Nasce a Bruxelles l’European Chamber of Concessionaires and Public-Private Partnerships (ECP), la nuova associazione europea dedicata alla promozione dei partenariati pubblico-privati. Ecco quali sono gli obiettivi e chi ne fa parte
L’Europa si trova di fronte a una sfida infrastrutturale complessa, stretta tra la necessità di accelerare la transizione energetica, promuovere la digitalizzazione, sviluppare una mobilità sostenibile e garantire la resilienza dei propri servizi essenziali.
In questo scenario, in cui la mobilitazione di capitali di lungo periodo risulta fondamentale, ha ufficialmente preso forma a Bruxelles un nuovo soggetto istituzionale concepito per catalizzare risorse e competenze attraverso una rinnovata collaborazione tra il settore privato e le amministrazioni pubbliche statali e comunitarie.
CHE COS’È L’ECP E QUALI SONO I SUOI OBIETTIVI
La European Chamber of Concessionaires and Public-Private Partnerships (ECP) è una neonata associazione europea concepita per rappresentare formalmente, presso le istituzioni comunitarie, tutte le organizzazioni attive nello sviluppo, nella modernizzazione e nella gestione di opere pubbliche tramite modelli di concessione.
Il nuovo organismo si propone come una piattaforma continentale in continua espansione, destinata ad accogliere progressivamente operatori e associazioni provenienti dai diversi Stati membri. Il campo di azione copre settori vitali per la quotidianità dei cittadini europei, spaziando dai trasporti e la mobilità alla gestione delle risorse idriche, fino ai servizi ambientali, all’energia e alle grandi strutture sociali.
La prima iniziativa ufficiale del sodalizio è stata la presentazione a Bruxelles dello studio accademico “Building the roads of tomorrow”, coordinato dal professor José Manuel Vassallo dell’Università Politecnica di Madrid in collaborazione con GAMES Economics. L’analisi approfondisce il potenziale dei partenariati pubblico-privati in risposta alle esigenze continentali, ricollegandosi ai principi evidenziati da Mario Draghi ed Enrico Letta nei loro rispettivi e recenti rapporti riguardanti il futuro della competitività europea e l’integrazione del mercato unico.
CHI NE FA PARTE
La spinta propulsiva per la creazione del nuovo ente è arrivata da un nucleo di attori internazionali che condividono la medesima visione sull’importanza delle concessioni per l’interesse generale: si tratta di Mundys e CriteriaCaixa, affiancate direttamente dalla Chamber of Concessionaires of Infrastructure, Equipment and Public Services.
Per quanto riguarda la governance, la presidenza della camera è stata affidata a Christian Masset, già ambasciatore di Francia in Italia e in Giappone, oltre ad aver ricoperto il ruolo di ex Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri francese; attualmente, Christian Masset ricopre l’incarico di presidente di Azzurra, la holding italo-francese parte del Gruppo Mundys che controlla il gruppo Aéroports de la Côte d’Azur.
Il presidente sarà affiancato da tre vice: Francesc Sibina Buron, Leduina Petrone e A. Rey. Completa la squadra dirigenziale dell’attuale Consiglio direttivo Alberto Dorrego de Carlos, designato Segretario dell’Organo di Governo.
QUAL È L’OBIETTIVO DELL’ECP
Il traguardo principale dell’organizzazione consiste nel contribuire attivamente e concretamente al processo legislativo dell’Unione europea, facendosi portavoce di un quadro normativo che possa agevolare la mobilitazione degli investimenti necessari per affrontare le sfide della competitività e della transizione verde.
Il tempismo della costituzione coincide strategicamente con l’avvio, registrato nel corso di questo stesso anno, del processo di revisione formale delle direttive europee sugli appalti pubblici e sulle concessioni. L’associazione intende dimostrare, portando come prova tangibile anche gli studi accademici promossi, che l’apporto dei partner privati permette di finanziare il potenziamento delle reti transfrontaliere senza necessariamente gravare sul debito pubblico nazionale o incrementare la pressione fiscale sui cittadini.
L’intento finale è quello di far convergere le capacità di pianificazione e supervisione tipiche delle amministrazioni pubbliche con l’efficienza, la solidità finanziaria e la spinta all’innovazione degli operatori specializzati.

