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PagoPA

Ecco com’è cambiata la capacità di riscossione dei Comuni: lo studio PagoPA-RAgioneria

Ecco cosa dice lo studio congiunto della Ragioneria Generale dello Stato e della società PagoPA sulla capacità di riscossione dei Comuni nell’era dei pagamenti digitali

La transizione digitale della Pubblica Amministrazione si traduce in risorse economiche tangibili per le casse degli enti locali. È quanto emerge dallo studio econometrico congiunto tra l’Unità di Missione Next Generation EU, l’Ispettorato Generale per la Finanza delle Pubbliche Amministrazioni della Ragioneria Generale dello Stato e la società PagoPA.

L’indagine dimostra come la digitalizzazione dei pagamenti costituisca il fattore determinante per l’efficienza finanziaria dei Comuni:crecuperati fino a 469 milioni di euro di risorse reali nel periodo 2021-2024, con un netto miglioramento della riscossione per TARI, sanzioni stradali e servizi scolastici.

COSA DICE LO STUDIO SULLA RISCOSSIONE DEI COMUNI

I modelli statistici applicati nello studio, consultabile sul sito della Ragioneria Generale dello Stato, quantificano con precisione l’impatto della piattaforma PagoPA, stimando un recupero di risorse reali per i bilanci comunali compreso tra i 243 e i 469 milioni di euro a livello nazionale nel periodo analizzato tra il 2021 e il 2024.

I tassi di riscossione hanno registrato incrementi specifici pari allo 0,9% per la TARI, al 2,4% per le sanzioni del Codice della Strada e al 3,3% per le tariffe relative a mense scolastiche e asili nido. Solamente nel corso del 2024, il sistema ha intercettato il 38% delle entrate tributarie, al netto dell’IMU, e ben il 60%delle entrate extratributarie dei Comuni italiani, segnando una dinamica di crescita continua con un aumento dei volumi di incasso del 12% nell’ultimo anno.

L’IMPATTO DEL PNRR E LE PROSPETTIVE DI CRESCITA

Dalla sua introduzione nel 2016, l’architettura di sistema ha registrato una crescita rapida e costante. Le proiezioni a fine 2025 indicano un totale di circa 450 milioni di transazioni per un controvalore superiore ai 100 miliardi di euro, coinvolgendo 21mila enti e 46 milioni di utenti.

Un’accelerazione è fortemente sostenuta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Tra il 2022 e il 2025, circa il 77 percento dei Comuni ha risposto agli avvisi del Dipartimento per la Trasformazione Digitale, portando la quasi totalità degli enti, per un totale di 7.892 amministrazioni, a integrare stabilmente la piattaforma con una media di 39 servizi attivi ciascuno.

“Questa massa critica di dati e transazioni  – commenta Michelangelo Quaglia, Chief Data Officer di PagoPA – non è solo un traguardo tecnologico, ma la base che rende possibili i benefici misurati dallo studio: l’automazione dei processi e la semplicità dei pagamenti si traducono direttamente in una maggiore capacità di riscossione per gli enti, dimostrando come un’infrastruttura moderna sia in grado di abbattere le barriere tra amministrazione e cittadino”

IN COSA CONSISTONO I SERVIZI DI PAGOPA PER I COMUNI

L’infrastruttura tecnologica statale è stata progettata per favorire la diffusione dei servizi pubblici digitali, semplificando radicalmente il rapporto tra cittadino e amministrazione locale. A livello operativo, la piattaforma garantisce agli enti la certezza dell’abbinamento del versamento al singolo avviso emesso e fornisce in tempo reale l’informazione del pagamento avvenuto.

Un’architettura che si traduce in una profonda reingegnerizzazione dei processi interni, abbattendo le barriere procedurali e generando una drastica riduzione degli errori, dei tempi di lavorazione e dei costi di gestione, sia in termini di spese operative che di personale.

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