Gianfranco Zola torna in FIGC: incarico, carriera e obiettivi del nuovo coordinatore giovanile
La Nazionale italiana prova a ripartire dai giovani e da chi ha scritto pagine indimenticabili del calcio tricolore: Gianfranco Zola torna ufficialmente a vestire l’azzurro entrando a far parte del Club Italia.
L’annuncio è stato dato dal presidente della Federcalcio, Giovanni Malagò, che ha fortemente voluto l’ex fantasista per completare la squadra dirigenziale assieme all’attuale direttore tecnico Claudio Ranieri e al commissario tecnico Roberto Mancini.
COORDINATORE DELLE GIOVANILI: PERCHÉ È STATO SCELTO ZOLA
Gianfranco Zola sarà dunque coordinatore dei progetti delle attività giovanili. L’ex giocatore professionista si concentrerà sulla costruzione e sullo sviluppo della filiera delle rappresentative azzurre minori, lavorando a stretto contatto con l’attuale coordinatore tecnico federale Maurizio Viscidi.
La nomina nasce da basi solide: Zola è infatti l’ideatore della recente riforma programmatica che porta il suo nome, un progetto che ha stimolato e incentivato l’impiego dei giovani calciatori nel campionato di Serie C, spingendo i club a effettuare investimenti strutturali. Proprio per dare continuità a questo progetto di rilancio che parte dal basso, l’ex talento sardo manterrà il suo attuale ruolo di vicepresidente vicario della Lega Pro. La decisione del doppio incarico ha ricevuto il pieno avallo del presidente della Lega Pro, Matteo Marani, confermando la volontà di creare un asse istituzionale forte tra la terza divisione e le selezioni nazionali giovanili.
ADESSO MANCA SOLO IL CAPODELEGAZIONE
Con l’inserimento di Gianfranco Zola nel settore giovanile si definisce gran parte dell’organigramma federale, ma resta ancora da riempire una casella fondamentale.
In un primo momento, proprio il profilo di Gianfranco Zola era stato indicato per il ruolo di capo delegazione della Nazionale maggiore, un incarico dirigenziale che però lo avrebbe costretto a un impegno totalizzante, allontanandolo dalla continuità del suo lavoro in Serie C.
Il presidente Giovanni Malagò e il direttore tecnico Claudio Ranieri si concentreranno nei prossimi giorni per colmare questo vuoto. Nel frattempo è stato definito il ritorno dell’ex mediano e campione del mondo Gabriele Oriali nelle vesti di team manager azzurro. Secondo tuttomercatoweb.com, per il ruolo sono in lizza due icone del calcio italiano: l’ex difensore interista Beppe Bergomi e l’ex ala romanista Bruno Conti, figure di grande esperienza già accostate di recente al comparto tecnico federale. Non è da escludere, tuttavia, l’ipotesi che possa essere lo stesso Claudio Ranieri ad assumere temporaneamente questo onere nella fase iniziale del nuovo ciclo.
A VOLTE RITORNANO: CHI È (E CHI ERA) GIANFRANCO ZOLA
Originario di Oliena, classe ’66 in provincia di Nuoro, nel 1989 il talentuosissimo attaccante, noto anche per il suo grande fair play, fece il grande salto dalla C, dove militava con la maglia del Torres, approdando alla corte del Napoli e vincendo lo scudetto nella sua prima stagione da vice e futuro erede di Maradona.
Di lì un lungo percorso che lo porterà a vestire le maglie di Parma, con cui vincerà una clamorosa Coppa Uefa nel ’94, e Chelsea, dove si guadagnerà il nomignolo di Magic Box in 7 anni di successi e giocate memorabili, condividendo parte del percorso con un’altra leggenda del calcio italiano, Gianluca Vialli. Chiuderà la carriera nei club nel 2005 da capitano e bandiera del Cagliari, dopo aver trascinato la squadra sarda alla promozione nella massima categoria e difeso la salvezza l’anno successivo.
L’esordio in maglia azzurra arriva nel ’91: in 7 anni Zola colleziona 35 presenze e 10 reti tra il 1991 e il 1997. L’apice resta la notte del 12 febbraio 1997, ct Cesare Maldini, quando con un pregevole destro al volo regalò all’Italia una storica vittoria contro l’Inghilterra nel tempio di Wembley.
Non mancarono le delusioni, come la dolorosa espulsione contro la Nigeria al Mondiale di Usa 1994 o la mancata convocazione per la successiva Coppa del Mondo del 1998, quando la serrata concorrenza del fantasista Roberto Baggio gli precluse l’ultimo posto disponibile nel reparto offensivo.
Dopo aver chiuso la carriera in campo, Gianfranco Zola ha riassaporato l’ambiente federale dedicandosi proprio alla crescita delle promesse: è stato assistente dell’ex centravanti azzurro Pierluigi Casiraghi sulla panchina dell’Under 21 tra il 2006 e il 2008, per poi guidare in prima persona la selezione Under 16 dal 2010 al 2012. Da menzionare anche una speciale convocazione nel 2000, voluta dall’allora commissario tecnico Giovanni Trapattoni per una partita non ufficiale legata al Giubileo. Oggi si concretizza la chiamata di Giovanni Malagò e il ricongiungimento con Claudio Ranieri, l’allenatore che nei primi anni Novanta convinse l’allora presidente della società partenopea Corrado Ferlaino a puntare su di lui per raccogliere la pesante eredità lasciata dal fuoriclasse argentino Diego Armando Maradona.
Crediti immagine: Figc.it

