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Onorato centristi

Onorato, Magi, Ruffini e Maraio: cos’è e chi c’è nel “coordinamento dei centristi” (anti-Renzi?)

Onorato lancia il “coordinamento dei centristi” con Magi, Ruffini e Maraio. Una manovra contro Italia Viva? Ecco in cosa consiste e qual è l’obiettivo dell’aspirante quarta gamba del campo largo

Nonostante gli appelli di Elly Schlein – “parlatevi tra voi” – l’affollatissimo centro del centrosinistra non ha ancora partorito una proposta unitaria. Chi prova a tirare le fila è l’assessore romano Alessandro Onorato, guida del Progetto Civico Italia, che pochi giorni fa ha annunciato la nascita di un “tavolo di coordinamento” tra le varie anime di quest’area per evitare il rischio di una corsa in ordine sparso.

Mentre le sigle si affastellano, lo scoglio principale rimane il rapporto di ciascuna forza con Matteo Renzi e la sua Casa Riformista, che, pur fuori dalla foto con i leader del campo largo, non ci sta a rinunciare al suo posto dentro la coalizione.

ONORATO LANCIA IL “COORDINAMENTO DEI CENTRISTI”: COS’È E A COSA PUNTANO

Il rampante Onorato piace a molti, dentro e intorno al Pd (ecco a chi) ed è per questo che sembra la guida naturale per questa area in costruzione. Al tavolo da lui annunciato hanno già aderito il segretario di Più Europa Riccardo Magi e il segretario del Partito Socialista Italiano Enzo Maraio. A completare il quartetto iniziale si aggiunge Ernesto Maria Ruffini, l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, che partecipa attraverso i suoi comitati civici denominati Più Uno.

Si cerca la sintesi in un contenitore comune in grado di presentarsi con una lista unica alle prossime elezioni politiche, mossa necessaria per superare la soglia di sbarramento del 3% prevista dalla legge elettorale e per esprimere un’eventuale candidatura autonoma alle primarie di coalizione. L’obiettivo è riunire le forze di centro e controbilanciare lo sbilanciamento a sinistra del campo largo.

Ma sotto sotto si coltiva anche la speranza che in caso di pareggio o di stallo insuperabile tra le opposte leadership di Conte e Schlen, il nome del possibile federatore del centrosinistra possa essere pescato proprio da quest’area.

CHI POTREBBE UNIRSI

Il nascituro coordinamento intende allargare i propri confini e punta ad attrarre diverse personalità dell’area riformista che si vedono dentro il campo largo. Esclusa in principio quindi la pista che porterebbe strada a Pina Picierno e al suo Spazio Pubblico, più prossimi ad Azione e quindi a un terzo polo alternativo al binarismo centrosinistra-centrodestra.

Tra i principali sponsor del progetto c’è da sempre il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che ha anche aperto formalmente l’assemblea nazionale del partito di Onorato tenutasi a Roma.

Nei retroscena politici vengono citati con insistenza anche i profili di Franco Gabrielli, ex capo della Polizia ed ex sottosegretario di Stato – sono in molti ad assegnargli il Viminale in un ipotetico governo a trazione campo largo –  e il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

Nella medesima galassia si muove inoltre l’ex ministro delle Politiche giovanili e dello Sport ed ex esponente pentastellato Vincenzo Spadafora, attuale leader del movimento Primavera.

Resta invece fuori dalla partita la sindaca di Genova Silvia Salis, che dopo un periodo di forte esposizione mediatica ha smentito le ipotesi su una sua possibile guida della coalizione, confermando la volontà di proseguire esclusivamente il mandato amministrativo locale.

UN’OPERAZIONE ANTI-RENZI?

Il malcelato sospetto di Renzi è che l’attivismo di Onorato si debba alle strategie di Goffredo Bettini e di Giuseppe Conte per ridimensionare il peso di Italia Viva dentro al campo largo.

Di certo c’è che il network di Casa Riformista correrà in solitaria alle elezioni con un nuovo simbolo che verrà svelato alla Leopolda di ottobre e non confluirà nel nuovo contenitore di centro.

Se con Onorato le divergenze sono note, e con Ruffini non sembra possibile una sintesi, è Magi a valutare un ponte con l’ex presidente del Consiglio. Il motivo è l’emendamento in teoria anti Vannacci, nella pratica anche anti +Europa, che rischia di imporre al suo partito una complessa raccolta firme per potersi presentare al voto. Dal canto suo Renzi è esentato dall’obbligo di presentare le sottoscrizioni e trarrebbe beneficio dall’assenza di un competitor.

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