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Che cos’è la Cerimonia del Ventaglio

Da oltre 130 anni, la consegna di un ventaglio decorato segna la chiusura dei lavori parlamentari italiani prima della pausa estiva. Nata da una battuta sull’afa del 1893, la cerimonia coinvolge oggi le più alte cariche dello Stato, essendosi trasformata nel tempo in un’occasione formale per tracciare il bilancio della stagione politica e istituzionale. Ecco a cosa si deve la tradizione  

Ogni anno, tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto, la consegna del ventaglio segna ufficialmente l’avvicinarsi della sospensione estiva dell’attività parlamentare. Ieri è toccato alla Camera dei Deputati, con il presidente Lorenzo Fontana che ha ricevuto il tradizionale omaggio a Montecitorio, soffermandosi poi su alcuni dei temi più caldi dell’attualità politica, dalla legge elettorale all’elezione del prossimo presidente della Repubblica (che potrebbe essere di centrodestra), con un stoccata al vertice del suo partito sull’incandidabilità del gioielliere condannato per omicidio Mario Roggero.

Domani sarà la volta del Capo dello Stato Sergio Mattarella. che riceverà al Quirinale componenti dell’Associazione Stampa Parlamentare e i giornalisti accreditati, mentre oggi è il turno del presidente del Senato Ignazio La Russa.

Ma quali sono le origini di questa tradizione?

CHE COS’È LA CERIMONIA DEL VENTAGLIO

Si tratta di una cerimonia organizzata e promossa dall’Associazione Stampa Parlamentare, l’organismo che riunisce i giornalisti incaricati di seguire i lavori quotidiani delle Camere. L’evento si svolge annualmente nei tre palazzi del potere romano, ovvero il Quirinale, Palazzo Montecitorio e Palazzo Madama, con un rito analogo replicato anche all’Assemblea Regionale Siciliana, con la consegna di un ventaglio finemente decorato alle massime cariche dello Stato.

Nel tempo, l’evento si è trasformato in un’occasione per tracciare un bilancio sull’anno politico appena trascorso. Durante questi incontri vengono inoltre consegnati i premi giornalistici istituiti dalla stessa Associazione, consolidando l’incontro come un fondamentale ponte comunicativo tra la massima rappresentanza politica e il mondo dell’informazione.

PERCHÉ SI CELEBRA LA CERIMONIA DEL VENTAGLIO? LE ORIGINI DELLA TRADIZIONE NATA NEL 1893

Per rintracciare la genesi di questa consuetudine è necessario guardare alle precarie condizioni di lavoro in cui operavano i parlamentari italiani alla fine dell’Ottocento. Con il rapido trasferimento della capitale a Roma, i lavori della Camera vennero ospitati in un’aula provvisoria costruita all’interno del cortile di Montecitorio su progetto di Paolo Comotto, ingegnere piemontese incaricato di erigere rapidamente la struttura.

L’ambiente, edificato in legno e zinco, era totalmente privo di sistemi di riscaldamento o ventilazione. L’aula risultava gelida in inverno, tanto che Antonio Mordini, vicepresidente della Camera ed ex patriota risorgimentale, dovette suggerire ai deputati di mantenere il cappello in testa durante le sedute per non congelare. Durante l’estate, al contrario, la sala si trasformava in una serra rovente. Così, il 5 luglio 1893, Giuseppe Zanardelli, allora Presidente della Camera, si lamentò del calore con alcuni cronisti, notando con bonaria invidia i ventagli che agitavano in tribuna stampa. La sera successiva, i giornalisti gli fecero recapitare un ventaglio di carta con le loro firme. Giuseppe Zanardelli gradì molto lo scherzo, lo utilizzò in aula e ringraziò ufficialmente i corrispondenti, gettando le basi per una tradizione che perdura ancora oggi.

L’EVOLUZIONE ARTISTICA E L’ESTENSIONE ALLE ALTE CARICHE

Nel corso dei decenni l’omaggio ha abbandonato la veste del goliardico scherzo per assumere una forma sempre più ricercata, subendo una singola interruzione solamente durante gli anni della dittatura fascista. Un passaggio fondamentale per la formalizzazione dell’evento si registrò nel 1912, quando destinatario del dono fu Giuseppe Marcora, esponente della sinistra radicale, Presidente della Camera e veterano che aveva preso parte alla Spedizione dei Mille. L’opera consegnatagli fu realizzata da Carlo Montani, giornalista satirico, noto vignettista e pittore di fama, che decorò il ventaglio raffigurando il politico in divisa garibaldina e in sella a un cammello in Libia, celebrando le campagne militari dell’epoca.

Marcora, divertito dal ritratto, ruppe il protocollo e salì personalmente nella tribuna della stampa per ringraziare, istituendo di fatto la prassi dell’incontro diretto tra Presidente e cronisti. Nel secondo dopoguerra il rito venne allargato anche ai presidenti del Senato e, a partire dal 1992, alla massima carica dello Stato. Il primo inquilino del Quirinale a riceverlo fu Oscar Luigi Scalfaro, politico navigato ed ex magistrato che venne eletto Presidente della Repubblica poche settimane dopo essere stato nominato Presidente della Camera, spingendo così l’Associazione della stampa parlamentare a trasferire l’omaggio anche sul Colle. Oggigiorno, la componente estetica dell’oggetto è garantita da bandi di concorso indetti annualmente e aperti agli studenti delle accademie di belle arti italiane, i quali trasformano il tradizionale accessorio in un pezzo d’arte contemporanea.

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