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Nomine Crea

Nomine Crea, la lettera dei ricercatori e la diffida del Ministero a Repubblica: cosa sta succedendo

Repubblica dà notizia di una lettera firmata da eminenti scienziati in cui si contesta la selezione dei nuovi direttori del Crea. Il Ministero dell’Agricoltura respinge le accuse di ingerenza definendole prive di fondamento e annuncia vie legali. Chi sono i direttori nominati e la difesa del Masaf

Scintille tra il Ministero dell’Agricoltura e Repubblica attorno al rinnovo dei vertici scientifici del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea), ente vigilato dal dicastero retto da Francesco Lollobrigida.

Parte della comunità scientifica sarebbe insorta sollevando dubbi sui profili scelti per guidare i centri di ricerca dell’ente, paventando il rischio di una perdita di autorevolezza scientifica: ne dava notizia ieri il quotidiano diretto da Mario Orfeo, puntando il dito contro il ministro e attribuendogli un’indebita ingerenza sulle nomine. Poche ore dopo il Masaf risponde con una nota in cui smentisce la ricostruzione e diffida la testata, negando qualunque tipo di condizionamento politico nelle selezioni.

CHI SONO I DIRETTORI DEL CREA

Le designazioni per la guida dei centri di ricerca sono state ufficialmente annunciate l’8 aprile scorso attraverso una nota dell’ente. In quell’occasione, il consiglio di amministrazione del Crea, su proposta del presidente Andrea Rocchi, aveva approvato le proposte di nomina dei nuovi direttori per 11 centri di ricerca.

Si tratta di Glauco Gallotti, che guida il centro Agricoltura e Ambiente, Stefania Ruggeri per Alimenti e Nutrizione, Stefano Speranza per Difesa e Certificazione, Raoul Romano per Foreste e Legno, Riccardo Velasco per Genomica e Bioinformatica, Elio Romano per Ingegneria e Trasformazioni alimentari, Daniele Massa per Orticoltura e Florovivaismo (riconfermato), Milena Petriccione per Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, Alessio Tola per Politiche e Bioeconomia, Walter Chitarra per Viticoltura ed Enologia e Angelo Coletta per Zootecnica e Acquacoltura.

LA LETTERA DEI RICERCATORI E L’ARTICOLO DI REPUBBLICA

Già nei mesi precedenti due sindacati (Flc Cgil e Usb) avevano criticato le scelte dei direttori. Alle contestazioni s’era aggiunto anche l’onorevole Leonardo Donno del Movimento 5 Stelle, che aveva presentato un’interrogazione rivolta al Ministero dell’Agricoltura.

Sulla vicenda è tornata ieri la Repubblica, che accusava apertamente il MASAF di ingerenza nelle nomine . Il quotidiano dava notizia di una lettera firmata da 17 autorevoli esperti del settore in cui si esprimono forti dubbi sulle decisioni della direzione del Crea. Stando a quanto si legge, secondo i firmatari, «i curricula di alcuni dei nuovi direttori sembrano riflettere il profilo scientifico di un giovane borsista e non quello di un ricercatore maturo» e si evidenzia il rischio che l’istituto «perda autorevolezza scientifica». In particolare, i dubbi si concentrano sulla direzione del centro di genomica e bioinformatica, dove secondo la lettera «è stato nominato un professore di Meccanica Agraria che si occupa di meccanizzazione forestale e sicurezza del lavoro».

CHI FIRMA LA LETTERA APPARSA SU REPUBBLICA

Tra le personalità di rilievo che hanno sottoscritto il documento vengono citati il premio Nobel Giorgio Parisi, la senatrice a vita Elena Cattaneo, i professori emeriti Paola Bonfante dell’Università di Torino e Paolo Costantino dell’Università La Sapienza, oltre a Annalisa Rosselli, presidente della commissione ricerca dell’Accademia dei Lincei, e Stefania Masci, presidente della Società Italiana di Genetica Agraria.

LA DIFFIDA DEL MASAF

A stretto giro arriva la replica del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, che smentisce categoricamente le indiscrezioni definendo l’articolo di Repubblica «totalmente privo di fondamento». Il dicastero ha voluto precisare che né il ministero né il ministro Francesco Lollobrigida possiedono «alcuna competenza specifica nella selezione interna dei direttori». La procedura di assegnazione degli incarichi viene infatti ascritta, in base alle norme e ai regolamenti dell’istituto, all’«autonoma decisione delle commissioni e degli organi deputati».

Il comunicato ministeriale respinge ogni ipotesi di condizionamento politico nelle procedure interne, specificando che «nessuno dei selezionati nella procedura è conosciuto personalmente dal ministro e qualsiasi notizia su presunte sue ingerenze non è solo infondata ma gravemente diffamatoria».

A seguito di queste dichiarazioni, la nota informa che il ministro Francesco Lollobrigida «ha già dato mandato ai suoi legali per valutare azioni a tutela della sua onorabilità» e, contestualmente, «diffida gli operatori dell’informazione dal pubblicare articoli tendenziosi a tal riguardo».

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