Le attività dell’associazione romana Liberi Nantes al centro dell’incontro organizzato da Fondazione Lottomatica e Fondazione Laureus
Lo sport come acceleratore sociale imprescindibile, capace di superare barriere culturali e linguistiche per restituire speranza a chi vive in contesti di marginalità.
È questo il fulcro del messaggio lanciato lo scorso 4 luglio a Corvara in Badia in occasione della 39esima edizione della Maratona dles Dolomites – Enel 2026, dedicata quest’anno alla pace. Protagonista dell’incontro organizzato da Fondazione Lottomatica e Fondazione Laureus Italia il progetto dell’associazione romana Liberi Nantes.
CHE COS’È LIBERI NANTES
Attiva dal 2007 nel quartiere romano di Pietralata, Liberi Nantes è un’associazione che garantisce l’accesso gratuito alla pratica del calcio e dell’atletica a rifugiati, richiedenti asilo e persone in situazione di forte fragilità. Si tratta della prima squadra sportiva in Italia a essere formata interamente da rifugiati, un traguardo storico che le ha garantito il riconoscimento da parte dell’UNHCR come modello d’eccellenza per l’integrazione. L’approccio dell’organizzazione non si limita unicamente al campo da gioco, ma include una rete strutturata di percorsi educativi, culturali e di accompagnamento sociale concepiti per stimolare il confronto quotidiano tra individui provenienti da nazioni e background differenti.
L’INCONTRO ALLA MARATONA: TEMI E PROTAGONISTI
Al tavolo dei relatori sono intervenuti Daria Braga, direttrice di Fondazione Laureus Italia, Michil Costa, presidente della Maratona dles Dolomites, Alberto Urbinati, presidente dell’associazione protagonista del progetto, e Riccardo Capecchi, presidente di Fondazione Lottomatica.
Al centro del confronto lo sport e la pace come motori fondamentali per lo sviluppo sociale e il dialogo. Ampio spazio alla costruzione di comunità inclusive e coese, con una riflessione specifica sulla necessità di sostenere le periferie delle grandi città attraverso progetti a lungo termine capaci di aggregare, accogliere ed educare le giovani generazioni, offrendo un’opportunità di riscatto a chi vive in situazioni di vulnerabilità.

