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Balogun

Mondiali, tutto sul caso Balogun: cosa dice l’articolo 27 del Codice Fifa, i precedenti e il ruolo di Scott Goodwin

La squalifica del giocatore della nazionale statunitense Folarin Balogun viene sospesa dopo la telefonata del presidente Donald Trump a Gianni Infantino

La FIFA sospende il cartellino rosso rimediato contro la Bosnia dal miglior marcatore della nazionale americana, Folarin Balogun. Secondo il New York Times, dietro il provvedimento, che non ha precedenti nella storia dei mondiali, ci sarebbe un intervento diretto dalla Casa Bianca. L’indiscrezione è stata poi confermata anche da Associated Press e da AFP.

CHE COSA È SUCCESSO: LA TELEFONATA DI TRUMP A INFANTINO

L’episodio chiave ha avuto luogo durante i sedicesimi di finale a Santa Clara, in California, lo scorso giovedì, quando l’attaccante della nazionale statunitense e del Monaco Folarin Balogun ha ricevuto un cartellino rosso diretto per un fallo, involontario ma molto pericoloso, ai danni del difensore bosniaco Tarik Muharemovic.

L’arbitro brasiliano Raphael Claus ha estratto il cartellino dopo una revisione al video, decretando di fatto l’automatica squalifica del giocatore per il successivo match contro il Belgio, in base al regolamento.

Nelle ore successive, il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump ha telefonato personalmente al presidente della Fifa Gianni Infantino per chiedere una revisione della sanzione. La Casa Bianca avrebbe fatto pressing anche tramite il segretario al Commercio Howard Lutnick e il direttore esecutivo della task force per i Mondiali Andrew Giuliani.

COSA DICE L’ARTICOLO 27 DEL CODICE DISCIPLINARE FIFA

Ieri la commissione disciplinare ha annunciato la sospensione del provvedimento, tra lo stupore della federazione belga. “Ai sensi dell’articolo 27 del Codice Disciplinare Fifa – recita il comunicato diffuso dalla federazione calcistica – l’esecuzione della giornata di squalifica è sospesa per un periodo di prova di un anno. Qualora Folarin Balogun commetta un’altra infrazione di natura e gravità analoghe durante il periodo di prova, la squalifica sarà revocata e la sanzione applicata, fatta salva qualsiasi ulteriore sanzione inflitta per la nuova infrazione”.

Ergo, la squalifica automatica prevista dall’articolo 66.4 non è stata formalmente cancellata, bensì congelata in virtù dell’articolo 27 del Codice disciplinare della Fifa, norma che consente agli organi giudiziari indipendenti di sospendere totalmente o parzialmente l’attuazione di una misura disciplinare, vincolando il giocatore a un periodo di prova. Di conseguenza, il provvedimento resta pendente e verrebbe riattivato immediatamente in caso di un’infrazione analoga. Si tratta di un’interpretazione che di fatto aggira l’inappellabilità delle decisioni prese sul campo e che la federazione belga ha duramente contestato, ritenendola in palese contraddizione con le regole basilari e il fair play della competizione mondiale.

IL RUOLO DI SCOTT GOODWIN: CHI È

Nella vicenda sarebbe decisivo il ruolo di Scott Goodwin, co-fondatore e socio amministratore di Diameter Capital Partners, un fondo speculativo con sede a New York fondato nel 2017 assieme al manager finanziario Jonathan Lewinsohn.

Investitore statunitense specializzato nei mercati del credito con un passato in Citigroup e Anchorage Capital Group, Goodwin avrebbe portato all’attenzione dell’amministrazione Trump una serie di accuse rivolte all’arbitro Raphael Claus riguardo a presunte irregolarità in Brasile.

L’imprenditore si era già rivelato fondamentale per le sorti del calcio americano: dopo la delusione in Copa América, aveva guidato l’iniziativa privata per sostituire l’ex commissario tecnico Gregg Berhalter. In quell’occasione, pur avendo inizialmente sondato la disponibilità dell’allenatore tedesco Jürgen Klopp, aveva promosso l’assunzione di Mauricio Pochettino. L’operazione era stata supportata economicamente dall’amministratore delegato di Citadel Kenneth Griffin e agevolata da ex calciatori e manager sportivi come Alecko Eskandarian, Kyle Martino e Sean Feeney, che lo hanno aiutato a raccogliere i fondi per garantire il salario da record del nuovo allenatore.

I PRECEDENTI

L’utilizzo dell’articolo 27 per sospendere una sanzione non è un inedito assoluto, sebbene non fosse mai stato applicato a torneo in corso per aggirare la squalifica di un giocatore espulso nella partita precedente.

L’attaccante portoghese Cristiano Ronaldo aveva beneficiato di una rimodulazione simile in passato, quando le tre giornate di squalifica comminategli durante le qualificazioni furono in parte sospese per un anno di prova, permettendogli di disputare regolarmente le prime gare della competizione mondiale.

Per ritrovare invece un’ingerenza governativa capace di sovvertire un’espulsione durante una fase finale bisogna risalire all’edizione in Cile del 1962. In quell’occasione, l’ala brasiliana Garrincha fu espulsa in semifinale contro i padroni di casa, ma le forti pressioni esercitate dalle massime cariche istituzionali del suo Paese, tra cui l’allora primo ministro Tancredo Neves, fecero in modo che il provvedimento non venisse messo a referto dall’arbitro, consentendo così all’atleta di scendere in campo e vincere la successiva finale contro la Cecoslovacchia.

Crediti foto Balogun: Bryan Berlin, Wikimedia Commons

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