustificare un affidamento in house, e abbiamo voluto esprimere le nostre preoccupazioni”.

I RISCHI DI UN AFFIDAMENTO SENZA GARA

Secondo l’associazione di categoria, inoltre, l’assenza di un confronto concorrenziale elimina l’unico strumento idoneo a selezionare l’operatore capace di offrire tariffe sostenibili e standard elevati. “Nel corso degli anni abbiamo avuto un sistema che ha permesso investimenti e miglioramenti della rete al servizio degli utenti. Si apre, invece, uno scenario di profonda incertezza sia in termini di gestione delle tratte che di contenziosi legali, che impatteranno negativamente sugli operatori” , prosegue Russo. “Oltretutto, la gestione delle infrastrutture operata dalla società individuata per l’eventuale l’affidamento diretto non ci pare abbia dato risultati particolarmente positivi per l’utenza in tema di costo del pedaggio, in generale di investimenti. Infine, c’è un forte rischio di privare le casse dello Stato di risorse che invece si potrebbero ottenere da una gara pubblica, come successo con la gara di affidamento dell’autostrada del Brennero”.

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Torna su