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Saverio Valentino

Chi è Saverio Valentino, nuovo presidente dell’Antitrust

Si sblocca anche l’impasse per la nomina del presidente dell’Antitrust: il posto di Roberto Rustichelli va a Saverio Valentino. Da sciogliere il nodo sul suo sostituto nel collegio, mentre la Lega ora punta il vertice Anac

Ecco la svolta attesa per l’Antitrust, dopo la nomina a presidente della Consob di Guido Stazi in quota Forza Italia.

La casella dell’Antitrust se la prende Fratelli d’Italia: i presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, hanno infatti ufficializzato la nomina del favorito della vigilia, promuovendo l’avvocato cassazionista Saverio Valentino, già componente del collegio a tre dal giugno del 2023, al vertice dell’autorità indipendente garante della concorrenza e del mercato.

Resta ora da nominare il suo sostituto nel collegio e assegnare un’altra authority alla Lega, rimasta fin qui a mani vuote, ma desiderosa di decidere la partita dell’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, in scadenza a settembre.

CHI È SAVERIO VALENTINO

Classe 1971, nato a Roma, Saverio Valentino possiede un solido curriculum nel campo della regolazione dei mercati e del diritto della concorrenza italiano ed europeo.

Dopo la laurea con lode alla Sapienza nel 1995, ha perfezionato la sua formazione accademica conseguendo un master in diritto comunitario al Collegio d’Europa di Bruges nel 1996 e un successivo master in legge presso la University of Chicago Law School nel 2000.

Iscritto all’Ordine degli avvocati di Roma dal 1999 e a quello di New York dal 2001, ha ottenuto l’abilitazione al patrocinio davanti alla Corte di Cassazione nel 2013. Nella sua lunga carriera ha collaborato per sei mesi con la Direzione generale I della Commissione europea, occupandosi di politiche commerciali multilaterali, e ha difeso importanti gruppi aziendali dinanzi alle corti dell’Unione europea, ai tribunali italiani e alle stesse autorità garanti.

Il nuovo presidente è figlio di Giuseppe Valentino, storico esponente della destra italiana, già parlamentare di Alleanza Nazionale e del Popolo della Libertà, sottosegretario alla Giustizia nei governi guidati da Silvio Berlusconi e presidente della Fondazione Alleanza nazionale. All’Antitrust prende il posto di Roberto Rustichelli, magistrato in carica dal maggio 2019, le cui funzioni direttive erano state temporaneamente assunte da Elisabetta Iossa, anch’essa componente dell’organismo.

CHI SOSTITUIRÀ VALENTINO NEL COLLEGIO

Con il passaggio al vertice dell’Autorità, si apre immediatamente la questione della successione per la poltrona lasciata vuota nel collegio.

La macchina dell’Antitrust necessita infatti di operare a pieno regime e spetterà nuovamente ai presidenti del Senato e della Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, individuare nelle prossime ore un terzo profilo per completare il mosaico.

Fino a ieri, sembrava destinato al ruolo il deputato della Lega e sottosegretario all’Economia Federico Freni, ma come già accaduto per la corsa alla Consob la sua candidatura sarebbe stata ostacolata dal suo profilo, considerato troppo politico per il vertice di un’autorità indipendente. Secondo Repubblica, in corsa ci sarebbe anche un altro habitué dei totonomi degli ultimi mesi, ossia Carlo Deodato, attuale segretario generale della Presidenza del Consiglio, il cui nome era stato però valutato per la presidenza dell’istituzione e non per il ruolo di semplice componente.

ORA LA LEGA GUARDA ALL’ANAC

Considerando Valentino in quota Fratelli d’Italia e Stazi espressione di Forza Italia, resta da accontentare la Lega, che ha dovuto ingoiare il veto azzurro proprio su Federico Freni.

Il Carroccio attende ora una contropartita di peso e avrebbe messo gli occhi sul vertice dell’Autorità nazionale anticorruzione. Come ricostruisce Repubblica, si tratterebbe di una poltrona strategica per Matteo Salvini si tratterebbe, dal momento che l’attuale presidente Antonio Busia, designato nel 2020 durante il governo Conte bis, ha spesso ostacolato le manovre del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti su diversi fronti, dalle norme sul nuovo codice degli appalti e sulla supervisione delle grandi opere alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.

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